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	<title>EU Archivi &#8211; MondoDem</title>
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	<description>Laboratorio di Politica Internazionale</description>
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	<title>EU Archivi &#8211; MondoDem</title>
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		<title>La strategia europea per l’Intelligenza Artificiale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudia Schettini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Dec 2021 10:08:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[EU]]></category>
		<category><![CDATA[IA]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza artificiale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In un contesto politico globale in cui sempre più Paesi stanno investendo massicciamente nell&#8217; Intelligenza Artificiale (IA), le&#8230;</p>
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<p class="has-drop-cap">In un contesto politico globale in cui sempre più Paesi stanno investendo massicciamente nell&#8217; Intelligenza Artificiale (IA), le autorità europee hanno acquisito consapevolezza della necessità di adottare un approccio comune ed un piano coordinato &nbsp;per tutti i paesi membri teso sia a promuovere lo sviluppo dell&#8217;IA sia ad affrontare i rischi potenziali elevati che la stessa pone per la sicurezza e per i diritti fondamentali degli individui.</p>



<p>Differentemente dalla strategia statunitense, radicata al mercato, e da quella cinese, totalmente monopolizzata dal ruolo dello stato, la strategia europea relativa all’IA e, in generale, al tema del digitale, si basa sulla produzione di modelli normativi e regolatori. Si tratta di modelli che investono essenzialmente quattro ambiti: la produzione dei dati personali, regolamentata dal <em>GDPR</em>; i servizi digitali affidati al <em>DSA</em>, l’identità digitale disciplinata dal regolamento <em>EIDAS</em> del 2014 attualmente in corso di revisione, e l’Intelligenza Artificiale a cui sono stati dedicati numerosi documenti e proposte di normativi.</p>



<p>La prima proposta volta ad adottare un approccio comune all’IA nasce nel 2017, ma si concretizza solo un anno dopo, in due documenti strategici: <em>la Strategia Europea per l’IA</em> e il <em>Piano Coordinato sull’IA</em>.&nbsp; La strategia si pone tre principali obiettivi: dare impulso alla capacità tecnologica e industriale dell’UE e all’adozione dell’IA in tutti i settori economici; prepararsi ai cambiamenti socioeconomici apportati dall’IA; assicurare un quadro etico e giuridico adeguato. La Commissione ha fin da subito sottolineato la necessità che lo sviluppo di tecnologie di IA rispetti i valori fondanti dell’UE quali l’equità, la sicurezza, l’inclusione sociale e la trasparenza, in modo da assicurare la fiducia dei cittadini nelle tecnologie. Il <em>Coordinated Plan on AI</em>, invece, si propone di rafforzare la cooperazione tra gli Stati membri per raggiungere quattro obiettivi chiave: massimizzare gli investimenti attraverso i partenariati e l’adozione di strategie nazionali; creare un database europeo per le tecnologie di IA; coltivare il talento e le abilità; sviluppare tecnologie etiche e affidabili.</p>



<p>La necessità di un approccio più dettagliato ha poi spinto la Commissione, ora guidata da Ursula Von der Leyen, a pubblicare nel 2020 un <em>White Paper sull’Intelligenza Artificiale</em>. Il documento ruota attorno a due pilastri: la creazione di un <em>ecosistema di eccellenza</em>, realizzabile attraverso una più proficua cooperazione tra gli Stati membri e un partenariato tra pubblico e privato; e la creazione di un <em>ecosistema di fiducia</em>, tramite misure di policy da implementare in un futuro quadro normativo che abbia un approccio antropocentrico.</p>



<p>Per creare un quadro normativo maggiormente armonizzato tra i paesi dell’Unione, da estendere eventualmente anche a paesi esterni tramite la sua applicazione extraterritoriale, ad aprile 2021 il Parlamento Europeo ha presentato l’<em>Artificial Intelligence Act</em>, una proposta di regolamento che fa parte di un pacchetto di tre misure adottato dalla Commissione. Tale pacchetto prevede una <em>Chapeau Communication</em>, una comunicazione priva di autonomia ma solo introduttiva di documenti più normativi, la revisione del <em>Coordinated Plan on AI</em> e la proposta stessa di regolamento impostata su un <em>Risk-based Approach</em> che definisce varie aree di intervento per i sistemi di IA. Si va dalle applicazioni proibiteperché causa di rischi insopportabili per i diritti e libertà fondamentali come pratiche manipolative online, pratiche di social scoring e sistemi di identificazione biometrica; alle applicazioni ad alto rischio, non proibite ma sottoposte a specifiche condizioni per gestirne i rischi come le tecniche di riconoscimento facciale o l’IA usata nelle infrastrutture critiche, in contesti educativi, e in contesti di asilo e di frontiera; fino alle applicazioni a rischio limitato che implicano solo obblighi di trasparenza molto vaghi, tra cui algoritmi di IA che producono deepfake e sistemi di riconoscimento delle emozioni e di categorizzazione biometrica.</p>



