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	<title>OSCE Archivi &#8211; MondoDem</title>
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	<title>OSCE Archivi &#8211; MondoDem</title>
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		<title>La Presidenza italiana Osce, al tempo delle elezioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jan 2018 14:08:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[L'Italia nel mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Russia e Asia centrale]]></category>
		<category><![CDATA[#Donbas]]></category>
		<category><![CDATA[Cooperazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>di Cono GIARDULLO L’11 gennaio scorso, il ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Angelino Alfano, è&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>di Cono GIARDULLO<br />
L’11 gennaio scorso, il ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Angelino Alfano, è intervenuto al Consiglio permanente (ie, l’assemblea generale) dell’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (Osce) per presentare le priorità del nostro paese. Dal 1° gennaio, infatti, l’Italia ha assunto la presidenza della più ampia organizzazione per la sicurezza regionale al mondo e il Ministro Alfano ricopre la funzione di Presidente in Esercizio (Chairperson-in-Office).<br />
Nonostante sui media italiani la notizia sia passata praticamente inosservata, si tratta di un impegno potenzialmente ben più incisivo del mese di presidenza al Consiglio di Sicurezza (CdS) Onu, dove tra l’altro, in spirito di fraternanza europea si è suddivisa la durata biennale del seggio coi Paesi Bassi, che hanno sostituito l’Italia a inizio anno. All’interno dell’Osce, la sola organizzazione relativa alla sicurezza dove siano presenti contemporaneamente Russia, Stati Uniti e i paesi dell’Ue, con uguale voce in capitolo, l’Italia coordinerà il processo decisionale e definirà le priorità dell’attività svolta dall’Organizzazione. A coadiuvare tale impegno, nella classica Troika delle Presidenze passata e futura, l’Italia sarà affiancata da due paesi distanti sui metodi di risoluzione della crisi migratoria: l’Austria, guidata da un nuovo governo di centro-destra, e la Slovacchia, uno dei paesi del blocco di Visegrad, che si sta opponendo in sede europea all’accordo sulla ricollocazione dei richiedenti asilo. Nel frattempo, gli Stati Uniti hanno espressamente richiamato l’attenzione degli Stati membri ad evitare qualsivoglia riduzione del budget. Di questi tempi, soprattutto tenuto conto dei tagli di Washington ai fondi delle Nazioni Unite, si tratta di una proposta da non lasciar cadere nel vuoto.<br />
Il Ministro Alfano ha dunque evidenziato le priorità per la presidenza italiana, tra le quali conviene sottolineare qualche passaggio. Innanzitutto, l’Italia ha voluto promuovere la geografia tridimensionale dell’organizzazione. Mentre i più fanno riferimento alle dimensioni Euro-Atlantica ed Euro-Asiatica di un’organizzazione che raccoglie membri da “Vancouver a Vladivostok”, l’Italia aggiunge la dimensione Euro-Mediterranea, come complementare alle prime due. La Presidenza del Gruppo di Contatto con i sei paesi partner dell’Osce nel Mediterraneo, lo scorso anno, è servita ad organizzare la Conferenza Mediterranea di Palermo, pietra fondante di un possibile “spirito di Palermo” che rafforzi il dialogo per la sicurezza e la pace nella regione e contribuisca a costruire un partenariato avanzato con quei paesi in termini di dialogo politico, attraverso responsabilità condivise, con concrete collaborazioni in termini di sicurezza e controllo della crisi migratoria, e maggiori investimenti nella cultura.<br />
