Mancano pochi mesi al 3 novembre 2020, quando sarà eletto il 46° Presidente degli Stati Uniti d’America. Joe Biden sfiderà Donald Trump, ma ci manca ancora un tassello fondamentale per completare la cornice: la scelta del vicepresidente, figura che ricopre un importante ruolo a livello costituzionale –(presiede le sedute del Senato ed è primo nella linea di successione presidenziale) e a livello politico, soprattutto in questo momento. Presidente e vice vengono infatti eletti congiuntamente: sbagliare la scelta del nome per il ticket elettorale potrebbe compromettere seriamente le chances di vittoria.

Le nove possibilità di Joe Biden

Trump sembra intenzionato a riconfermare il suo attuale vice Mike Pence,. mentre Biden non ha ancora sciolto la riserva sul nome che lo affiancherà nella corsa. L’ex numero due di Obama ha però annunciato che il suo running mate sarà una donna. Nove sono i nomi in lizza per la nomination: le senatrici e già ex candidate democratiche alla presidenza Kamala Harris (Senatrice della California), Amy Klobuchar (Senatrice del Minnesota) ed Elizabeth Warren (Senatrice del Massachusetts), le governatrici del New Mexico Michelle Lujan Grisham e del Michigan Gretchen Whitmer, Catherine Cortez Masto (Senatrice del Nevada), Tammy Baldwin (Senatrice del Wisconsin), Tammy Duckworth (Senatrice dell’Illinois) e l’ex candidata governatrice della Georgia Stacey Abrams.

La scelta terrà conto di due fattori importanti: l’età e l’esperienza politica. Se eletto, Biden diventerebbe il Presidente più anziano della storia degli USA e i suoi 78 anni a novembre potrebbero rendere difficile una riconferma per un secondo mandato. In più, proprio in vista della nomination del 2024, l’ex senatore del Delaware ha espresso la volontà di dare spazio a giovani donne del Partito altamente qualificate, in grado di poter guidare il paese nel prossimo futuro.

Le caratteristiche principali delle candidate

Tuttavia, basare questa scelta solamente su criteri anagrafici potrebbe avere delle ripercussioni negative. In base all’età verrebbero eliminate dalla competizione figure di valore come Baldwin, Klobuchar, Whitmer e la stessa Warren, tutte provenienti dal Mid West, importante bacino elettorale con Stati come il Michigan che i democratici devono assolutamente cercare di riconquistare se vogliono avere chances di vittoria. In questo senso Biden potrebbe guardare a Tammy Duckworth. 56 anni, sarebbe la prima statunitense di origine asiatica ad essere candidata alla carica di vicepresidente, ed anche la prima disabile (a causa di una ferita di guerra). Duckworth ha alle spalle una notevole esperienza politica: prima donna veterana insieme a Tulsi Gabbard ad essere eletta al Congresso, è stata Rappresentante alla Camera per lo Stato dell’Illinois, di cui è attualmente senatrice.

La preferenza di Biden potrebbe ricadere anche su una candidata esponente delle minoranze etniche statunitensi, visto il grande ruolo che giocheranno alle urne. Kamala Harris sarebbe una scelta quasi obbligata. Amica di Beau Biden, conosciuta a livello nazionale, Harris ha recentemente incassato le congratulazioni di Joe Biden per aver guidato un’ottima campagna elettorale. Potrebbe però essere penalizzata dal fatto che il suo Stato, la California, è saldamente democratico, dunque le si potrebbe preferire una figura in grado di contribuire alla vittoria in uno swing state.

Lujan Grisham e Cortez Masto, entrambe con radici che affondano nella minoranza ispano-americana, che sta crescendo a ritmi molto elevati, hanno buone carte da giocare. Michelle Lujan Grisham, 60 anni, è considerata tra le migliori politiche di origini ispano-americane del Paese e per molti anni ha rappresentato politicamente un’area sempre più importante degli USA, il sud-est. Catherine Cortez Masto è attualmente la Presidente designata alla guida del Comitato che si occupa delle campagne elettorali per le elezioni del Senato. A spingere per la sua candidatura c’è Harry Reid, ex leader della maggioranza al Senato, i cui suggerimenti potrebbero persuadere il vecchio amico e collega Biden.

Giovane, prima afroamericana ad essere sia candidata dal Partito Democratico alla carica di Governatrice della Georgia, Stacey Abrams gode di una buona visibilità e supporto a livello nazionale: nel 2019 è stata lei a rispondere al discorso sullo Stato dell’Unione pronunciato da Trump. Ma il più grande ostacolo alla sua candidatura è la poca esperienza politica. Biden su questo è stato molto chiaro, la figura che vuole al suo fianco deve essere in grado di ricoprire una posizione delicata in cui la poca preparazione si paga cara.

Il futuro del Paese e del Partito

Nei prossimi giorni potrebbero salire le quotazioni di esponenti politiche che hanno mantenuto fino ad ora un profilo basso, come l’attuale sindaca di Atlanta Keisha Lance Bottoms. In più, non devono essere sottovalutate le chances di Michelle Obama. Seppur abbia in più occasioni ribadito che non intende candidarsi per nessuna carica, il suo nome continua ad essere tenuto in considerazione. L’ex First Lady gode non solo della massima stima da parte di Joe Biden, ma anche di un alto grado di apprezzamento tra l’elettorato democratico e quello indipendente. Con Obama al fianco di Biden, inoltre, le chances di rielezione per Trump crollerebbero considerevolmente.

Biden, dunque, si trova davanti ad una scelta che avrà notevoli conseguenze: in ballo non c’è solo una campagna elettorale, ma anche il futuro del Paese e del Partito. In caso di vittoria democratica alla fine dell’anno, la prossima vicepresidente potrà iniziare fin da subito a preparare il terreno per le elezioni del 2024. Con Biden fuori dai giochi per motivi anagrafici, la strada alla possibile elezione di una donna al campidoglio potrebbe risultare meno difficoltosa.


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