Appena prima dell’esperienza della crisi Covid, il paese mediterraneo si stava riprendendo a fatica dalla crisi del 2009 e dal seguente periodo di austerità imposta dall’infausta “troika”. Con l’ultimo programma di aggiustamento nel 2018, la Grecia sembrava lasciarsi il peggio alle spalle.

Nonostante la Grecia sia stata colpita in maniera relativamente minore dalla pandemia rispetto a molti altri paesi europei, almeno fino a Novembre 2020, l’impatto sull’economia greca è stato estremamente negativo. Il recente budget presentato dal governo in novembre prevede un PIL contratto del 10.5% nel 2020, investimenti crollati quasi dell’ 11%, esportazioni scese più del 30% e almeno 200,000 occupati in meno.

Alla Grecia sono stati assegnati un totale di 32 miliardi di euro come parte del programma Next Generation EU. Di questi, 29 miliardi derivano dalla Recovery and Resilience Facility. 16,4 miliardi saranno in forma di prestiti e 12,6 miliardi saranno elargiti come sussidi.

In aggiunta a questi la Grecia potrà accedere ai pacchetti React-EU e Just Transition Fund, con fondi rispettivamente pari a 1,715 miliardi di euro e 431 milioni di euro. Per quanto riguarda il Quadro Finanziario Pluriennale europeo, la Grecia riceverà inoltre un totale di 21,4 miliardi di euro come parte della Politica di Coesione.

Il cuore del proposta greca, denominata sobriamente National Recovery and Resilience Plan, è ispirata dal cosiddetto ‘Pissarides’ Committee Report’, redatto a partire dal Gennaio 2020 da una commissione guidata dal premio Nobel cipriota Christopher Pissarides, istituita dal nuovo governo di centro-destra nel Gennaio 2020. La commissione, che insieme al governo ha restituito una visione liberale e liberista della ripresa greca, è stata però criticata per la scarsa disponibilità a consultare le parti interessate e a permettere una partecipazione più ampia alla proposta. Una questione al centro delle critiche era la specifica composizione della Commissione, costituita principalmente da accademici residenti all’estero. L’opposizione di sinistra si è scagliata in particolare contro quello che considera come un attacco alle PMI e al sistema pensionistico da parte del Piano Pissarides.

La Commissione europea ha gradito la tempestività con la quale la Grecia ha inoltrato il suo piano di ripresa, descrivendolo come ‘un buon inizio’. Le prime reazioni ai contenuti, provenienti anche da funzionari occupatisi del precente ‘bailout’ greco, sono incoraggianti. Viene però citato il potenziale problema dell’assorbimento dei fondi Ue e della capacità di implementazione del governo greco.

Il piano greco si pone come un fondamentale cambio di paradigma, sia economico sia sociale. Gli obiettivi principali del piano si basano su una visione futura del paese basata su tre pilastri: apertura, competitività ed economia green. Questo comporterà una semplificazione e digitalizzazione burocratica atta a rendere la macchina pubblica più efficiente, una riforma fiscale che favorisca la crescita e riduca le incertezze e le ambiguità della normativa ed una rete di sicurezza sociale più efficace e resiliente.

In termini economici, il piano greco prevede un importante programma di investimenti a favore di infrastrutture, produzione e impiego che sono mancati alla Grecia sin dalla crisi del 2008. A tal proposito il piano sottolinea la necessità di attivare partnership pubblico-private e di individuare opportunità di co- finanziamento al fine di garantire gli investimenti pubblici necessari alla crescita futura.

Il piano greco si basa su quattro pilastri centrali, corrispondenti a quattro macro- obbiettivi. I quattro pilastri, seguiti dalla denominazione dei rispettivi componenti sono:

  • Green (38% dei fondi): Power up, Renovate, Recharge and Refuel, Uso sostenibile delle risorse, resilienza climatica.
  • Digitale (13% dei fondi): Connect, Modernise, Digitalisation of Business.
  • Impiego, e coesione sociale (25% dei fondi): promozione della partecipazione al mercato del lavoro; educazione ed educazione vocazionale; miglioramento della resilienza e accessibilità sanitaria, aumento accesso a politiche sociali.
  • Investimenti privati e trasformazione industriale ed economica (24% dei fondi): miglioramento dell’efficacia e dell’efficienza dell’amministrazione e della riscossione fiscale; modernizzazione pubblica amministrazione; efficienza della giustizia; rafforzamento settore finanziario e mercato capitale; promozione della ricerca e innovazione; modernizzazione settori chiave; miglioramento competitività.