Altra priorità sono i conflitti irrisolti. La risoluzione della crisi ucraina rimane il tema più caldo. La posizione italiana è concorde con quanti indicano nel ruolo della missione speciale di monitoraggio (Smm) il “test fondamentale per la credibilità dell’organizzazione”. L’Osce in Ucraina probabilmente non risolverà tutte le questioni relative al conflitto nel Donbas, ma ha convinto tutti gli attori in campo che la sua presenza ha impedito una escalation peggiore di quella in essere. E’ positivo l’annuncio della visita in Ucraina, e si badi bene, in Russia del Ministro Alfano a fine gennaio. Altra nota importante è stata la nomina dell’ex Ministro degli Esteri e Commissario Europeo Franco Frattini a rappresentante speciale per il processo di pace in Transnistria, rispetto al quale la recente intesa sulla riapertura del ponte sul fiume Nistro a fine 2017 lascia ben sperare.<br />
Infine, l’Italia dà priorità alla dimensione umana (diritti umani e stato di diritto), proponendo uno sforzo comune al contrasto del traffico di esseri umani e dedicando maggior attenzione alla lotta al razzismo, alla xenofobia e alle discriminazioni di ogni genere tramite la nomina del professor Salvatore Martinez, Presidente dell’osservatorio italiano per le minoranze religiose nel mondo, come rappresentante personale del Ministro e l’organizzazione della Conferenza internazionale sull’antisemitismo a Roma il 29 gennaio. Inoltre, la nomina a rappresentante speciale per la lotta alla corruzione dell’ex Ministro della Giustizia, Paola Severino, chiude il cerchio di quelle personalità di rilievo che dovrebbero garantire continuità ed expertise nel guidare le discussioni e proporre soluzioni comuni alle questioni discusse.<br />
Si è trattato di un discorso inaugurale intriso di buoni propositi che potrebbe rilanciare, agli occhi degli altri Stati Membri, il ruolo dell’Italia come superstrada tra Est e Ovest, come ponte tra le due sponde del Mediterraneo. Certo, a dispetto di Sebastian Kurtz, che visitò il Donbas a inizio 2017 come Ministro degli Esteri e Presidente in esercizio per inaugurare la presidenza austriaca, mentre era lanciato verso la leadership del partito popolare austriaco (Övp), poi vincitore alle elezioni autunnali e la successiva incoronazione a cancelliere, il nostro Ministro visita l’Est Europa a meno di due mesi dalle elezioni parlamentari e stante la scelta personale di non ricandidarsi. Al Consiglio Ministeriale di Milano, 6-7 dicembre 2018, ci sarà di sicuro un nuovo Ministro degli Affari Esteri a chiudere l’anno di presidenza italiano. Ci si augura, però, di aver saputo tracciare il cammino per ciascuna delle priorità menzionate.</p>
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		<title>La politica italiana e la nuova mania degli osservatori Osce. Ma chi sono costoro?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Nov 2017 16:32:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[Di Maio]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni 2018]]></category>
		<category><![CDATA[OSCE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Di Cono Giardullo* Mai si è sentito tirare in ballo nel dibattito politico un’organizzazione internazionale come l’OSCE quanto&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Di Cono Giardullo*</em></p>
<p>Mai si è sentito tirare in ballo nel dibattito politico un’organizzazione internazionale come l’OSCE quanto in questi giorni. Chi sono e cosa fanno <strong>questi fantomatici osservatori dell’OSCE</strong>, gli unici a poter controllare la “validità del voto”, secondo il Movimento 5 Stelle?</p>
<p>Le prime domande sono sorte a ridosso delle elezioni regionali siciliane del 5 Novembre scorso, quando il candidato premier del Movimento 5 Stelle, <strong>Luigi di Maio, ha <a href="http://www.beppegrillo.it/2017/10/losce_monitori_le_elezioni_del_5_novembre_in_sicilia_iovotolibero.html">richiesto</a> l’intervento dell’OSCE</strong> per avviare un’attività di monitoraggio elettorale e far fronte al “serio problema della libertà di voto”. La Presidente di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale, Giorgia Meloni, ha però tenuto a <a href="https://twitter.com/GiorgiaMeloni/status/925374371195162624">ricordare</a> (sic!) che gli osservatori OSCE “di norma vanno in scenari di guerra o dove la democrazia è a rischio”.</p>
