di Cono GIARDULLO
L’11 gennaio scorso, il ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Angelino Alfano, è intervenuto al Consiglio permanente (ie, l’assemblea generale) dell’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (Osce) per presentare le priorità del nostro paese. Dal 1° gennaio, infatti, l’Italia ha assunto la presidenza della più ampia organizzazione per la sicurezza regionale al mondo e il Ministro Alfano ricopre la funzione di Presidente in Esercizio (Chairperson-in-Office).
Nonostante sui media italiani la notizia sia passata praticamente inosservata, si tratta di un impegno potenzialmente ben più incisivo del mese di presidenza al Consiglio di Sicurezza (CdS) Onu, dove tra l’altro, in spirito di fraternanza europea si è suddivisa la durata biennale del seggio coi Paesi Bassi, che hanno sostituito l’Italia a inizio anno. All’interno dell’Osce, la sola organizzazione relativa alla sicurezza dove siano presenti contemporaneamente Russia, Stati Uniti e i paesi dell’Ue, con uguale voce in capitolo, l’Italia coordinerà il processo decisionale e definirà le priorità dell’attività svolta dall’Organizzazione. A coadiuvare tale impegno, nella classica Troika delle Presidenze passata e futura, l’Italia sarà affiancata da due paesi distanti sui metodi di risoluzione della crisi migratoria: l’Austria, guidata da un nuovo governo di centro-destra, e la Slovacchia, uno dei paesi del blocco di Visegrad, che si sta opponendo in sede europea all’accordo sulla ricollocazione dei richiedenti asilo. Nel frattempo, gli Stati Uniti hanno espressamente richiamato l’attenzione degli Stati membri ad evitare qualsivoglia riduzione del budget. Di questi tempi, soprattutto tenuto conto dei tagli di Washington ai fondi delle Nazioni Unite, si tratta di una proposta da non lasciar cadere nel vuoto.
Il Ministro Alfano ha dunque evidenziato le priorità per la presidenza italiana, tra le quali conviene sottolineare qualche passaggio. Innanzitutto, l’Italia ha voluto promuovere la geografia tridimensionale dell’organizzazione. Mentre i più fanno riferimento alle dimensioni Euro-Atlantica ed Euro-Asiatica di un’organizzazione che raccoglie membri da “Vancouver a Vladivostok”, l’Italia aggiunge la dimensione Euro-Mediterranea, come complementare alle prime due. La Presidenza del Gruppo di Contatto con i sei paesi partner dell’Osce nel Mediterraneo, lo scorso anno, è servita ad organizzare la Conferenza Mediterranea di Palermo, pietra fondante di un possibile “spirito di Palermo” che rafforzi il dialogo per la sicurezza e la pace nella regione e contribuisca a costruire un partenariato avanzato con quei paesi in termini di dialogo politico, attraverso responsabilità condivise, con concrete collaborazioni in termini di sicurezza e controllo della crisi migratoria, e maggiori investimenti nella cultura.
Altra priorità sono i conflitti irrisolti. La risoluzione della crisi ucraina rimane il tema più caldo. La posizione italiana è concorde con quanti indicano nel ruolo della missione speciale di monitoraggio (Smm) il “test fondamentale per la credibilità dell’organizzazione”. L’Osce in Ucraina probabilmente non risolverà tutte le questioni relative al conflitto nel Donbas, ma ha convinto tutti gli attori in campo che la sua presenza ha impedito una escalation peggiore di quella in essere. E’ positivo l’annuncio della visita in Ucraina, e si badi bene, in Russia del Ministro Alfano a fine gennaio. Altra nota importante è stata la nomina dell’ex Ministro degli Esteri e Commissario Europeo Franco Frattini a rappresentante speciale per il processo di pace in Transnistria, rispetto al quale la recente intesa sulla riapertura del ponte sul fiume Nistro a fine 2017 lascia ben sperare.
Infine, l’Italia dà priorità alla dimensione umana (diritti umani e stato di diritto), proponendo uno sforzo comune al contrasto del traffico di esseri umani e dedicando maggior attenzione alla lotta al razzismo, alla xenofobia e alle discriminazioni di ogni genere tramite la nomina del professor Salvatore Martinez, Presidente dell’osservatorio italiano per le minoranze religiose nel mondo, come rappresentante personale del Ministro e l’organizzazione della Conferenza internazionale sull’antisemitismo a Roma il 29 gennaio. Inoltre, la nomina a rappresentante speciale per la lotta alla corruzione dell’ex Ministro della Giustizia, Paola Severino, chiude il cerchio di quelle personalità di rilievo che dovrebbero garantire continuità ed expertise nel guidare le discussioni e proporre soluzioni comuni alle questioni discusse.
Si è trattato di un discorso inaugurale intriso di buoni propositi che potrebbe rilanciare, agli occhi degli altri Stati Membri, il ruolo dell’Italia come superstrada tra Est e Ovest, come ponte tra le due sponde del Mediterraneo. Certo, a dispetto di Sebastian Kurtz, che visitò il Donbas a inizio 2017 come Ministro degli Esteri e Presidente in esercizio per inaugurare la presidenza austriaca, mentre era lanciato verso la leadership del partito popolare austriaco (Övp), poi vincitore alle elezioni autunnali e la successiva incoronazione a cancelliere, il nostro Ministro visita l’Est Europa a meno di due mesi dalle elezioni parlamentari e stante la scelta personale di non ricandidarsi. Al Consiglio Ministeriale di Milano, 6-7 dicembre 2018, ci sarà di sicuro un nuovo Ministro degli Affari Esteri a chiudere l’anno di presidenza italiano. Ci si augura, però, di aver saputo tracciare il cammino per ciascuna delle priorità menzionate.


0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *