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	<title>Matteo Pugliese, Autore presso MondoDem</title>
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	<description>Laboratorio di Politica Internazionale</description>
	<lastBuildDate>Wed, 13 May 2020 10:14:52 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Matteo Pugliese, Autore presso MondoDem</title>
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		<title>Prevenire è meglio che pagare: idee per una diversa gestione del rischio rapimenti all&#8217;estero</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Matteo Pugliese]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 May 2020 10:14:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[L'Italia nel mondo]]></category>
		<category><![CDATA[rapimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Silvia Romano]]></category>
		<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La liberazione di Silvia Romano, rapita in Kenya nel 2018, può offrire spunti sulla politica di prevenzione dei&#8230;</p>
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<p class="has-drop-cap">La liberazione di Silvia Romano, rapita in Kenya nel 2018, può offrire spunti sulla politica di prevenzione dei sequestri e la tutela dei cittadini all’estero, ma anche sul contrasto al finanziamento del terrorismo. Occorre innanzitutto distinguere il sequestro a scopo di estorsione da quello per lo scambio di prigionieri o da richieste di natura politica.</p>



<p>Il sequestro di occidentali per ottenere il ritiro di contingenti militari non ha mai avuto successo, ma la linea della fermezza ha il suo prezzo<a href="#_ftn1">[1]</a>. Gli ostaggi di Al Qaeda in Mesopotamia o di altri gruppi jihadisti che chiedevano il ritiro dall’Iraq hanno spesso perso la vita, come Enzo Baldoni<a href="#_ftn2">[2]</a>. I rapitori per denaro si collocano in una zona grigia fra criminalità e terrorismo, soprattutto nel Sahara e nel Sahel, dove l’industria dei sequestri è una delle principali fonti di finanziamento di gruppi come Nusrat al Islam (JNIM)<a href="#_ftn3">[3]</a> e Al Qaeda nel Maghreb Islamico (AQMI), insieme a traffici illeciti di varia natura<a href="#_ftn4">[4]</a>. Lo Stato Islamico non ha quasi mai chiesto riscatti per gli occidentali catturati<a href="#_ftn5">[5]</a>.</p>



<p>Secondo il Global Terrorism Database del National Consortium for the Study of Terrorism and Responses to Terrorism (START), tra il 1970 e il 2016 sono stati sequestrati 356 cittadini statunitensi, 149 britannici, 143 francesi e 108 tedeschi<a href="#_ftn6">[6]</a>. Quanto ai cittadini italiani, tra il 2001 e il 2018 ne sarebbero stati rapiti 126, di cui 108 uomini e 18 donne, in 65 diversi sequestri<a href="#_ftn7">[7]</a>.</p>



<p>Com’è noto, i paesi occidentali applicano dottrine diverse al pagamento dei riscatti. Il Regno Unito, salvo eccezioni, non negozia e non paga gruppi terroristici<a href="#_ftn8">[8]</a>, così come gli Stati Uniti. Secondo studi della RAND Corporation, la politica di rigore statunitense sembra non garantire deterrenza al sequestro di cittadini americani<a href="#_ftn9">[9]</a>. La Francia ha un approccio misto: in certi casi negozia il pagamento (ad esempio Niger 2013)<a href="#_ftn10">[10]</a>, in altri usa la forza, ma con esiti drammatici per gli ostaggi o gli operatori delle forze speciali (Somalia 2013<a href="#_ftn11">[11]</a>, Burkina Faso 2019<a href="#_ftn12">[12]</a>). L’Italia, la Germania e la Spagna cercano canali di comunicazione con i sequestratori grazie a intermediari (che vogliono la loro parte) e negoziano un riscatto. In determinati contesti regionali, è inevitabile chiedere il supporto di altri servizi di intelligence e istituzioni più inserite.</p>



<p>Attualmente, gli italiani sequestrati sono il missionario Pierluigi Maccalli, rapito in Niger nel 2018, ostaggio di jihadisti in Mali insieme a Nicola Chiacchio, rapito mentre faceva turismo nel Sahel<a href="#_ftn13">[13]</a>. A marzo, sempre in Mali, è stato liberato Luca Tacchetto, sequestrato in Burkina Faso nel 2018. Fabrizio Pozzobon risulta disperso in Siria, forse nelle mani di milizie jihadiste nella regione di Idlib. Infine, Raffaele e Antonio Russo e Vincenzo Cimmino risultano dispersi in Messico, ma sono quasi certamente stati assassinati da narcotrafficanti del cartello di Jalisco<a href="#_ftn14">[14]</a>. Così come è quasi sicuramente deceduto padre Paolo Dall’Oglio, catturato a Raqqa dallo Stato Islamico nel 2013. Silvia Romano era prigioniera di Al Shabaab, organizzazione jihadista somala affiliata ad Al Qaeda.</p>