<p>Respinta la <a href="http://documenti.camera.it/leg17/resoconti/commissioni/bollettini/pdf/2017/10/31/leg.17.bol0901.data20171031.com01.pdf">risoluzione</a> in Commissione Affari Costituzionali del M5S e la <a href="http://www.beppegrillo.it/immagini/Lettera%20-%20OSCE%20-%20richiesta%20vigilanza%20su%20elezioni.pdf">lettera</a> del candidato alla Presidenza regionale Cancelleri, il Governo italiano non ha richiesto all’OSCE di condurre una missione di valutazione elettorale. E’ utile ricordare che organizzazioni come l’OSCE/ODIHR si basano su ben consolidate consuetudini. <strong>Di rado l’ODIHR monitora elezioni locali e quando si prodiga, lo fa coprendo l’interezza del territorio nazionale.</strong> A mo’ di paragone: nel 2016 su 20 elezioni programmate, il monitoraggio in elezioni locali è avvenuto solo in Bosnia Erzegovina; nel 2017, su 19 elezioni calendarizzate, gli osservatori hanno monitorato le elezioni locali solo in Macedonia; e per il 2018 delle 18 elezioni programmate, neanche una sarà locale. In ogni caso, a nostra conoscenza, l’ODIHR non ha mai osservato un’elezione regionale, e di certo non in Italia.</p>
<p>Ma la diatriba si è rinnovata in questi giorni, quando il 25 novembre scorso Di Maio ha lanciato <strong>un nuovo <a href="https://twitter.com/luigidimaio/status/934401671932928001">appello</a> all’OSCE affinché monitori la campagna elettorale</strong> in Italia per evitare il voto di scambio e la diffusione di <em>fake news</em>, mentre la Meloni il 29 novembre ha <a href="https://twitter.com/GiorgiaMeloni/status/935923162776326144">tacciato</a> la nuova dichiarazione dei 5 Stelle di allarmismo, perché ancora una volta l’OSCE interviene “nei paesi in guerra dove la democrazia è sospesa”.</p>
<p><em><u>Cos’è l’ODIHR e quali elezioni monitora?</u></em></p>
<p><strong>L’Ufficio per le Istituzioni Democratiche e i Diritti Umani</strong> (OSCE/ODIHR) è l’istituzione principale dell’OSCE per assistere i <a href="http://www.osce.org/it/participating-states">57 Stati Partecipanti dell’OSCE</a> “ad assicurare il pieno rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali, ad attenersi allo stato di diritto, a promuovere i principi della democrazia e (…) a edificare, rafforzare e tutelare le istituzioni democratiche, nonché a promuovere la tolleranza nella società” (Documento del Summit di Helsinki, 1992).</p>
<p>L’OSCE/ODIHR, con sede a Varsavia (Polonia), ha iniziato a operare nel 1991 ed è la più importante agenzia europea nell’ambito dell’osservazione elettorale. Ogni anno coordina e organizza il dispiegamento di migliaia di osservatori per valutare se le elezioni nell’area OSCE si svolgano in linea con gli impegni OSCE, gli altri standard internazionali per elezioni democratiche e la legislazione nazionale. <strong>L’ODIHR può monitorare le elezioni in ognuno degli Stati Partecipanti.</strong></p>
<p>Su invito della Rappresentanza diplomatica presso l’OSCE a Vienna o l’ODIHR a Varsavia, o su invito del governo, di solito in Italia formulato dal Ministero degli Interni o degli Esteri, l’ODIHR invia una Missione di Esplorazione che raccomanda, a seconda dei bisogni identificati, in scala crescente: a) di non procedere con <strong>nessun ulteriore invio</strong> di una missione di valutazione elettorale, es. elezioni parlamentari in <a href="http://www.osce.org/odihr/elections/france/311081?download=true">Francia</a> nel giugno 2017; b) una <strong>squadra di esperti elettorali</strong> (<em>EET, </em>dall’acronimo in inglese), es. elezioni parlamentari in <a href="http://www.osce.org/odihr/elections/norway/333011?download=true">Norvegia</a> nel settembre 2017; c) una <strong>missione di valutazione elettorale </strong>(EAM), es. elezioni parlamentari in <a href="http://www.osce.org/odihr/elections/czech-republic/333691?download=true">Repubblica Ceca</a> nell’ottobre 2017; d) una <strong>missione di valutazione elettorale limitata</strong> (<em>LEOM</em>), es. elezioni presidenziali in <a href="http://www.osce.org/odihr/elections/mongolia/313571?download=true">Mongolia</a> nel giugno 2017; oppure e) una <strong>missione di osservazione elettorale </strong>(EOM), es. elezioni presidenziali in <a href="http://www.osce.org/odihr/elections/329346?download=true">Kirghizistan</a> nell’ottobre 2017.</p>
