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	<title>recovery plan Archivi &#8211; MondoDem</title>
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	<description>Laboratorio di Politica Internazionale</description>
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	<title>recovery plan Archivi &#8211; MondoDem</title>
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		<title>National Recovery and Resilience Plan: la rinascita greca passa da Infrastrutture e Sostenibilità</title>
		<link>https://www.mondodem.it/2429/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Niccolò Fantini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Apr 2021 14:10:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Macroaree]]></category>
		<category><![CDATA[Grecia]]></category>
		<category><![CDATA[recovery fund]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Appena prima dell’esperienza della crisi Covid, il paese mediterraneo si stava riprendendo a fatica dalla crisi del 2009&#8230;</p>
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<p class="has-drop-cap">Appena prima dell’esperienza della crisi Covid, il paese mediterraneo si stava riprendendo a fatica dalla crisi del 2009 e dal seguente periodo di austerità imposta dall’infausta “troika”. Con l’ultimo programma di aggiustamento nel 2018, la Grecia sembrava lasciarsi il peggio alle spalle.</p>



<p>Nonostante la Grecia sia stata colpita in maniera relativamente minore dalla pandemia rispetto a molti altri paesi europei, almeno fino a Novembre 2020, l’impatto sull’economia greca è stato estremamente negativo. Il recente budget presentato dal governo in novembre prevede un PIL contratto del 10.5% nel 2020, investimenti crollati quasi dell’ 11%, esportazioni scese più del 30% e almeno 200,000 occupati in meno.</p>



<p>Alla Grecia sono stati assegnati un totale di 32 miliardi di euro come parte del programma Next Generation EU. Di questi, 29 miliardi derivano dalla <em>Recovery and Resilience Facility</em>. 16,4 miliardi saranno in forma di prestiti e 12,6 miliardi saranno elargiti come sussidi.</p>



<p>In aggiunta a questi la Grecia potrà accedere ai pacchetti React-EU e <em>Just Transition Fund</em>, con fondi rispettivamente pari a 1,715 miliardi di euro e 431 milioni di euro. Per quanto riguarda il Quadro Finanziario Pluriennale europeo, la Grecia riceverà inoltre un totale di 21,4 miliardi di euro come parte della Politica di Coesione.</p>



<p>Il cuore del proposta greca, denominata sobriamente <a href="http://www.opengov.gr/minfin/wp-%20content/uploads/downloads/2020/11/Greece-%20RRP-EN-1.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong><em>National Recovery and</em></strong> <strong><em>Resilience Plan</em></strong></a>, è ispirata dal cosiddetto ‘<em>Pissarides’ Committee Report</em>’, redatto a partire dal Gennaio 2020 da una commissione guidata dal premio Nobel cipriota Christopher Pissarides, istituita dal nuovo governo di centro-destra nel Gennaio 2020. La commissione, che insieme al governo ha restituito una visione liberale e liberista della ripresa greca, è stata però criticata per la scarsa disponibilità a consultare le parti interessate e a permettere una partecipazione più ampia alla proposta. Una questione al centro delle critiche era la specifica composizione della Commissione, costituita principalmente da accademici residenti all’estero. L’opposizione di sinistra si è scagliata in particolare contro quello che considera come un attacco alle PMI e al sistema pensionistico da parte del Piano Pissarides.</p>



<p>La Commissione europea ha gradito la tempestività con la quale la Grecia ha inoltrato il suo piano di ripresa, descrivendolo come ‘un buon inizio’. Le prime reazioni ai contenuti, provenienti anche da funzionari occupatisi del precente ‘<em>bailout</em>’ greco, sono incoraggianti. Viene però citato il potenziale problema dell’assorbimento dei fondi Ue e della capacità di implementazione del governo greco.</p>



<p>Il piano greco si pone come un fondamentale cambio di paradigma, sia economico sia sociale. Gli obiettivi principali del piano si basano su una visione futura del paese basata su tre pilastri: apertura, competitività ed economia green. Questo comporterà una semplificazione e digitalizzazione burocratica atta a rendere la macchina pubblica più efficiente, una riforma fiscale che favorisca la crescita e riduca le incertezze e le ambiguità della normativa ed una rete di sicurezza sociale più efficace e resiliente.</p>