<p>Il tema della comunicazione istituzionale è fondamentale nella gestione dei sequestri. È necessario mantenere il silenzio mediatico per consentire all’Aise e alla Farnesina di condurre indagini e trattative confidenziali. Altra fase da gestire con sobrietà è quella del rientro, perché il clamore mediatico può offrire notorietà ai sequestratori<a href="#_ftn15">[15]</a>. I governi devono anche misurarsi con tentativi di truffe e business delle assicurazioni legati ai riscatti<a href="#_ftn16">[16]</a>. Si sono verificati episodi poco chiari, indagati dalle procure, in cui si potrebbe celare una simulazione di sequestro al fine di spartirsi il riscatto<a href="#_ftn17">[17]</a>.</p>



<p>I governi e le organizzazioni internazionali hanno riconosciuto il problema del finanziamento del terrorismo derivante dai sequestri<a href="#_ftn18">[18]</a>. Statfor ha stimato che dal 2003 al 2012 Al Qaeda nel Maghreb Islamico avrebbe guadagnato circa 89 milioni di dollari dai riscatti<a href="#_ftn19">[19]</a>. Secondo il New York Times, tra il 2008 e il 2014 Al Qaeda avrebbe ottenuto 125 milioni di dollari<a href="#_ftn20">[20]</a>. L’industria dei sequestri è quindi una voce di bilancio importante per i terroristi. I proventi finanziano attacchi agli hotel frequentati da occidentali in Africa subsahariana, ma anche autobombe e attentati in Somalia, Iraq e Siria, Afghanistan, ma anche in Europa<a href="#_ftn21">[21]</a>.</p>



<p>Il portale Viaggiare Sicuri del MAECI offre uno strumento importante di informazione<a href="#_ftn22">[22]</a>. L’app <em>Unità di Crisi</em> andrebbe valorizzata di più, considerando anche una <strong>registrazione obbligatoria per i cittadini che si recano in determinati paesi </strong>(non si era a conoscenza del rapimento di Chiacchio sino al video del 2020). I paesi di destinazione dovrebbero informare l’Italia della richiesta di visto e coloro che per turismo o iniziative personali intendono recarsi in zone notoriamente pericolose devono essere diffidati o bloccati in collaborazione con i governi locali.</p>



<p>La Farnesina dovrebbe stilare una <strong>lista ufficiale di zone interdette o ristrette</strong>, con sanzioni amministrative per coloro che vi si recano. Ad esempio, l’Algeria ha disposto la chiusura di alcune aree desertiche del Sahara per operazioni di antiterrorismo e <em>counter insurgency</em>. Al di fuori di Algeri, i turisti sono obbligati a dichiarare i propri spostamenti alle forze dell’ordine, che possono valutare una scorta armata. Sarebbe utile una <strong>classificazione europea comune del livello di rischio</strong>. Per l’attività di cooperazione allo sviluppo, <strong>le Ong che operano devono essere dichiarate idonee dalla Farnesina e comunicare la posizione dei propri volontari</strong> alle autorità italiane e locali. <strong>Una seria politica di prevenzione dei sequestri è l’unico strumento per tutelare i cittadini e limitare il finanziamento del terrorismo</strong>.</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p><a href="#_ftnref1">[1]</a> Frank Westerman, <em>I soldati delle parole</em>, Iperborea, 2016.</p>



<p><a href="#_ftnref2">[2]</a> <a href="http://news.bbc.co.uk/2/hi/middle_east/3603584.stm">http://news.bbc.co.uk/2/hi/middle_east/3603584.stm</a></p>



<p><a href="#_ftnref3">[3]</a> <a href="https://www.csis.org/programs/transnational-threats-project/terrorism-backgrounders/jamaat-nasr-al-islam-wal-muslimin">https://www.csis.org/programs/transnational-threats-project/terrorism-backgrounders/jamaat-nasr-al-islam-wal-muslimin</a></p>



