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	<title>Biden Archivi &#8211; MondoDem</title>
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	<description>Laboratorio di Politica Internazionale</description>
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	<title>Biden Archivi &#8211; MondoDem</title>
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		<title>La politica di Biden e gli spunti per l’Italia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Dec 2021 17:00:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Biden]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le reti di giovani esperti, analisti e giornalisti di MondoDem e Jefferson hanno deciso di unirsi per elaborare un dossier&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.mondodem.it/2921/">La politica di Biden e gli spunti per l’Italia</a> proviene da <a href="https://www.mondodem.it">MondoDem</a>.</p>
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<p>Le reti di giovani esperti, analisti e giornalisti di MondoDem e Jefferson hanno deciso di unirsi per elaborare un <a href="https://www.mondodem.it/2551/">dossier</a> a stelle strisce, dove vengono messe a confronto Italia e USA. A problemi simili sono state date risposte diverse? Quali politiche sta mettendo in atto la nuova amministrazione democratica Biden-Harris? Dall&#8217;ambiente alle infrastrutture, dalle politiche per il lavoro a quelle per la parità di genere, dal dossier sull&#8217;immigrazione a quello sulla difesa, l&#8217;evento sarà un&#8217;occasione di confronto a tutto campo su come far ripartire il Paese con un occhio oltre l&#8217;Atlantico. Il dossier che presenteremo é disponibile sul nostro sito.</p>



<p><a href="https://www.facebook.com/mondodemlab/videos/975669443159390" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rivedi l&#8217;evento qui. </a></p>
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		<title>Dove va l’America? L’eredità di Donald Trump</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sofia Eliodori]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Oct 2020 16:03:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[USA e Americhe]]></category>
		<category><![CDATA[America]]></category>
		<category><![CDATA[Biden]]></category>
		<category><![CDATA[Trump]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A una settimana dalle elezioni statunitensi, le previsioni, le speranze e le analisi si sovrappongono, si intensificano, in&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.mondodem.it/2236/">Dove va l’America? L’eredità di Donald Trump</a> proviene da <a href="https://www.mondodem.it">MondoDem</a>.</p>
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<p>A una settimana dalle elezioni statunitensi, le previsioni, le speranze e le analisi si sovrappongono, si intensificano, in un <em>newsfeed</em> sempre più denso. Sembra certo che i <em>dem</em> vinceranno il voto popolare, ma il punto sono sempre gli <em>swing states</em>, ovvero quegli Stati che potrebbero risultare rossi o blu: dunque, non possiamo affermare ‘oltre ogni ragionevole dubbio’ che vincerà l’uno piuttosto che l’altro. Possiamo però ragionevolmente interrogarci su cosa potrebbe restare di questa presidenza Trump e cosa potrebbe cambiare. Possiamo analizzare la ‘possibile’ o ‘probabile’ <em>eredità trumpiana</em> da due diversi punti di vista, uno interno agli USA ed uno esterno.</p>



<p>Entrambi sono accumunati da un elemento invariato rispetto alla prospettiva da cui si osservano questi quattro anni di presidenza, ovvero il metodo. La presidenza Trump si inserisce in quello che potremmo definire il <em>momentum</em> ‘populista’ e ‘sovranista’ che, insieme alla sua elezione nel 2016, vide affermarsi alcuni leader e tematiche fino ad allora considerate minoritarie. Pensiamo, ovviamente, alla Brexit, al <em>lepenismo</em> in Francia e a molti altri fenomeni, anche casalinghi. In generale, ad una critica ‘da destra’ del globalismo. Che lo si consideri uno stile comunicativo (Jagers e Walgrave) o una <em>thin-centered ideology</em> (Mudde), il populismo di destra sovranista ha profondamente influenzato le politiche <em>trumpiane</em> acuendo la polarizzazione politica nazionale ed internazionale. Una sua mancata riconferma potrebbe, forse, esaurirne la spinta, come è stato per altri movimenti di fronte ad una <em>débacle</em> elettorale. Internamente, l’approccio trumpiano ha eroso la base elettorale del Partito Repubblicano, rafforzando le posizioni radicali. Perciò, un’eventuale sconfitta dell’<em>incumbent</em> li costringerebbe ad una forte rielaborazione teorica e pratica della propria strategia. A questo proposito, alcuni fanno un parallelo con i lunghi anni del trionfo repubblicano da Nixon a Bush Senior – brevemente intervallati dal non rieletto Presidente Carter – che spinsero alla nascita dei <em>new-dem</em> incarnati da Clinton.</p>