<p>In termini economici, il piano greco prevede un importante programma di investimenti a favore di infrastrutture, produzione e impiego che sono mancati alla Grecia sin dalla crisi del 2008. A tal proposito il piano sottolinea la necessità di attivare partnership pubblico-private e di individuare opportunità di co- finanziamento al fine di garantire gli investimenti pubblici necessari alla crescita futura.</p>



<p>Il piano greco si basa su quattro pilastri centrali, corrispondenti a quattro macro- obbiettivi. I <strong>quattro pilastri</strong>, seguiti dalla denominazione dei rispettivi componenti sono:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>Green (38% dei fondi): <em>Power up</em>, <em>Renovate</em>, <em>Recharge and Refuel</em>, Uso sostenibile delle risorse, resilienza climatica.</li><li>Digitale (13% dei fondi): <em>Connect</em>, <em>Modernise</em>, <em>Digitalisation of Business</em>.</li><li>Impiego, e coesione sociale (25% dei fondi): promozione della partecipazione al mercato del lavoro; educazione ed educazione vocazionale; miglioramento della resilienza e accessibilità sanitaria, aumento accesso a politiche sociali.</li><li>Investimenti privati e trasformazione industriale ed economica (24% dei fondi): miglioramento dell’efficacia e dell’efficienza dell’amministrazione e della riscossione fiscale;&nbsp;modernizzazione&nbsp;pubblica amministrazione; efficienza della giustizia; rafforzamento settore finanziario e mercato capitale; promozione della ricerca e innovazione; modernizzazione settori chiave; miglioramento competitività.</li></ul>



<p>I macro-obbiettivi strategici sono:</p>



<h3 id="promozione-della-coesione-economica-territoriale-e-sociale-e-convergenza" class="wp-block-heading">Promozione della coesione economica, territoriale e sociale e convergenza</h3>



<p>Tra il 2018 e il 2019, la Grecia era terza in Europa per percentuale di popolazione a rischio di povertà ed esclusione sociale. Convergenza e coesione necessitano di una crescita robusta e sostenuta che manca da troppo tempo nel paese. La soluzione prevede il rilancio della produzione anche attraverso l’implementazione di due transizioni chiave: quella green e quella digitale.</p>



<p>Individuando il gap in investimenti privati come principale responsabile di mancata crescita, il piano prevede l’utilizzo dei fondi europei per la realizzazione di incentivi fiscali per investimenti privati, specialmente nelle aree a lungo termine e con l’obbiettivo di ribilanciare l’economia a favore dei settori commerciabili e di aumentare la produttività.</p>



<p>L’ostacolo agli investimenti privati è anche dato&nbsp;dalla&nbsp;scarsa&nbsp; efficienza dell’amministrazione pubblica e della mancata modernizzazione dei servizi a imprese e cittadini. Vengono perciò pianificati interventi in materia di semplificazione e digitalizzazione della PA. Tra i progetti chiave troviamo la completa transizione online della <em>Independent Authority for Public Revenue</em>, azione che snellirà l’apparato fiscale.</p>



<p>Vengono poi proposte riforme nel campo della ricerca e sviluppo e dell’occupazione, tra cui una riforma del sistema di previdenza sociale che porti ad una soluzione completamente autosufficiente. Inoltre e’ previsto un ambizioso progetto di investimenti infrastrutturali e digitali in tutte le 13 regioni che supporti e promuova la coesione economica e territoriale, specialmente in settori chiave come il turismo e la cultura.</p>



<h3 id="rafforzamento-della-resilienza-sociale-ed-economica-e-della-capacita-di-risposta-agli-shock" class="wp-block-heading">Rafforzamento della resilienza sociale ed economica e della capacità di risposta agli shock</h3>



<p>Realizzando la debolezza e vulnerabilità del sistema greco, si formulano tre macro- soluzioni: una politica fiscale anti-ciclica, supportata da un fisco più semplice ed efficiente (p.e. stimolazione dei pagamenti digitali e sfruttamento intelligenza artificiale per controlli fiscali); una diversificazione della produzione che si allontani da una formula puramente domestica; aumento dell’accesso a crediti fiscali, maggiore condivisione del rischio sui mercati capitali e sfruttamento dei risparmi.</p>



<p>Sul fronte occupazionale si prevede la riforma della rete di sicurezza sociale, formulando degli incentivi che scoraggino l’inattività ma al contempo sostengano i processi di reintegrazione e formazione.</p>



