*Di Luca Bergamaschi, autore per MondoDem del documento “La Politica Estera del PD in una Clima che cambia“, presentato durante l’evento “La Politica Estera ed Europea dell’Italia: Le Proposte del PD” il 10-11 novembre a Roma. 

Alla COP23 di Bonn l’Italia c’è e parla. Il Ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti ha preso parte al lancio della prima Alleanza Globale per l’uscita dal carbone insieme ad altri 19 paesi, presentando a livello internazionale gli obiettivi della nuova Strategia Energetica Nazionale. La Strategia include l’uscita dell’Italia dal carbone nella produzione elettrica entro il 2025 e il raggiungimento di 55% di elettricità da rinnovabili entro il 2030.

Durante il suo intervento al segmento di alto livello, il Ministro ha annunciato che “stiamo lavorando a livello interministeriale con l’obiettivo di proporre una candidatura italiana ad ospitare la COP26”. Il prossimo passo sarà quello di trovare quanto prima l’accordo a livello di Consiglio dei Ministri e successivamente ufficializzare la candidatura al segretariato dell’agenzia delle Nazioni Unite responsabile del quadro sui cambiamenti climatici (UNFCCC). Milano è pronta.

Il Ministro ha inoltre annunciato l’intenzione di continuare a sostenere il Fondo per l’Adattamento con ulteriori 7 milioni di euro e ha firmato due Protocolli d’Intesa con Georgia e Mali per sostenere i due Stati nella realizzazione dei loro obiettivi di adattamento e lotta al cambiamento climatico. Ciò riflette l’interesse italiano a sostenere Paesi africani e rafforzare collaborazione con Paesi dell’area ex sovietica.

Il Ministro ha poi firmato un Protocollo d’Intesa con il UNFCCC per lanciare un nuovo programma quinquennale di Fellowship con le piccole isole e paesi meno sviluppati. L’Italia si è impegnata a stanziare 2,5 milioni di euro nella costruzione di nuova capacità e permettere ad individui selezionati di trascorrere un anno formativo presso gli uffici del UNFCCC. Infine, l’Italia ospiterà tra fine gennaio ed inizio febbraio la celebrazione dei 30 anni del International Panel on Climate Change (IPCC), il foro scientifico delle Nazioni Uniti sui cambiamenti climatici.

L’Italia conferma così la sua leadership sul clima, già dimostrata quest’anno dal Governo Gentiloni durante i lavori della Presidenza Italiana del G7 in cui si è con forza riaffermato l’irreversibilità e la non-negoziabilità dell’Accordo di Parigi a fronte del cambio di politica dell’Amministrazione americana. La critica di Edoardo Zanchini su La Stampa non riflette così l’operato e “la voce” del Governo e quella in particolare del Ministero dell’Ambiente alla COP. Ma si può concordare sul bisogno di migliorare la comunicazione, la presenza e la presentazione delle esperienze italiane, sia pubbliche che private, creando spazi, dialoghi, relazioni e risorse adeguate. Per una diplomazia del clima di successo.


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