<p><a href="#_ftnref4">[4]</a> Alessio Postiglione, Massimiliano Boccolini, <em>Sahara, deserto di mafie e jihad</em>, Castelvecchi, 2017.</p>



<p><a href="#_ftnref5">[5]</a> <a href="https://www.nytimes.com/2014/08/21/world/middleeast/isis-pressed-for-ransom-before-killing-james-foley.html">https://www.nytimes.com/2014/08/21/world/middleeast/isis-pressed-for-ransom-before-killing-james-foley.html</a></p>



<p><a href="#_ftnref6">[6]</a> <a href="https://journals.sagepub.com/doi/full/10.1177/0022002719857145">https://journals.sagepub.com/doi/full/10.1177/0022002719857145</a></p>



<p><a href="#_ftnref7">[7]</a> Umberto Saccone, <em>Protocollo S</em>, Aracne, 2019.</p>



<p><a href="#_ftnref8">[8]</a> <a href="https://www.theguardian.com/media/2014/aug/22/terrorist-ransom-government-pay-james-foley">https://www.theguardian.com/media/2014/aug/22/terrorist-ransom-government-pay-james-foley</a></p>



<p><a href="#_ftnref9">[9]</a> <a href="https://www.rand.org/pubs/perspectives/PE277.html">https://www.rand.org/pubs/perspectives/PE277.html</a></p>



<p><a href="#_ftnref10">[10]</a> <a href="https://www.lemonde.fr/afrique/article/2013/10/29/les-otages-francais-enleves-au-niger-ont-ete-liberes_3503622_3212.html">https://www.lemonde.fr/afrique/article/2013/10/29/les-otages-francais-enleves-au-niger-ont-ete-liberes_3503622_3212.html</a></p>



<p><a href="#_ftnref11">[11]</a> <a href="https://www.lemonde.fr/afrique/article/2013/01/14/paris-reconnait-l-echec-de-l-operation-visant-a-liberer-denis-allex-en-somalie_1816705_3212.html">https://www.lemonde.fr/afrique/article/2013/01/14/paris-reconnait-l-echec-de-l-operation-visant-a-liberer-denis-allex-en-somalie_1816705_3212.html</a></p>



<p><a href="#_ftnref12">[12]</a> <a href="https://www.lemonde.fr/international/article/2019/05/10/sahel-quatre-otages-dont-les-deux-francais-enleves-au-benin-ont-ete-liberes_5460497_3210.html">https://www.lemonde.fr/international/article/2019/05/10/sahel-quatre-otages-dont-les-deux-francais-enleves-au-benin-ont-ete-liberes_5460497_3210.html</a></p>



<p><a href="#_ftnref13">[13]</a> <a href="https://www.avvenire.it/mondo/pagine/padre-maccalli-e-vivo">https://www.avvenire.it/mondo/pagine/padre-maccalli-e-vivo</a></p>



<p><a href="#_ftnref14">[14]</a> <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/06/03/napoletani-scomparsi-in-messico-lintercettazione-che-incastra-il-boss-el-quince-fatene-cio-che-credete/5228625/">https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/06/03/napoletani-scomparsi-in-messico-lintercettazione-che-incastra-il-boss-el-quince-fatene-cio-che-credete/5228625/</a></p>



<p><a href="#_ftnref15">[15]</a> <a href="https://www.agi.it/estero/news/2020-05-12/silvia-romano-al-shabaab-riscatto-finanziera-jihad-conversione-8585390/">https://www.agi.it/estero/news/2020-05-12/silvia-romano-al-shabaab-riscatto-finanziera-jihad-conversione-8585390/</a></p>



<p><a href="#_ftnref16">[16]</a> <a href="https://www.theguardian.com/news/2019/jan/25/business-of-kidnapping-inside-the-secret-world-of-hostage-negotiation-ransom-insurance?fbclid=IwAR1bNJqkL45L_G60VqLHO6Lv2soUJ_75I--Dtjf78HWzuLi5q4QII6OCVmw">https://www.theguardian.com/news/2019/jan/25/business-of-kidnapping-inside-the-secret-world-of-hostage-negotiation-ransom-insurance?fbclid=IwAR1bNJqkL45L_G60VqLHO6Lv2soUJ_75I&#8211;Dtjf78HWzuLi5q4QII6OCVmw</a></p>