<h3 id="mitigazione-dellimpatto-economico-e-sociale-della-crisi-pandemica" class="wp-block-heading">Mitigazione dell’impatto economico e sociale della crisi pandemica</h3>



<p>Il piano include una serie di importanti investimenti e progetti infrastrutturali che dovrebbero produrre un effetto moltiplicatore e garantire una transizione ecologica. Esempi includono: manutenzione di edifici pubblici e privati al fine di migliorare l’efficienza energetica, progetti mirati al miglioramento della gestione idrica e dei rifiuti. Sono anche previsti interventi a sostegno di settori in cui la Grecia vanta un vantaggio competitivo, in particolare: turismo, cultura, artigianato e agricoltura.</p>



<h3 id="supporto-delle-transizioni-green-e-digitale" class="wp-block-heading">Supporto delle transizioni green e digitale</h3>



<p>Il Green New Deal greco si basa su vari piani già stipulati in precedenza, tra cui il <em>National Energy and Climate Plan </em>(NECP). L’obiettivo è transitare verso un modello a basse emissioni di carbonio, passando per un più efficiente uso energetico e una digitalizzazione del consumo energetico, anche migliorando l’interconnesione delle isole. Esempi di progetti sono un programma di riforestazione con 30 milioni di nuovi alberi e il rinnovamento di 60,000 edifici all’anno al fine di renderli sostenibili.</p>



<p>Sul fronte della digitalizzazione le parole chiave sono semplificazione, accessibilità dei servizi, democratizzazione e partecipazione. Vi sono anche riferimenti alla corsa verso una più estesa connettività attraverso l’installazione di fibra ottica e 5G, nonché ai problemi di sicurezza quali <em>cybersecurity </em>e <em>artificial intelligence</em>.</p>



<p>Dall’iter del piano greco emerge l’importanza di un’azione celere e determinata che renda possibile un esame attento e dettagliato del piano da parte della Commissione. Viene inoltre segnalato dalla Commissione il problema&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; dell’assorbimento&nbsp;e dell’implementazione dei Fondi, che rimane importante anche in Italia.</p>
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		<title>La seconda ricostruzione tedesca, tra mobilità ecologica e digitale</title>
		<link>https://www.mondodem.it/2423/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Benedetta Albano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Apr 2021 14:03:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Macroaree]]></category>
		<category><![CDATA[Germania]]></category>
		<category><![CDATA[recovery fund]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le conseguenze economiche e sociali del Covid-19 sono state percepite fortemente anche nella locomotiva d’Europa, nonostante le massicce&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.mondodem.it/2423/">La seconda ricostruzione tedesca, tra mobilità ecologica e digitale</a> proviene da <a href="https://www.mondodem.it">MondoDem</a>.</p>
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<p class="has-drop-cap">Le conseguenze economiche e sociali del Covid-19 sono state percepite fortemente anche nella locomotiva d’Europa, nonostante le massicce misure di supporto alle imprese e ai lavoratori messe in campo dal Governo di Berlino: si stima che la contrazione economica causata dalla pandemia sia stata del 5% nel 2020, con un aumento del deficit statale del 4.7%. Di fronte a uno scenario simile alla crisi finanziaria del 2009 (in cui il PIL aveva registrato un calo del 5.7%) la Germania ha messo in campo consistenti pacchetti di aiuti pubblici a partire da marzo 2020 per fronteggiare l’emergenza, lavorando sul doppio binario del sostegno alle imprese e ai lavoratori. Non sorprende infatti che i <strong>29 miliardi in sovvenzioni</strong> (il paese, infatti, non chiederà prestiti) che spettano alla Germania secondo il Next Generation EU facciano parte di un pacchetto di risorse autonome più grande, il c.d. <em>Der Wumms, </em>dall’ammontare di 130 miliardi. Varato a fine giugno 2020 dopo una lunga discussione fra i vertici federali, il suo obiettivo è dare una forte spinta all’economia e permettere alla Germania di uscire dalla crisi ed è esplicitamente citato nel piano di ripresa tedesco come ispiratore delle riforme che verranno attuate tramite i finanziamenti europei.</p>