I macro-obbiettivi strategici sono:

Promozione della coesione economica, territoriale e sociale e convergenza

Tra il 2018 e il 2019, la Grecia era terza in Europa per percentuale di popolazione a rischio di povertà ed esclusione sociale. Convergenza e coesione necessitano di una crescita robusta e sostenuta che manca da troppo tempo nel paese. La soluzione prevede il rilancio della produzione anche attraverso l’implementazione di due transizioni chiave: quella green e quella digitale.

Individuando il gap in investimenti privati come principale responsabile di mancata crescita, il piano prevede l’utilizzo dei fondi europei per la realizzazione di incentivi fiscali per investimenti privati, specialmente nelle aree a lungo termine e con l’obbiettivo di ribilanciare l’economia a favore dei settori commerciabili e di aumentare la produttività.

L’ostacolo agli investimenti privati è anche dato dalla scarsa  efficienza dell’amministrazione pubblica e della mancata modernizzazione dei servizi a imprese e cittadini. Vengono perciò pianificati interventi in materia di semplificazione e digitalizzazione della PA. Tra i progetti chiave troviamo la completa transizione online della Independent Authority for Public Revenue, azione che snellirà l’apparato fiscale.

Vengono poi proposte riforme nel campo della ricerca e sviluppo e dell’occupazione, tra cui una riforma del sistema di previdenza sociale che porti ad una soluzione completamente autosufficiente. Inoltre e’ previsto un ambizioso progetto di investimenti infrastrutturali e digitali in tutte le 13 regioni che supporti e promuova la coesione economica e territoriale, specialmente in settori chiave come il turismo e la cultura.

Rafforzamento della resilienza sociale ed economica e della capacità di risposta agli shock

Realizzando la debolezza e vulnerabilità del sistema greco, si formulano tre macro- soluzioni: una politica fiscale anti-ciclica, supportata da un fisco più semplice ed efficiente (p.e. stimolazione dei pagamenti digitali e sfruttamento intelligenza artificiale per controlli fiscali); una diversificazione della produzione che si allontani da una formula puramente domestica; aumento dell’accesso a crediti fiscali, maggiore condivisione del rischio sui mercati capitali e sfruttamento dei risparmi.

Sul fronte occupazionale si prevede la riforma della rete di sicurezza sociale, formulando degli incentivi che scoraggino l’inattività ma al contempo sostengano i processi di reintegrazione e formazione.

Mitigazione dell’impatto economico e sociale della crisi pandemica

Il piano include una serie di importanti investimenti e progetti infrastrutturali che dovrebbero produrre un effetto moltiplicatore e garantire una transizione ecologica. Esempi includono: manutenzione di edifici pubblici e privati al fine di migliorare l’efficienza energetica, progetti mirati al miglioramento della gestione idrica e dei rifiuti. Sono anche previsti interventi a sostegno di settori in cui la Grecia vanta un vantaggio competitivo, in particolare: turismo, cultura, artigianato e agricoltura.

Supporto delle transizioni green e digitale

Il Green New Deal greco si basa su vari piani già stipulati in precedenza, tra cui il National Energy and Climate Plan (NECP). L’obiettivo è transitare verso un modello a basse emissioni di carbonio, passando per un più efficiente uso energetico e una digitalizzazione del consumo energetico, anche migliorando l’interconnesione delle isole. Esempi di progetti sono un programma di riforestazione con 30 milioni di nuovi alberi e il rinnovamento di 60,000 edifici all’anno al fine di renderli sostenibili.

Sul fronte della digitalizzazione le parole chiave sono semplificazione, accessibilità dei servizi, democratizzazione e partecipazione. Vi sono anche riferimenti alla corsa verso una più estesa connettività attraverso l’installazione di fibra ottica e 5G, nonché ai problemi di sicurezza quali cybersecurity e artificial intelligence.

Dall’iter del piano greco emerge l’importanza di un’azione celere e determinata che renda possibile un esame attento e dettagliato del piano da parte della Commissione. Viene inoltre segnalato dalla Commissione il problema               dell’assorbimento e dell’implementazione dei Fondi, che rimane importante anche in Italia.


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