<p><a href="#_ftnref17">[17]</a> Indagini sui sequestri di Alessandro Sandrini e Sergio Zanotti in Siria.</p>



<p><a href="#_ftnref18">[18]</a> <a href="https://papers.ssrn.com/sol3/papers.cfm?abstract_id=2757732">https://papers.ssrn.com/sol3/papers.cfm?abstract_id=2757732</a></p>



<p><a href="#_ftnref19">[19]</a> <a href="https://css.ethz.ch/content/dam/ethz/special-interest/gess/cis/center-for-securities-studies/pdfs/CSS-Analysis-141-EN.pdf">https://css.ethz.ch/content/dam/ethz/special-interest/gess/cis/center-for-securities-studies/pdfs/CSS-Analysis-141-EN.pdf</a></p>



<p><a href="#_ftnref20">[20]</a> <a href="https://www.nytimes.com/2014/07/30/world/africa/ransoming-citizens-europe-becomes-al-qaedas-patron.html">https://www.nytimes.com/2014/07/30/world/africa/ransoming-citizens-europe-becomes-al-qaedas-patron.html</a></p>



<p><a href="#_ftnref21">[21]</a> <a href="https://www.cfr.org/backgrounder/tracking-down-terrorist-financing">https://www.cfr.org/backgrounder/tracking-down-terrorist-financing</a></p>



<p><a href="#_ftnref22">[22]</a> <a href="http://www.viaggiaresicuri.it/">http://www.viaggiaresicuri.it/</a></p>
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		<title>Quattro idee per la politica estera italiana</title>
		<link>https://www.mondodem.it/1823/</link>
					<comments>https://www.mondodem.it/1823/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Pugliese]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Feb 2020 15:07:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[L'Italia nel mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica Estera]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.mondodem.it/?p=1823</guid>

					<description><![CDATA[<p>L’Italia è spesso considerata “ultima tra le grandi o prima delle escluse” sullo scacchiere internazionale, per definizione potenza&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.mondodem.it/1823/">Quattro idee per la politica estera italiana</a> proviene da <a href="https://www.mondodem.it">MondoDem</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-drop-cap"><em>L’Italia è spesso considerata “ultima tra le grandi o prima delle escluse” sullo scacchiere internazionale, per definizione potenza regionale con aspirazioni globali, ma sono in molti a denunciare l’assenza di una visione strategica<a href="#_ftn1">[1]</a>. La natura della Penisola e la sua vocazione marittima sono un vantaggio che si può convertire in vulnerabilità. Il ritardo infrastrutturale di Genova e Trieste rispetto ai porti del Nord Europa lo dimostra e le acque del Mare nostrum sono sempre più agitate.</em></p>



<h4 id="interesse-nazionale-non-e-una-parolaccia" class="wp-block-heading"><strong>Interesse nazionale non è una parolaccia</strong></h4>



<p>Da secoli, la strategia italiana è fondata
sull’esserci, pur non sapendo con quale fine, sperando in tal modo di contare. Dai
bersaglieri di Cavour in Crimea sino all’Afghanistan, siamo impegnati in
scenari senz’altro rilevanti, ma non sempre prioritari per l’interesse
nazionale, per anni considerato un termine controverso in politica. L’errore
più grave sarebbe regalare l’esclusiva su questo concetto a movimenti sovranisti
e rosso-bruni. </p>



<p>Identificare gli interessi prioritari di una comunità
è fondamentale per comprendere la strategia nazionale. Spesso decisioni
tattiche o di policy vengono fraintese per geopolitica, mentre pensare in modo
strategico significa ragionare pragmaticamente sugli obiettivi di lungo
periodo, non sul come raggiungerli. Occorre dunque chiarirsi le idee sulla
postura dell’Italia nei confronti delle iniziative euro-atlantiche e globali. </p>



<p>Nel dibattito sull’autonomia strategica europea,
Angela Merkel ha sostenuto che “i tempi in cui potevamo contare completamente
su altri sono finiti”<a href="#_ftn2">[2]</a>. Emmanuel Macron ha
invitato la Polonia, insieme alla Germania, al prossimo incontro sul progetto
di riforma europeo, ma l’Italia resta spettatrice<a href="#_ftn3">[3]</a>. L’Eliseo ha anche
proposto un “dialogo strategico, con i partner europei interessati, sul ruolo
della deterrenza nucleare francese”<a href="#_ftn4">[4]</a>, mossa che va di pari
passo con l’European Intervention Initiative (E2I) a guida francese. Non è
chiara la posizione italiana rispetto a queste proposte. </p>