<p>La proposta di regolamento non è, però, l’unica novità. Queste regole sono infatti accompagnate da una serie di iniziative volte a favorire la nascita di un partenariato pubblico-privato sull&#8217;IA, i dati e la robotica per definire, attuare e investire in un programma strategico comune di ricerca e innovazione per l&#8217;Europa. La costituzione di centri di eccellenza per l&#8217;IA sarà cruciale per promuovere lo scambio di conoscenze e competenze, sviluppare la collaborazione con l&#8217;industria.</p>



<p>La c.d. “<em>via europea per l’IA</em>” è una via che è necessario continuare a valorizzare e percorrere, con la consapevolezza che debba continuare ad aggiornarsi in un intervento normativo di carattere minimale che sia stabile ma non immobile, e che quindi abbia la capacità di adeguarsi all’incessante sviluppo tecnologico a cui stiamo assistendo.</p>



<p>La visione europea ha quattro obiettivi fondamentali: stabilire le condizioni abilitanti per lo sviluppo e la diffusione dell&#8217;IA, costruire una leadership strategica nei settori a impatto elevato, fare dell&#8217;UE il luogo giusto affinché l&#8217;IA prosperi, e garantire che le tecnologie di IA siano al servizio delle persone. Questi obiettivi rientrano nel più ampio concetto di un continente che vede nel progresso tecnologico, attento all’ambiente e alla società, una delle chiavi necessarie per la ripartenza post-pandemica, ma soprattutto uno strumento indispensabile per una maggiore integrazione dei mercati nazionali in un unico mercato europeo capace di rapportarsi congiuntamente alle grandi potenze mondiali, esportando non solo beni, ma soprattutto un nuovo modo di concepire la tecnologia come strumento per il raggiungimento del benessere dell’individuo e della società nel suo insieme.</p>
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		<title>La seconda ricostruzione tedesca: il PNRR della Germania</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 May 2021 17:06:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[EU]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Continuano gli appuntamenti dedicati al nostro dossier sul Next Generation EU in Europa: mercoledì 12 parleremo qui su&#8230;</p>
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<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<p>Continuano gli appuntamenti dedicati al nostro <a href="https://www.google.com/url?sa=t&amp;rct=j&amp;q=&amp;esrc=s&amp;source=web&amp;cd=&amp;ved=2ahUKEwiB5LK13-H2AhVLmqQKHQPEAO0QFnoECAoQAQ&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.mondodem.it%2F2370%2F&amp;usg=AOvVaw3H2ebhXRXDJbgkyhM4gy-S">dossier</a> sul Next Generation EU in Europa: mercoledì 12 parleremo qui su Instagram del PNRR della Germania con Lisa Di Giuseppe di <em>Domani</em> e Benedetta Albano.<a href="https://www.instagram.com/tv/COxfRCCj4GI/?utm_source=ig_web_copy_link"> Rivedi la live qui. </a></p>
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		<title>Da SURE una leva per il rilancio delle politiche occupazionali</title>
		<link>https://www.mondodem.it/2265/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Riccarda Lopetuso]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Dec 2020 15:06:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[COVID-19]]></category>
		<category><![CDATA[EU]]></category>
		<category><![CDATA[Sure]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I fondi di “Sure” (Support to Mitigate Unemployment Risk in a Emergency), lo strumento della Commissione Europea per&#8230;</p>
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<p>I fondi di “Sure” (<em>Support to Mitigate Unemployment Risk in a Emergency</em>), lo strumento della Commissione Europea per salvaguardare l&#8217;occupazione, serviranno a sostenere il welfare italiano in un momento in cui le nostre finanze hanno già subito pesanti aggravi di spesa pubblica.</p>



<p>Durante la prima ondata di Covid-19 della scorsa primavera l&#8217;Italia ha speso complessivamente 15 miliardi di euro per Cassa Integrazione in Deroga e altre forme di assistenza a circa 11 milioni di italiani. Il successivo prolungamento della Cassa Integrazione in deroga e il blocco dei licenziamenti fino al 31 marzo 2021 sono stati dettati&nbsp; dalle conseguenze che il nuovo&nbsp; lockdown avrà sulla nostra economia e sul nostro mercato del lavoro. Senza dubbio, l&#8217;aver potuto contare sui prestiti di Sure ha reso le scelte del Governo meno insostenibili per il nostro bilancio: &nbsp;i primi 16,5 miliardi (dei 27,4 totali previsti) di Sure hanno coperto i costi della Cassa Integrazione fino alla fine dell&#8217;anno, dopo l&#8217;ulteriore prolungamento fino a metà novembre della copertura per un totale di 18 settimane.</p>



