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	<title>CDU Archivi &#8211; MondoDem</title>
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		<title>Caos calmo nella CDU</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Michelangelo Freyrie]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Mar 2020 16:17:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Covid-19]]></category>
		<category><![CDATA[CDU]]></category>
		<category><![CDATA[Coronavirus]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non esiste un momento giusto per essere colpiti da una pandemia. Detto questo, l’arrivo del Coviv-19 è stato&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.mondodem.it/1881/">Caos calmo nella CDU</a> proviene da <a href="https://www.mondodem.it">MondoDem</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-drop-cap">Non esiste un momento giusto per essere colpiti da una
pandemia. Detto questo, l’arrivo del Coviv-19 è stato particolarmente poco
propizio per l’Unione Cristiano democratica (CDU) di Angela Merkel. Il partito è
attraversato da mesi da convulsioni stile“fine dell’impero” che la cancelliera
aveva provato a scongiurare avviando un passaggio di consegne con il ministro
della difesa Annagret Kramp-Karrenbauer (AKK). </p>



<p>Poco o nulla rimane di quel tentativo. Le primarie del
2018 e un processo accolto con diffidenza in un sistema politico basato sul
consenso degli esponenti di partito nei <em>Länder &nbsp;</em>hanno liberato forze centrifughe opposte a
AKK e alla linea merkeliana da lei incarnata. Il pomo della discordia è l’atteggiamento
da adottare nei confronti dell’Alternative für Deutschland (AfD), il partito di
estrema destra: rincorrerli o condannarne ogni posizione? Ma molti conservatori
desiderano anche un cambiamento di leadership, una guida che non si limiti a <em>gestire</em> come fa Merkel, ma che indichi
la strada verso il futuro – prima che la CDU diventi una reliquia della vecchia
Germania ovest. </p>



<p>A febbraio era avvenuto il “colpo di mano” con cui la
destra del partito (coadiuvata dai liberali) era riuscita a far eleggere un
presidente della Turingia che non fosse di sinistra. La mossa aveva destato
particolarmente scalpore perché era avvenuta col consenso dell’AfD, violando le
linee guida poste da Berlino . AKK, indebolita da mesi di fronda interna e
logorata dal ruolo di ministro, aveva annunciato le proprie dimissioni. </p>



<p>Si era quindi deciso di tenere un congresso a fine aprile
per selezionare un successore. I candidati sono tre: </p>



<p><strong>Friedrich Merz</strong>, l’anti-Merkel per eccellenza e suo
avversario fin dai primi anni 2000. Dopo una lunga assenza dalla politica si
era ripresentato al congresso del 2018 come il candidato più critico nei
confronti della politica migratoria tollerante. Il milionario ex-banchiere è
considerato il candidato “delle imprese” ed è sostenuto dalla giovanile di
partito, cosi come da chi si oppone a ulteriori concessioni in materia
migratoria. </p>



<p><strong>Armin Laschet</strong>, presidente del ricco Nordrhein-Westfalen,
considerato da molti il favorito e il candidato “di continuità” rispetto all’era
Merkel. Incarna l’idea della CDU come partito anzitutto di governo, affidabile
e ragionevole in tempi di crisi. Il suo ruolo istituzionale era stato
particolarmente utile per rinforzare questa immagine. Corre in tandem con <a href="https://www.zeit.de/politik/deutschland/2020-02/armin-laschet-jens-spahn-cdu-vorsitz">Jens Spahn</a>, ministro
della salute e volto della nuova CDU (è gay, giovane e da ministro si è
lanciato in dure battaglie sulla donazione degli organi e l’assunzione di
infermieri). </p>



<p><strong>Norbert Röttgen</strong>, presidente della commissione esteri
al Bundestag e già ministro dell’ambiente, malamente esautorato da Merkel nel
2012 dopo una sconfitta elettorale. Dei tre candidati, Röttgen è quello che ha
saputo meno convincere nei sondaggi ma che più spinge per una maggiore presa di
responsabilità internazionale da parte della Germania.. </p>