<p>Volgendo uno sguardo più specifico al piano    di utilizzo dei fondi europei, il nome scelto è stato <strong><em><a href="https://www.bundesfinanzministerium.de/Content/ DE/Gesetzestexte/Gesetze_Gesetzesvorhaben/A bteilungen/Abteilung_E/2020-12-16-deutscher- aufbau-und-resilienzplan/1-" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Deutscher Aufbau- und Resilienz Plan</a></em></strong>, simile al nostro Piano di Nazionale di Ripresa e Resilienza, ed è stato approvato dal Parlamento tedesco l’11 dicembre 2020, all’interno della Legge di Bilancio nazionale del 2021.</p>



<p>Il modello di <em>governance </em>prescelto per l’implementazione dei programmi presentati non prevede l’istituzione di un ente ad hoc per la gestione dei fondi, i quali saranno sotto il controllo dei ministeri federali di competenza. Secondo le previsioni contenute nel documento, il 70% dei fondi verrà utilizzato negli anni 2021/22, mentre il restante 30% nell’anno 2023. Le misure previste sono fortemente legate ai processi del semestre europeo del 2019 e del 2020 e alle specifiche raccomandazioni che sono state fatte alla Germania: in particolare sui temi degli <strong>investimenti per la digitalizzazione, l’energia, la mobilità green e la pubblica amministrazione.</strong> La stesura del piano tedesco – predisposto tramite il coordinamento della Cancelleria Federale e del Ministero delle Finanze, e in seguito dei Ministeri e dei Gruppi Parlamentari &#8211; è stata poco pubblicizzata rispetto ad altre controparti europee, come ad esempio il nostro paese o la Francia: tuttavia non mancano le voci di dissenso nazionale, come ad esempio quella proveniente dal partito dei Verdi, che giudica il piano poco ambizioso e critica il fatto che la maggior parte di esso sia dedicato a progetti già in essere e scarsamente innovativi. Anche Bruxelles, secondo il quotidiano <em>Handelsblatt, </em>avanza critiche molto simili, in particolare considerando il ruolo trainante della Germania all’interno dell’Unione Europea e quindi la necessità che il paese presenti un piano che faccia da “modello” per gli altri Stati membri. Secondo l’Unione e alcuni economisti tedeschi, come ad esempio Lars Feld (l’attuale presidente del Consiglio tedesco di esperti economici), il piano non è sufficiente, occupandosi più di sovvenzioni che non delle riforme strutturali richieste, specialmente per quanto riguarda il sistema pensionistico tedesco e gli investimenti pubblici.</p>



<p>I <strong>sei punti chiave del piano tedesco</strong> sono i seguenti: (i) politica climatica e energetica, (ii) digitalizzazione dell’economia e incremento delle infrastrutture digitali, (iii) digitalizzazione della formazione, (iv) rafforzamento dell’inclusione sociale, (v) rafforzamento del sistema sanitario, (vi) rinnovamento della pubblica amministrazione. Il 42.7% dei fondi sono dedicati alle politiche climatiche, il 25.2% alla digitalizzazione, il 15.36% al sistema sanitario e il restante 16.6% alla partecipazione sociale e alla pubblicazione amministrazione.</p>



<p>Analizzando la macroarea della <strong>politica climatica</strong>, vi sono tre componenti specifiche: la prima è quella del perseguimento della decarbonizzazione, in particolare attraverso l’utilizzo di energie rinnovabili, con particolare riferimento all’Accordo di Parigi e all’obiettivo della neutralità climatica entro il 2050. Fondamentale per questo step sono gli investimenti legati all’idrogeno, specialmente per quanto riguarda la decarbonizzazione dell’industria, da supportare con programmi <em>ad hoc</em>. La seconda componente di questa sezione è la mobilità ecosostenibile, sostenuta attraverso l’esenzione fiscale dei veicoli elettrici e collegata a una riforma legislativa del settore, così come la promozione di sistema di guida alternativi anche per autobus pubblici e il trasporto ferroviario. La terza e ultima componente è dedicata ai progetti di ricostruzione e ristrutturazione <em>ecofriendly</em>, attraverso la quale verranno finanziati progetti edilizi innovativi che si caratterizzeranno per l’alta sostenibilità climatica e attuabili anche grazie alla partecipazione delle piccole e medie imprese.</p>