<p>Sure, peraltro, si è dimostrato uno strumento molto apprezzato anche dai mercati e dagli investitori. La Commissione Europea per finanziare Sure ha scelto uno strumento obbligazionario denominato “Social bond”, lanciando sul mercato il 20 ottobre scorso obbligazioni per 17 miliardi di euro con&nbsp; scadenze a 10 e 20 anni e tornando con altre due emissioni, l&#8217;ultima di pochi giorni fa.</p>



<p>Il primo social bond dell&#8217;Unione Europea – per sostenere gli strumenti di sostegno al reddito nazionali – è stato richiesto in misura 13 volte superiore all&#8217;offerta. Un successo, da leggere in un ottica doppia. Da un lato, la buona performance del social bond porta una ventata di fiducia per i prossimi collocamenti di obbligazioni, dall&#8217;altro – come dichiarato dal Commissario Gentiloni “&#8221;L&#8217;emissione di bond per Sure è stata più di un&#8217;operazione di mercato di successo: è stato un enorme voto di fiducia nel piano di ripresa dell&#8217;Unione europea e nel nostro futuro economico comune&#8221;.</p>



<p>Sure – strumento temporaneo &#8211; ammonta complessivamente a 87,9 miliardi e prevede prestiti agli Stati membri per tutelare i posti di lavoro e proteggere l&#8217;occupazione nelle varie forme di strumenti di sostegno al reddito nazionali.</p>



<p>Anche se si tratta di una misura emergenziale, le prospettive per rendere Sure strutturale e tracciare un cammino verso un&#8217;Europa del lavoro sono concrete.</p>



<p>Già nel 2016 fu l&#8217;allora Ministro dell&#8217;Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan ad avanzare l&#8217;idea di un sostegno comune europeo contro la disoccupazione e lo stesso obiettivo era parte del programma del Partito Democratico alle elezioni europee del 2019.</p>



<p>Si tratta di un punto programmatico entrato successivamente anche nel programma di presidenza di Ursula von Der leyen, trovando una sponda nel gruppo dei Socialisti e Democratici.</p>



<p>Sure quindi può essere considerato <strong>un primo passo – su spinta politica dai progressisti – per giungere a un Europa più solidale</strong> anche in questioni che toccano nervi scoperti e delicati per la coesione sociale degli Stati membri: la tutela dell&#8217;occupazione e i regimi di sostegno al reddito.</p>



<p>In Italia il governo sta lavorando ad una riforma del sistema degli Ammortizzatori Sociali che – si auspica –metta ordine nei molteplici strumenti di sostegno al reddito, cambiando radicalmente i pilastri su cui si basano gli strumenti di protezione dei lavoratori e le politiche attive: non solo sostegno economico, ma aiuto concreto per riqualificare i lavoratori e aiutarli, attraverso la formazione e l&#8217;acquisizione di nuove competenze, a trovare nuove opportunità lavorative.</p>



<p>La riforma – che dovrebbe portare alla nascita di uno strumento di sostegno universale &#8211;&nbsp; include anche una novità interessante e attesa da decenni: uno strumento di protezione anche per i lavoratori autonomi, professionisti e occasionali iscritti alla Gestione separata e alle Casse di previdenza private. Un passo necessario, per tutelare lavoratori – le Partite IVA- a cui non sono riconosciuti interventi di welfare pubblico.</p>



<p>Il futuro del mercato del lavoro nel nostro paese, pur nella drammaticità dei numeri e delle prospettive che ci attendono, deve essere pronto a scelte coraggiose e a politiche occupazionali che vadano nella direzione segnata dal Next Generation Eu e dal nostro Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.</p>



<p>Molti lavori non torneranno più, o almeno non torneranno in tempi brevi e non nelle forme a cui siamo stati abituati prima che la pandemia cambiasse la nostra quotidianità e la nostra vita.</p>



<p>Bisogna continuare a garantire il sostegno al reddito del lavoratori ma anche preparasi all&#8217;emergenza sociale che inevitabilmente ci troveremo ad affrontare in primavera.</p>



<p>Se nel breve termine si perderanno, almeno temporaneamente, migliaia di posti di lavoro nei settori del turismo, della ristorazione e dello spettacolo, buone prospettive occupazionali si potranno cercare nei settori individuati come strategici per la ripresa del nostro paese come la trasformazione verde, la transizione digitale e le opere infrastrutturali.</p>



<p>In questi campi, se le amministrazioni e gli enti locali riusciranno&nbsp; a mettere in campo rapidamente progetti in linea con gli obbiettivi europei, avvalendosi di strutture con governance snelle, una ripresa occupazionale è possibile, ma è essenziale partire il prima possibile nel formare le professionalità che saranno necessarie,&nbsp; anche sfruttando questi mesi di inattività forzata di molti lavoratori.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.mondodem.it/2265/">Da SURE una leva per il rilancio delle politiche occupazionali</a> proviene da <a href="https://www.mondodem.it">MondoDem</a>.</p>
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