<p>Il Coviv-19 ha, ovviamente, cambiato tutto. La
sospensione del congresso CDU presenta, in teroai, ai tre candidati l’occasione
di dimostrare la propria leadership. Merz e Röttgen, senza ruoli
nell’esecutivo, avranno molte difficoltà a mantenere l’attenzione mediatica su
di sé in questa crisi globale – <a href="https://www.sueddeutsche.de/politik/cdu-kramp-karrenbauer-merz-roettgen-1.4845657">attirandosi
anzi critiche</a> per aver continuato le rispettive campagne nonostante la
pandemia. Merz, in particolare, è venuto a trovarsi in una situazione complessa
– l’intransigenza sul pareggio di bilancio e l’ultraliberismo non sono particolarmente
popolari in momenti di crisi, senza contare che il 17 marzo lui stesso è risultato
positivo al Coviv-19. Laschet, invece, ha deciso di puntare il tutto sulla
propria abilità nel <a href="https://www.faz.net/aktuell/politik/inland/nrw-so-reagiert-armin-laschet-auf-das-coronavirus-16678517.html">gestire
l’epidemia in Westfalia</a>. Come presidente ha insistito affinché il governo
federale agisse in maniera più decisa fin dai primi focolai, coadiuvato dal
proprio <a href="https://www.businessinsider.de/politik/praesent-in-der-coronakrise-warum-die-cdu-und-besonders-ein-minister-in-den-umfragen-zulegen/">sempre più
popolare alleato</a> al ministero della salute.</p>



<p>Ma il vero colpo di scena sarebbe se questa corsa alla
competenza beneficiasse un quarto incomodo, il cui astro brilla con particolare
intensità nella costellazione di centro-destra: Markus Söder, leader della CSU
e presidente bavarese. In un certo senso, Söder rappresenterebbe il candidato
perfetto per la cancelleria. A differenza di Merkel, che anche in questa crisi
ha preferito mostrarsi <a href="https://www.spiegel.de/politik/deutschland/coronavirus-und-die-bundeskanzlerin-nach-merkel-rezept-a-5187f4ac-b632-4795-ac08-76c7326e3eaa?utm_source=dlvr.it&amp;utm_medium=twitter#ref=rss">pacata</a> &nbsp;piuttosto che combattiva,
ama coltivare l’immagine di decisore. Come faceva notare la <em>Frankfurter Allgemeine Zeitung </em>il 17
marzo, chiudere le frontiere tedesche è stato possibile solo perché la Baviera
aveva ristabilito la propria polizia di frontiera in barba alle critiche da
sinistra. Al di là di ciò, Söder sa alternare toni da statista e appelli più accorati
come la richiesta che i <a href="https://www.n-tv.de/politik/Soeder-Fussballer-sollen-auf-Geld-verzichten-article21646698.html">calciatori
rinuncino al proprio stipendio</a> per tenere a galla la Bundesliga durante la pandemia; salvaguardia
l’autonomia bavarese viaggiando a Mosca, ma rimane in linea con la politica di
sanzioni di Berlino. L’unico problema: nella storia ci sono stati solo due
candidati cancelliere della CSU, ed entrambi hanno fallito. L’appeal personale del
candidato faticherebbe a tradursi in un supporto federale. La stessa CSU,
partito dell’eccezionalismo bavarese, non è certamente popolare nel resto del
paese. Söder gode poi di un “dominio proprio del benevolo legame”, per citare
Heidegger, cioè ha potuto profilarsi a livello nazionale scegliendo dove e
quando porre veti al partito gemello. Può funzionare in prospettiva
pubblicitaria, ma è molto diverso dall’affanno di una campagna elettorale. E più
Söder si esporrà, più sarà soggetto ad un intenso scrutinio, pur non essendo
ufficialmente in corsa per la candidatura. </p>



<p>La CDU si è sempre inscenata come il partito del quieto
vivere e della pacatezza al governo. Ma con un sistema partitico allo sfascio,
un federalismo sotto pressione e l’Europa in preda a una pandemia, potremmo
presto assistere a un’evoluzione in seno ai democristiani renani. </p>
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