<p><em>L’eredità nazionale</em></p>



<p>Dal punto di vista della politica interna, certamente resteranno i tre giudici nominati alla Corte Suprema degli Stati Uniti, inclusa Amy Coney Barrett. In un sistema di <em>common law</em> come quello statunitense, il ruolo della Corte è fondamentale per l’estensione o il restringimento delle previsioni costituzionali in tema di diritti fondamentali quali l’aborto, il matrimonio egualitario, ma anche il diritto di voto. L’obiettivo dichiarato di Trump è smantellare alcuni di questi diritti (aborto e diritti Lgbtqa+) e la riforma sanitaria di Obama. Considerata la durata a vita di queste nomine, potrebbe riuscirci anche se non venisse rieletto. Un altro tema fondamentale è quello economico. L’idea che l’economia si sia rafforzata durante la presidenza di Donald Trump – e che il crollo attuale sia interamente riconducibile alla pandemia &#8211; permane nello zoccolo duro del suo elettorato, ma non è corretta. Se Trump dovesse continuare con una politica di dazi, per rilanciare il mercato interno, con la de-tassazione dei super-ricchi e i tagli al welfare (come ha fatto con MedicAid togliendo l’assistenza sanitaria a milioni di poveri), l’eredità trumpiana potrebbe cristallizzarsi nel sistema statunitense.</p>



<p><em>L’eredità internazionale</em></p>



<p>Con le relazioni transatlantiche al minimo storico, un atteggiamento transattivo – <em>do ut des</em> &#8211; nei confronti di molti storici alleati ed un sostanziale disimpegno nel supporto agli interessi di molti Stati europei, la presidenza Trump sembra aver forzatamente riavvicinato i paesi fondatori dell’Unione europea. Se finora, per l’UE, la partita si era giocata su chi fosse riuscito ad entrare nelle grazie dei presidenti Usa, oggi si intravede la possibilità di un’Unione più coesa, almeno nella sua azione esterna, consapevole di interessi sempre più condivisi anche in tema di sicurezza e che aspira a sviluppare una sua autonomia strategica. La postura internazionale degli USA, sempre più unilaterale, sta danneggiando a turno l’Italia, la Francia e la Germania e tanti altri alleati del continente. Emblematico è ciò che è avvenuto con l’abbandono del <a href="https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/usa2020-verso-un-jcpoa-20-27838?fbclid=IwAR1flHCWtdKxnD4YkOPBaE7j3_CaZLhfAu5YdTDwDStTm5tpfpYYz93iR80#.X4mmBF6FIFU.facebook">JCPOA</a> e la scelta di una strategia di massima pressione nei confronti dell’Iran: &nbsp;lavorando al crollo dall’interno del regime di Teheran, Trump rischia di destabilizzare il Medio Oriente invece che di crearvi ordine. Le scelte in politica estera, ad esempio nei confronti di Russia, Cina, Iran, Ucraina, stanno aumentando la consapevolezza che l’Europa ha bisogno di trovare negli Stati Uniti un alleato pronto ad ascoltare, con cui condividere le scelte, e non un padrone. <a href="https://www.editorialedomani.it/politica/mondo/cos-biden-vuole-cambiare-ma-non-troppo-il-medio-oriente-disegnato-da-donald-trump-lx2qthap?fbclid=IwAR3V0iY654I12ucOj-E-SuplTDzii7nKIJ3BNL-LzwLlWJY1lwRAnQupQ8c">Nel caso di una vittoria di Biden</a> potremmo assistere ad un rallentamento di queste dinamiche. È probabile che, attraverso il multilateralismo, un’Amministrazione Biden lavorerebbe per tamponare le ferite accumulate in questi anni, anche se su diversi temi sarebbe plausibile attendersi una sostanziale continuità, come ad esempio sui difficili rapporti con la Cina. Se Trump dovesse essere rieletto è probabile, invece, che continui sulla strada già intrapresa. L’attesa sta per finire.</p>
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		<title>Il punto sulle Elezioni Presidenziali USA2020 a cento giorni dal voto</title>
		<link>https://www.mondodem.it/2136/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Sofia Eliodori]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2020 11:28:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Elezioni USA 2020]]></category>
		<category><![CDATA[USA e Americhe]]></category>
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		<category><![CDATA[Elezioni USA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mancano poco più di tre mesi all’appuntamento elettorale più atteso di quest’anno: le elezioni presidenziali americane che si&#8230;</p>
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<p class="has-drop-cap">Mancano poco più di tre mesi all’appuntamento elettorale più atteso di quest’anno: le elezioni presidenziali americane che si terranno il 3 di novembre. Sebbene molti sondaggi nazionali attribuiscano un vantaggio al candidato democratico Joe Biden, la strada è ancora lunga. La crisi ha reso necessario un cambio di strategia per Donald Trump, che ha degradato il suo <em>campaign manager</em> Brad Parscale per dar spazio Bill Stepien. Dall’altro lato Biden si trova a pochi passi dal rendere pubblica la decisione più cruciale, quella della donna che gli sarà accanto nel ticket presidenziale.</p>