<p>L’esperienza del governo Lega – M5S ha segnato una
pericolosa deriva verso il gruppo di Visegrád, venendo scalzati da Spagna e
Polonia nei rapporti con il “motore franco-tedesco”. È certamente
nell’interesse nazionale di una media potenza insistere sul multilateralismo,
ma anche prendere decisioni indipendenti come l’adesione alla <em>Belt and Road
Initiative</em><a href="#_ftn5">[5]</a>.
Roma deve tutelare le proprie risorse strategiche, fra cui Eni ed Enel,
diversificare i fornitori energetici e insistere per divenire l’hub gasiero
meridionale dell’Unione Europea. </p>



<p>È nell’interesse nazionale colmare le lacune della
ridotta capacità militare con praticamente due sole brigate pesanti operative, la
dipendenza logistica, la capacità di intervento rapido e operazioni anfibie, il
divario digitale e di innovazione tecnologica, ma anche una politica
demografica che affronti spopolamento e invecchiamento, che porteranno il Paese
a contare ancora meno in termini politici ed economici nel contesto europeo.</p>



<h4 id="valorizzare-fondazioni-di-partito-e-think-tank" class="wp-block-heading"><strong>Valorizzare fondazioni di partito e think tank </strong></h4>



<p>Quando c’è assenza di visione o di esperienza in chi guida
dicasteri chiave come Esteri e Difesa, si tende a delegare la pianificazione a
(eccellenti) burocrati diplomatici o militari. Decisioni e dossier spesso
fondamentali sono lasciati alla discrezionalità di singoli parlamentari o
consiglieri. Ma le strategie non sono indifferenti a sensibilità culturali e
politiche, che fanno la differenza nei risultati. </p>



<p>I partiti si devono dotare di strutture interne e
fondazioni di ricerca, come avviene in Germania e altrove, che garantiscano uno
studio approfondito dei temi di politica estera. Il PD ha annunciato l’idea di una
fondazione sul modello tedesco, ma per ora non sono operativi neppure
dipartimenti e forum tematici del partito<a href="#_ftn6">[6]</a>. Gli altri soggetti
politici non brillano per democrazia o dialettica interna. I risultati modesti
e disordinati sono evidenti. </p>



<p>L’Italia naviga a vista, complice anche l’instabilità
di esecutivi fragili, incapaci di assumersi responsabilità di lungo termine.
Sarebbe utile anche incrementare la collaborazione con i principali <em>think
tank</em> nazionali, considerati all’avanguardia nel panorama europeo ma forse
sottovalutati in patria. Non è un caso se le principali potenze, dominanti o in
ascesa, sono quelle capaci di elaborare una lungimirante visione geopolitica<a href="#_ftn7">[7]</a>. </p>



<h4 id="diplomazia-al-servizio-della-strategia" class="wp-block-heading"><strong>Diplomazia al servizio della strategia</strong></h4>



<p>Nell’elezione al Consiglio di Sicurezza ONU del 2016, la
spartizione del seggio con i Paesi Bassi ha dimostrato la difficoltà di imporsi
anche sul piano diplomatico<a href="#_ftn8">[8]</a>. Il norvegese Jens
Stoltenberg fu preferito a Franco Frattini alla guida dell’Alleanza Atlantica,
nonostante il notevole contributo operativo dell’Italia, e il britannico Stuart
Peach prevalse su Claudio Graziano nel Comitato militare. Anche sul nucleare
iraniano e le sanzioni, benché l’Italia fosse il principale partner commerciale
di Teheran, non siamo stati coinvolti nel P5+1 o dal Tesoro Usa. </p>



<p>La diplomazia è fra i tradizionali elementi del potere
nazionale: l’acronimo “DIME” elenca gli strumenti diplomatico, informativo,
militare ed economico. L’Italia fatica ad usarli a fondo e coordinarli. La
dottrina interforze parla del <em>Mediterraneo allargato</em> come area
strategica e il Libro Bianco della Difesa avvertiva del rischio di instabilità
dal Sahel. Eppure, per decenni l’Italia non ha avuto ambasciate in nessuno dei
paesi del Sahel salvo il Sudan. Nel 2018 è stata aperta solo quella in Niger, una
lacuna strategica grave. </p>