<p>Per quanto riguarda la <strong>digitalizzazione</strong>, divisa nelle due aree di digitalizzazione economica e della formazione, una grande parte è riservata alla politica sui dati, definiti come la materia prima del futuro: non solo nell’ottica di migliorare l’infrastruttura informatica a livello europeo, ma anche per proteggere i dati degli utenti tramite appositi sistemi          di anonimizzazione e depersonalizzazione, riprendendo uno dei temi cari alla Germania, la <em>privacy</em>. Oltre a favorire una maggiore informazione a livello accademico e sociale su questi temi, viene ripresa la volontà, in collaborazione con la Francia e già discussa di fronte  alla Commissione, di favorire lo sviluppo</p>



<p>tecnologico in Europa in settori in cui si trova indietro rispetto ad altri Paesi e più soggetta alla necessità di importazioni, specialmente nel campo delle comunicazioni e della microelettronica. Questo ben si lega al tema della digitalizzazione dell’economia, con programmi di investimento dedicati all’industria dei produttori di veicoli e alla digitalizazzione ferroviaria con il progetto “Digital Rail Germany”, che punta a sostituire gli interblocchi e i passaggi a livello esistenti con nuovi meccanismi all’avanguardia. La digitalizzazione della formazione è il secondo tema al centro di questa sezione del piano, influenzato dal periodo di <em>lockdown </em>e dalla chiusura delle scuole e dei centri di formazione: in particolare, è prevista un’iniziativa congiunta fra Governo federale e Stati che mira a formare la classe docente sul tema del digitale e della didattica telematica e a fornire loro la strumentazione necessaria per l’implementazione delle lezioni in formato digitale.</p>



<p>Le ultime tre sezioni del piano, dedicate rispettivamente ai temi dell’inclusione sociale, della sanità e della riforma della pubblica amministrazione, si caratterizzano per la volontà di ricostruire un sistema forte rispetto a futuri shock esterni. Dal punto di vista dell’<strong>inclusione sociale</strong>, sono previsti programmi di finanziamento per l’assistenza all’infanzia e di supporto alle famiglie, programmi di formazione specialmente all’interno del tessuto delle piccole e medie imprese per i giovani, la creazione di un portale digitale legato al sistema&nbsp; pensionistico per fornire informazioni ai cittadini sul loro status di previdenza individuale, denotando così la volontà di fornire assistenza ai cittadini a tutto tondo.</p>



<p>I fondi destinati alla <strong>sanità </strong>si focalizzano sul sistema ospedaliero con l’intento di rafforzarne le capacità sia dal punto di vista digitale che tecnico e favorire gli investimenti per i singoli ospedali; interessante è anche la misura prevista che promuove la ricerca accelerata di vaccini contro il Covid-19. L’ultimo punto del piano, dedicato al <strong>rinnovamento            della pubblica amministrazione</strong>, è incentrato sull’incentivare la digitalizzazione del settore pubblico quanto più possibile e la creazione </p>



<p>di un nuovo sistema di identità digitale, sempre nell’ottica di favorire una maggiore efficienza. All’interno delle riforme sulla pubblica amministrazione è anche previsto un nuovo intervento sul tema degli investimenti a livello locale, ad oggi un processo particolarmente macchinoso in Germania, che si desidera snellire e incentivare il più possibile.</p>



<p>In conclusione, il piano tedesco si&nbsp; caratterizza per un forte interesse ai nuovi sviluppi negli ambiti del green e del digitale. Un punto di forza è certamente la precisione con la quale vengono descritti determinati progetti che coinvolgono entrambe queste macroaree e che potrebbero essere da esempio per programmi analoghi nel nostro Paese, come ad esempio quelli riguardanti il sistema ferroviario nazionale. Il piano tedesco si presenta legato a riforme strutturali già avviate o quantomeno formulate sulla base delle necessità territoriali. Per quanto questo possa essere oggetto di legittima critica (la Commissione ha più volte sottolineato la necessità del carattere innovativo degli investimenti) emerge una profonda conoscenza della situazione attuale della Germania e indica il doppio binario della digitalizzazione e della mobilità sostenibile come portante per la riorganizzazione della società post pandemia, senza dimenticare il rinnovamento delle strutture sanitarie per fronteggiare crisi future. È chiaro quindi come la conoscenza del territorio e delle sue mancanze strutturali siano le chiavi per la formulazione di un piano efficiente e per tracciare la strada del futuro del proprio Paese.</p>
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