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	<title>Francesco Armento, Autore presso MondoDem</title>
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	<description>Laboratorio di Politica Internazionale</description>
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		<title>Per una strategia contro la disinformazione digitale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Armento]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Jun 2023 10:40:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Vincitori Winter School 2023]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’invasione russa dell’Ucraina il &#160;24 febbraio 2022 è&#160; un conflitto nel cuore dell’Europa che segna una svolta nei&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.mondodem.it/673314/">Per una strategia contro la disinformazione digitale</a> proviene da <a href="https://www.mondodem.it">MondoDem</a>.</p>
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<p>L’invasione russa dell’Ucraina il &nbsp;24 febbraio 2022 è&nbsp; un conflitto nel cuore dell’Europa che segna una svolta nei rapporti fra comunità Euro-atlantica e&nbsp; Russia.&nbsp; Si tratta di un evento che spinge&nbsp; le classi dirigenti dei popoli europei a pensare e rimodulare l’architettura di sicurezza dell’Unione Europea in una nuova prospettiva, che tenga conto delle innovazioni nella strategia bellica che questo conflitto ha mostrato al mondo, nonché dei rapporti geostrategici che si vengono e si verranno a delineare.</p>



<p>Basti pensare, infatti, che la stessa invasione dell’Ucraina è stata accompagnata da un attacco multi-dominio (dominio cyber e dominio spaziale) al segmento di terra di Viasat (fornitore statunitense di comunicazioni satellitari) e da una organizzata operazione di disturbo dei segnali di posizionamento e navigazione. In realtà, la Russia aveva condotto attacchi cyber contro l’Ucraina fin dall’occupazione della Crimea del 2014, e già il 14 gennaio 2022, pochi giorni prima dell’invasione vera e propria, Mosca&nbsp;&nbsp; aveva lanciato un&#8217;offensiva su vasta scala, prendendo di mira più di venti istituzioni governative ucraine. L&#8217;attacco, che aveva l&#8217;obiettivo di creare scompiglio in diversi siti web collegati al governo, si è poi propagato in tutto l&#8217;internet ucraino. “L&#8217;obiettivo dei criminali informatici russi era quello di seminare il panico tra la popolazione ucraina e dimostrare al mondo esterno che l&#8217;Ucraina è uno stato debole che non è in grado di gestire gli attacchi”, ha affermato Yurii Shchyhol, il capo del Derzhspetszviazok (il Servizio statale per le comunicazioni speciali e la protezione delle informazioni dell&#8217;Ucraina). Quest’ultima serie di attacchi, quindi, più che danneggiare le infrastrutture digitali delle istituzioni ucraine (come testimonia il fatto che non ci sia stata una perdita di dati) è stata un’operazione ascrivibile al contesto della&nbsp; cosiddetta guerra psicologica. Intravediamo in ciò che uno dei massimi studiosi di relazioni internazionali italiani, Gianfranco Lizza, ha prospettato essere la realtà dei&nbsp; prossimi anni: “<em>Nel 2050 i leader non siederanno intorno a un tavolo per aver vinto una o più guerre ma per averne vinta solo una, incruenta ma molto più efficace di tutte le altre: la conquista psicologica</em>”.</p>



<p>Creare una Unione Europea sicura e dotata di una politica comune di difesa significa investire tutti insieme in una sovranità tecnologica europea e superare, così, i <em>gap</em> tecnologici esistenti tra i diversi stati europei e gli altri paesi del mondo, come gli Stati Uniti. Proprio in cooperazione con questi ultimi è necessario creare una politica forte, coesa e complementare a quella della Nato, attraverso cui la Ue possa assurgere a potenza militare e industriale in grado di competere a livello globale. Parlare di sicurezza nella nostra epoca, assumendo una prospettiva che guardi al futuro, significa proteggere la società dal potere manipolativo che le vecchie e nuove élite culturali e politiche esercitano attraverso i mass media.</p>



<p>Perché interessarsi a questo aspetto psicologico? È passato un secolo dalla pubblicazione del saggio “Public Opinion”  di Walter Lippmann , nel quale il giornalista statunitense ha stabilito che i media,  dando la possibilità di conoscere eventi e argomenti estranei alla nostra realtà soggettiva, “<em>offrono i riferimenti contestuali all’interno dei quali – e mediante i quali – collocare e dare senso agli eventi stessi</em>”. A differenza di allora, nell’era di internet e del digitale il flusso delle informazioni genera a sua volta flussi mediatici controllati dalle tante piattaforme tecnologiche, che finiscono col provocare una atomizzazione della stessa opinione pubblica, rendendo instabile e paralizzando di fatto le democrazie. Viene da chiedersi se lo sviluppo tecnologico e digitale corroborino la causa della democrazia liberale e quindi della libertà di pensiero, e in quale modo si possa porre un argine all’attuazione  della propaganda digitale a sostegno della strategia di Putin.</p>



<p>Una risposta al problema proviene dalla Finlandia, nuovo membro della Nato a seguito degli eventi in Ucraina.  É dal 2002 che il ministero dell&#8217;Educazione di Helsinki promuove lezioni di <em>media literacy</em> e <em>cybersecurity</em> per proteggere gli utenti finlandesi dalla disinformazione. Oggi, la fiducia da parte dei cittadini finlandesi nel giornalismo è pari al 70%, la più alta percentuale d&#8217;Europa. La Finlandia è insomma un passo avanti nella lotta contro le f<em>ake news,</em> e gli stati europei hanno molto da apprendere in merito. L’Italia potrebbe  trarre insegnamento da tutto ciò  e rimodulare adeguatamente i corsi di studio universitari in comunicazione.  Ancora più importante è l’inserimento di moduli di insegnamento di <em>media literacy</em> a partire dalle scuole di primo  grado: all’Italia serve un processo di formazione digitale che, progressivamente, renda i giovani consapevoli e dotti degli strumenti di difesa nel cyberspazio. Oggi, le  dinamiche politiche globali riguardano tutti, ed è necessario che le prossime generazioni posseggano tutti gli strumenti per poter affrontare sfide attuali e future con competenza e non senza un briciolo di speranza.</p>



<p><em>Questo testo è fra i cinque premiati con una borsa di studio per partecipare alla Winter School di Politica Estera e Europea 2023, orgabizzata da Mondodem e dalla Friedrich-Ebert-Stiftung Italien. Gli altri pezzi sono disponibli <a href="https://www.mondodem.it/category/policy-brief/vincitori-winter-school-2023/">qui</a>.</em></p>
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