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		<title>Il Next Generation EU per le città</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Riccarda Lopetuso]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Oct 2020 19:14:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>I fondi del Next Generation EU – il piano della Commissione da 750 miliardi – dovranno disegnare l&#8217;Italia&#8230;</p>
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<p>I fondi del Next Generation EU – il piano della Commissione da 750 miliardi – dovranno disegnare l&#8217;Italia dei prossimi 30 anni e contribuire nello stesso tempo all&#8217;avvio di un rilancio immediato dell&#8217;economia di questo paese, e nel farlo gli enti locali dovranno necessariamente avere un ruolo primario nella definizione dei progetti e delle priorità. E’ una occasione irripetibile per avviare una storica rigenerazione urbana delle nostre città e dei nostri comuni, capace di innescare sostanziosi investimenti e aumentare l&#8217;occupazione, anche creando nuove professionalità legate all&#8217;economia circolare, alle ristrutturazioni edilizie ed energetiche, al ciclo dei rifiuti e al recupero delle aree dismesse e delle periferie.</p>



<p>Già nel 2016 gli allora 28 membri dell&#8217;UE hanno approvato l&#8217;Agenda urbana dell&#8217;UE, i cui temi prioritari tra gli altri sono la qualità dell&#8217;aria, l&#8217;economia circolare, l&#8217;edilizia, i posti di lavoro e le competenze dell&#8217;economia locale, mobilità e povertà urbana. Ma anche l&#8217;accesso più agevolato delle amministrazioni cittadine ai finanziamenti e all&#8217;applicazione degli atti comunitari.</p>



<p>Già prima dell&#8217;incubo Covid, inoltre, una miriade di opportunità per le nostre città erano assicurate dall&#8217; European Green Deal, una sfida imponente in grado di incidere sulle nostre vite e la nostra quotidianità riguardo la qualità dell&#8217;aria, i trasporti pubblici e privati, il rispetto per l&#8217;ambiente e l&#8217;efficienza energetica degli edifici, con ricadute importanti anche sull&#8217;occupazione, con la creazione di migliaia di posti di lavoro nell&#8217;economia circolare e nell&#8217;edilizia.</p>



<p>Nella stessa direzione, ovvero la necessità di avviare un rapida ripresa economica e occupazionale – oltre che urbana &#8211;&nbsp; va la nuova strategia&nbsp; della Commissione Europea&nbsp; Renovation Wave, presentata il 14 ottobre scorso, un piano sull&#8217;urbanistica inquadrato finanziariamente nel programma di investimenti InvestEu e nei fondi regionali e di Bei che punterà&nbsp; sul rinnovo del patrimonio edilizio europeo, sull&#8217;efficientamento energetico di edifici pubblici e privati e sul ciclo dei rifiuti. La Commissione punta a ristrutturare 35 milioni di edifici entro il 2030 e creare 160.000 posti di lavoro.</p>



<p>Sempre nell&#8217;ottica di dare centralità alle città nel perseguire i traguardi ambientali dell&#8217;European Green Deal e di uno sviluppo urbano sostenibile, il 22 ottobre  la Commissione Europea ha lanciato il Green City Accord. Il Green City Accord è come un&#8217;iniziativa che mira a coinvolgere i Sindaci europei che vorranno impegnarsi a rendere le loro comunità più verdi, sane e pulite e sostenere con sforzi decisi il raggiungimento degli obiettivi ambientali dell&#8217;UE.</p>



<p>Le città e le comunità che aderiranno   si adopereranno nel potenziare le loro politiche ambientali in 5 aree chiave: aria, acqua, rumori, economia circolare e rifiuti, natura e biodiversità. Sembra pertanto evidente come l&#8217;Esecutivo Comunitario consideri le città e le questioni urbane fondamentali per gli scopi che l&#8217;UE si pone di raggiungere negli anni a venire.</p>



<p>In generale, tornando all&#8217;Italia e al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, se i nostri enti locali vorranno essere non solo beneficiari ultimi degli aiuti del Next Generation EU per le loro comunità ma anche attori primari nella definizione dei progetti e nella governance degli stessi, dovranno farsi trovare pronti.</p>



<p>Tornando al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza del Governo, esso include diversi temi sui quali le città dovranno avere un ruolo decisivo, selezionando progetti, organismi attuatori e beneficiari. Tra i principali temi che richiederanno un ruolo attivo da parte dei comuni vi è la trasformazione verde, di cui abbiamo già parlato. Con lo sviluppo non solo dell&#8217;economia circolare, ma anche con piani di forestazione urbana, partendo già da subito  nell&#8217;individuazione delle aree interessate con la collaborazione con gli addetti ai lavori per la redazione dei progetti e la formazione delle tante professionalità da impiegare nei piani, magari coinvolgendo i lavoratori rimasti fuori dal mercato del lavoro dopo la pandemia.</p>



<p>L&#8217;altro insieme di temi individuato dal governo e su cui le città e i comuni saranno centrali è quello dell&#8217;equità sociale e territoriale.</p>



<p>Davanti al dramma sociale della perdita di posti di lavoro, i comuni e le città potranno prevedere percorsi formativi che coinvolgano non solo i lavoratori che hanno perso il loro impiego durante la pandemia, ma anche le categorie storicamente svantaggiate dal mercato – quali donne e giovani – nelle opportunità che i grossi investimenti pubblici e privati offriranno, creando sinergie tra gli assessorati interessati, enti formativi e aziende pubbliche e private.</p>



<p>Infine, le nostre città non possono perdere questa opportunità per riqualificare le periferie, intervenendo con la costruzione di spazi di integrazione, impianti sportivi e culturali.</p>



<p>Storica e insperata inoltre è l&#8217;occasione che i fondi europei ci offrono per recuperare i piccoli paesi, dai borghi appenninici alle frazioni di campagna, con progetti di sviluppo e di conservazione capaci di creare strutture eco sostenibili e percorsi turistici, culturali, ambientali e gastronomici che vadano a potenziare la riscoperta del turismo interno e di prossimità.</p>



<p>Alla fine di questa analisi è evidente quanto importante sia il momento e l&#8217;opportunità di rilancio del paese per incidere con azioni e progetti ambiziosi concretamente nella vita quotidiana dei cittadini italiani, e come il treno del Next Generation EU passi per tutte le nostre comunità, dalle città ai comuni, fino al più&nbsp; decadente borgo italiano.</p>
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