<p>Libia e Tunisia sono fondamentali, non solo per la
sicurezza energetica. La Tunisia deve diventare sempre più interlocutore
privilegiato, unico laboratorio di successo delle primavere arabe, per farne un
alleato stabile, consapevoli dell’importanza geopolitica di quel <em>choke point</em>
e memori dello “schiaffo di Tunisi” del 1881 che restituimmo alla Francia con
il “golpe medico” del 1987<a href="#_ftn9">[9]</a>. </p>



<p>La Strategia Energetica Nazionale del 2017 è un passo
avanti, ma l’Algeria ha dimezzato le forniture coi nuovi contratti del 2019<a href="#_ftn10">[10]</a>. In attesa del TAP e per
emanciparci parzialmente dalle forniture russe, occorre rilanciare il dialogo
con Algeri alla luce del nuovo corso politico, ma anche lì la nostra diplomazia
gioca ad armi ìmpari: un rapporto di dieci ad uno con il personale transalpino,
Parigi schiera l’equivalente di un ministero. </p>



<p>L’Italia deve anche farsi campionessa
dell’integrazione europea dell’Albania e degli altri paesi balcanici, bloccati
dal veto di Macron, e rilanciare il partenariato adriatico. Altri sintomi
dell’assenza strategica italiana: il <em>Berlin Process</em> sui Balcani e la
conferenza sulla Libia sono opera tedesca. Infine, nel Corno d’Africa, Roma
dovrebbe scommettere su una relazione speciale con l’Etiopia, gigante africano già
nelle mire cinesi e francesi, con una strategia di <em>soft power</em> più
intensa, per offrire educazione e programmi di scambio alla futura classe
dirigente etiope, e un trattato bilaterale ampio.</p>



<h4 id="dare-dignita-alla-difesa" class="wp-block-heading"><strong>Dare dignità alla Difesa</strong></h4>



<p>Nelle crisi che minacciano la sicurezza nazionale, le
proteste italiane perdono spesso credibilità perché non sono accompagnate da deterrenza
e dissuasione militare, nel timore dell’opinione pubblica. Regna una certa ipocrisia
anche sulle missioni multinazionali, con un impegno solo per attività <em>non
combat</em>: forniamo basi, svolgiamo ricognizioni e supporto logistico, ma non
ci assumiamo la responsabilità di premere il grilletto. </p>



<p>Domina il <em>leitmotiv</em> dell’assistenza umanitaria,
come con l’ospedale da campo a Misurata, in uno scenario che invece avrebbe
bisogno della Marina militare a protezione di Tripoli bombardata<a href="#_ftn11">[11]</a>. Le uniche fregate
davanti alla capitale libica sono però quelle turche, fisiologicamente
subentrate all’inerzia italiana<a href="#_ftn12">[12]</a>. Nella narrazione si aggiunge
il mantra del <em>dual use</em>, mal digerito dalle Forze Armate, che esistono
per difendere e combattere, non per la raccolta dei rifiuti o le funzioni di
protezione civile.</p>



<p>Consolidiamo i passi avanti, come la base Amedeo
Guillet in Gibuti, ancora poco sfruttata, e il decreto del 2016 che conferisce
all’intelligence l’uso delle forze speciali con garanzie funzionali.
Fondamentali sono stati il potenziamento del sistema satellitare Cosmo &#8211; SkyMed
con il lancio di OPTSAT-3000<a href="#_ftn13">[13]</a> e della capacità anfibia
con il varo di nave Trieste. Bisogna però accelerare il rinnovamento della
componente sottomarini<a href="#_ftn14">[14]</a>. Altrettanto cruciali
sotto il profilo industriale sono la <em>joint venture</em> Naviris<a href="#_ftn15">[15]</a>, tra Fincantieri e Naval
Group, dopo il progetto fregate FREMM, ma anche l’adesione di Leonardo al
progetto caccia di sesta generazione Tempest<a href="#_ftn16">[16]</a> e il partenariato
Fincantieri con il Qatar<a href="#_ftn17">[17]</a>. Tutte queste iniziative
devono essere concepite come parti di una strategia. </p>