<p><a href="https://www.mondodem.it/wp-content/uploads/2017/11/OSCE.png"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-887" src="https://www.mondodem.it/wp-content/uploads/2017/11/OSCE.png" alt="" width="499" height="639" srcset="https://www.mondodem.it/wp-content/uploads/2017/11/OSCE.png 499w, https://www.mondodem.it/wp-content/uploads/2017/11/OSCE-234x300.png 234w" sizes="(max-width: 499px) 100vw, 499px" /></a></p>
<h6 id="dal-sito-osce-odihr-i-tipi-di-missione-elettorale"><em>Dal sito <a href="http://www.osce.org/odihr/elections/325441">OSCE/ODIHR</a>: i tipi di missione elettorale.</em></h6>
<p><em><u>Quali elezioni ha monitorato l’ODIHR in Italia?</u></em></p>
<p>L’ultima <a href="http://www.beppegrillo.it/immagini/immagini/letteraocse.pdf">lettera</a> del Movimento 5 Stelle, inviata all’ODIHR oggi grida vittoria, presentando un dettagliato resoconto delle presunte violazioni elettorali in Sicilia ed esprimendo soddisfazione per la notizia riportata da Varsavia quanto al possibile monitoraggio delle nostre elezioni. La questione però è l’ODIHR non verrà perché’ invitata dal M5S, e non monitora le elezioni nella nostra penisola per la prima volta”. Al contrario, l’intervento degli osservatori internazionali è una pratica consolidata durante gli ultimi tre turni di elezioni generali, e da oltre un decennio.</p>
<p>L’ODIHR ha monitorato le elezioni parlamentari italiane nel <a href="http://www.osce.org/it/odihr/elections/italy/19405?download=true">2006</a>, nel <a href="http://www.osce.org/it/node/33280?download=true">2008</a> e nel <a href="http://www.osce.org/odihr/98855?download=true">2013</a>. Nel 2013, l’invito è pervenuto dalla Rappresentanza permanente d’Italia presso l’OSCE e una Missione di Esplorazione (<em>NAM</em>) ha visitato il paese un mese e mezzo prima per valutare il clima pre-elettorale e la preparazione delle elezioni, conducendo una serie di incontri con interlocutori politici e funzionari ministeriali. Quest’ultima missione ha poi raccomandato all’ODIHR di organizzare una <em>Missione di Valutazione elettorale Limitata </em>(LEOM), composta da 10 osservatori di lungo periodo e un team principale di analisti (<em>core team</em>).</p>
<p>Nel 2008, a seguito dell’invito del Ministero degli Affari Esteri italiano e su raccomandazione della NAM, l’ufficio ha organizzato una <em>Missione di Valutazione elettorale</em> (EAM).</p>
<p>Nel 2006, su invito del Ministero dell’Interno italiano e su raccomandazione della NAM, l’ufficio ha organizzato una <em>Missione di Valutazione elettorale</em> (EAM). <strong>È stato il primo invito a osservare le elezioni in Italia rivolto all’ODIHR.</strong><strong> </strong></p>
<p>Considerati i tre precedenti, di certo il Governo italiano deciderà di invitare l’ODIHR a compiere una Missione di Esplorazione in vista delle elezioni parlamentari del Marzo 2018, come previsto e <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2017/11/28/elezioni-osce-se-invitati-valuteremo-se-mandare-gli-osservatori-durate-il-voto/4007072/">comunicato</a> il 28 novembre.</p>
<p><em>*Cono Giardullo: Salernitano, piccione viaggiatore, classe 1986. Attualmente in forze all’OSCE in Ucraina, dopo trascorsi in Centro Asia, con base a Bishkek, e Maghreb, partendo da Tunisi. Sempre occupandosi di diritti umani, ricerca e lavoro si basano su questioni relative allo stato di diritto in contesti post-rivoluzionari o di conflitto. Laureato in Giurisprudenza a Ferrara, con pit stop a Parigi, ha concluso gli studi al Collegio d’Europa in Relazioni Internazionali dell’UE. Dopo le lingue latine, si è dato al russo, non sapendo se ne porterà mai a termine lo studio, mentre collabora regolarmente con AffarInternazionali.it occupandosi di Europa orientale. Su Twitter appare come @conogiardullo</em></p>
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