<p><strong>Donald Trump alla prova per la rielezione</strong></p>



<p>Come noto, nel 2016 Donald Trump vinse di misura contro Hillary Clinton grazie soprattutto ad alcuni <em>swing states</em> che l’<em>incumbent</em> mira a riconquistare a novembre. Come noto, i sondaggi effettuati a livello nazionale vanno presi con estrema cautela perché, seppur sintomo di un andamento generale positivo per i <em>Democrats</em>, possono essere un semplice specchietto per le allodole, come alla precedente tornata contro la favorita Clinton. The Donald paga lo scotto della pandemia col suo elettorato. Il Presidente Trump ha evitato di imporre misure sanitarie a livello federale, delegando gran parte della gestione ai singoli stati, questa mancanza di responsabilità è stata aggravata da un atteggiamento di malcelata sottovalutazione emerso soprattutto durante i coronavirus <em>brifieng</em>. Dichiarazioni controverse su cure non sperimentate o sospetti sulla provenienza del virus, il lungo rifiuto di indossare la mascherina ed interrompere gli eventi pubblici, hanno lasciato spazio ad un Trump più circospetto dopo il fallimento della <a href="https://www.mondodem.it/analisi-in-pillole/il-pelo-uovo-di-colombo/">Convention di Tulsa</a>. Improvvisamente, per il Presidente, chi indossa la mascherina è un patriota mentre la Convention Repubblicana di Jacksonville non s’ha da fare. Il rischio, cinicamente, è anche quello di perdere i pensionati della Florida che lo sostenerono quattro anni fa.</p>



<p>Ma sono anche altri i temi che bollono in pentola già da qualche mese. Il primo è quello del razzismo sistemico collegato alle riforme della polizia, il secondo è quello della Cina sempre più nel mirino della presidenza. La condotta degli affari internazionali da parte di Trump ha un indice di gradimento scarso (<a href="https://www.realclearpolitics.com/epolls/other/president_trump_job_approval_foreign_policy-6183.html">disapprove al 55% per RCP</a>) perciò, oltre alla legittima difesa degli interessi economici e geopolitici degli USA, dietro questa levata di scudi contro Pechino sembrano esserci motivazioni molto più elettoralmente prosaiche. Bisogna vedere quanta pressione la Repubblica Popolare Cinese sia disposta a sopportare considerato che, a Xi Jinping, nonostante le apparenze potrebbe fare persino comodo che resti in carica Donald Trump, soprattutto perché il disimpegno multilaterale di Washington ha concesso margini di manovra. Non si escludono colpi di scena più eclatanti da parte di Donald Trump per catalizzare l’attenzione in vista dell’appuntamento elettorale.</p>



<p><strong>La corsa Dem è sempre in salita</strong></p>



<p>La corsa per i Democratici è sempre in salita, questo non bisogna dimenticarlo neppure quando i sondaggi sembrano parlare chiaro: +9 nella media nazionale di RealClearPolitics.com<a href="#_ftn1"><sup>[1]</sup></a>.&nbsp; Per Joe Biden la strategia emergerà quando sarà svelato il nome della running-mate che lo accompagnerà nella sfida a Trump.</p>



<p>Le incognite sembrano ancora troppe e il momento poco propizio, dato che l’annuncio dovrebbe far focalizzare i media sulla campagna democratica mentre al momento ci sono altre questioni chiave nel mirino, come gli scontri tra manifestanti e polizia a Portland o l’aumento di casi Covid in Florida. Sappiamo che la VP sarà donna ma nelle settimane trascorse, con la <a href="https://www.mondodem.it/osservatori/elezioni-usa-2020/la-corsa-alla-vicepresidenza-tutte-le-candidate-di-biden/">lista delle aspiranti che si allungava</a>, la figura che dovrà accompagnare l’ex Vice di Obama ha assunto le forme di una chimera.</p>



<p>La candidata perfetta, che sembra non esistere in natura, dovrebbe avere alcune caratteristiche: ad oggi l’elettorato si aspetta che sia di colore, anche se al contempo dovrebbe attrarre il voto delle casalinghe bianche dei suburbia; dovrebbe essere piuttosto giovane, ma aver accumulato abbastanza esperienza a Capitol Hill, in modo da essere per Biden una solida spalla e una futura candidata forte alla presidenza; dovrebbe essere un volto riconoscibile a livello nazionale ma mantenere un solido legame con il territorio di provenienza, magari proprio uno swing state; dovrebbe piacere ai giovani e alle minoranze, ma non essere troppo progressista. Si capisce che, almeno tra i nomi che sono stati fatti finora, nessuna candidata possieda tutte queste caratteristiche e che quindi, a seconda di quale sarà la scelta si capirà più chiaramente la strategia democratica. Alcuni danno per favorita la senatrice Kamala Harris, che però sembra penalizzata dal non aver costruito un buon rapporto con Biden in questi mesi. L’attesa si fa trepidante, soprattutto perché in gioco c’è il futuro della politica globale. Far crescere l’entusiasmo del proprio elettorato, ma anche semplicemente far registrare le persone al voto, non sarà semplice per i democratici costretti ad una Convention Online tra il 17 e il 20 agosto. Le carte saranno presto svelate, mentre il mondo resta a guardare, col fiato sospeso.</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p><a href="#_ftnref1"><sup>[1]</sup></a> Dato riferito al 27 luglio 2020 nella media dei sondaggi nazionali General Election Trump vs Biden, <a href="https://www.realclearpolitics.com/epolls/2020/president/us/general_election_trump_vs_biden-6247.html">https://www.realclearpolitics.com/epolls/2020/president/us/general_election_trump_vs_biden-6247.html</a></p>
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