<p>Infine, occorre impiegare lo strumento militare in
funzione dissuasiva, laddove l’interesse nazionale venga minacciato. Nel 2018
la nave Eni Saipem 12000 fu costretta a fare dietrofront dalla marina turca a
largo di Cipro<a href="#_ftn18">[18]</a>. Finalmente,
a dicembre 2019 la fregata Martinengo ha svolto un’esercitazione in acque
cipriote<a href="#_ftn19">[19]</a>, a
gennaio 2020 una nave turca ha comunque iniziato ad esplorare il “blocco 8” di
competenza Eni e Total<a href="#_ftn20">[20]</a>. Dall’8 al 10 febbraio la
fregata Fasan ha sostato a Cipro nell’ambito del pattugliamento in funzione di <em>naval
diplomacy</em>, che deve perciò essere costante e convincente<a href="#_ftn21">[21]</a>. </p>



<p>In conclusione, occorre tornare a elaborare seriamente
una strategia geopolitica consapevole dei propri limiti e delle potenzialità, al
servizio dell’interesse nazionale, coinvolgendo il mondo del sapere, dando
spazio ai dipartimenti tematici dei partiti e alle fondazioni politiche. Puntare
sulla vocazione marittima dell’Italia e su alcune relazioni privilegiate,
colmando le lacune diplomatiche e superando i limiti culturali sull’impiego
dello strumento militare. <br></p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p><a href="#_ftnref1">[1]</a> <a href="https://www.affarinternazionali.it/2020/01/subito-assenza-strategy/">https://www.affarinternazionali.it/2020/01/subito-assenza-strategy/</a></p>



<p><a href="#_ftnref2">[2]</a> <a href="https://it.euronews.com/2017/05/28/angela-merkel-leuropa-dovra-fare-da-sola">https://it.euronews.com/2017/05/28/angela-merkel-leuropa-dovra-fare-da-sola</a></p>



<p><a href="#_ftnref3">[3]</a> <a href="https://it.euronews.com/2020/02/04/macron-francia-germania-e-polonia-alla-testa-dell-ue-dopo-la-brexit">https://it.euronews.com/2020/02/04/macron-francia-germania-e-polonia-alla-testa-dell-ue-dopo-la-brexit</a></p>



<p><a href="#_ftnref4">[4]</a> <a href="https://www.politico.eu/article/emmanuel-macron-european-dialogue-french-nuclear-arms/">https://www.politico.eu/article/emmanuel-macron-european-dialogue-french-nuclear-arms/</a></p>



<p><a href="#_ftnref5">[5]</a> <a href="https://www.ilsole24ore.com/art/china-italy-cooperation-the-belt-and-road-initiative-ABajqCgB">https://www.ilsole24ore.com/art/china-italy-cooperation-the-belt-and-road-initiative-ABajqCgB</a></p>



<p><a href="#_ftnref6">[6]</a> <a href="https://www.ilsole24ore.com/art/pd-ecco-fondazione-modello-spd-formare-classe-dirigente-partito-ABKJKvkB">https://www.ilsole24ore.com/art/pd-ecco-fondazione-modello-spd-formare-classe-dirigente-partito-ABKJKvkB</a></p>



<p><a href="#_ftnref7">[7]</a> <a href="https://it.businessinsider.com/i-think-tank-piu-influenti-del-mondo-centri-studi-che-orientano-le-politiche-dei-governi-e-le-opinioni-della-gente/">https://it.businessinsider.com/i-think-tank-piu-influenti-del-mondo-centri-studi-che-orientano-le-politiche-dei-governi-e-le-opinioni-della-gente/</a></p>



<p><a href="#_ftnref8">[8]</a> <a href="http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Onu-in-corso-il-terzo-ballottaggio-tra-Italia-e-Olanda-per-un-posto-nel-Consiglio-di-Sicurezza-537e656c-296b-4993-befa-9afae858359e.html">http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Onu-in-corso-il-terzo-ballottaggio-tra-Italia-e-Olanda-per-un-posto-nel-Consiglio-di-Sicurezza-537e656c-296b-4993-befa-9afae858359e.html</a></p>



<p><a href="#_ftnref9">[9]</a> <a href="https://www.repubblica.it/online/fatti/afri/nigro/nigro.html">https://www.repubblica.it/online/fatti/afri/nigro/nigro.html</a></p>



<p><a href="#_ftnref10">[10]</a> <a href="https://www.ilsole24ore.com/art/gas-l-algeria-i-nuovi-contratti-dimezza-forniture-all-italia-AC4WpWy">https://www.ilsole24ore.com/art/gas-l-algeria-i-nuovi-contratti-dimezza-forniture-all-italia-AC4WpWy</a></p>



<p><a href="#_ftnref11">[11]</a> <a href="https://agenziastampaitalia.it/politica/politica-estera/48858-iran-ammiraglio-de-giorgi-l-italia-aumenti-la-presenza-di-navi-per-sorveglianza">https://agenziastampaitalia.it/politica/politica-estera/48858-iran-ammiraglio-de-giorgi-l-italia-aumenti-la-presenza-di-navi-per-sorveglianza</a></p>



<p><a href="#_ftnref12">[12]</a> <a href="https://www.repubblica.it/esteri/2020/01/29/news/libia_guerra_haftar_serraj-247105753/">https://www.repubblica.it/esteri/2020/01/29/news/libia_guerra_haftar_serraj-247105753/</a></p>



<p><a href="#_ftnref13">[13]</a> <a href="http://www.aeronautica.difesa.it/comunicazione/editoria/rivaeronautica/archivio/RA_2017_04/Pagine/Articolo_1.aspx">http://www.aeronautica.difesa.it/comunicazione/editoria/rivaeronautica/archivio/RA_2017_04/Pagine/Articolo_1.aspx</a></p>



<p><a href="#_ftnref14">[14]</a> <a href="https://www.soldionline.it/notizie/azioni-italia/fincantieri-al-lavoro-per-la-marina-quattro-nuovi-sottomarini-in-arrivo">https://www.soldionline.it/notizie/azioni-italia/fincantieri-al-lavoro-per-la-marina-quattro-nuovi-sottomarini-in-arrivo</a></p>



<p><a href="#_ftnref15">[15]</a> <a href="https://www.analisidifesa.it/2020/01/al-via-naviris-la-joint-venture-tra-fincantieri-e-naval-group/">https://www.analisidifesa.it/2020/01/al-via-naviris-la-joint-venture-tra-fincantieri-e-naval-group/</a></p>



<p><a href="#_ftnref16">[16]</a> <a href="https://www.affarinternazionali.it/2019/03/caccia-fcas-italia-asse/">https://www.affarinternazionali.it/2019/03/caccia-fcas-italia-asse/</a></p>



<p><a href="#_ftnref17">[17]</a> <a href="https://www.repubblica.it/economia/2020/01/24/news/fincantieri_qatar-246564933/">https://www.repubblica.it/economia/2020/01/24/news/fincantieri_qatar-246564933/</a></p>



<p><a href="#_ftnref18">[18]</a> <a href="https://www.repubblica.it/esteri/2018/02/23/news/eni_cipro_saipem_nave_piattaforma_tuschia_speronamento-189577201/">https://www.repubblica.it/esteri/2018/02/23/news/eni_cipro_saipem_nave_piattaforma_tuschia_speronamento-189577201/</a></p>



<p><a href="#_ftnref19">[19]</a> <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-marina-si-esercita-a-largo-di-cipro.html">https://it.insideover.com/guerra/la-marina-si-esercita-a-largo-di-cipro.html</a></p>



<p><a href="#_ftnref20">[20]</a> <a href="https://www.corriere.it/economia/aziende/20_gennaio_29/libia-provocazione-turca-cosi-l-italia-mediterraneo-come-cambia-risiko-petrolio-07b660b0-4271-11ea-8fab-5eae1fe9ccd1.shtml?&amp;appunica=true">https://www.corriere.it/economia/aziende/20_gennaio_29/libia-provocazione-turca-cosi-l-italia-mediterraneo-come-cambia-risiko-petrolio-07b660b0-4271-11ea-8fab-5eae1fe9ccd1.shtml?&amp;appunica=true</a></p>



<p><a href="#_ftnref21">[21]</a> <a href="http://www.marina.difesa.it/media-cultura/press-room/comunicati/Pagine/2020_06.aspx">http://www.marina.difesa.it/media-cultura/press-room/comunicati/Pagine/2020_06.aspx</a></p>
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