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	<title>#salvini Archivi &#8211; MondoDem</title>
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		<title>Due parole sull&#8217;Ungheria, il nuovo sogno elettorale di Salvini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Feb 2018 06:55:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri a confronto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Di Matteo Moretti* Esiste, nel gioco degli scacchi, una strategia molto chiusa e compressa che è tipica di&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Di Matteo Moretti*</em></p>
<p>Esiste, nel gioco degli scacchi, una strategia molto chiusa e compressa che è tipica di chi fa giochi di posizione: la difesa ungherese. È un’apertura che fu inventata a Budapest, nel 1842, in una partita per corrispondenza contro un <em>club</em> di giocatori di Parigi.</p>
<p>Il 28 gennaio, intervistato su La7 in Faccia a Faccia da Giovanni Minoli, il Segretario della Lega ha dichiarato: “Se devo scegliere all&#8217;interno del Partito popolare europeo, scelgo il modello austriaco o il modello ungherese”. A Minoli, Salvini ha spiegato che, secondo lui, il Primo Ministro ungherese Orbán “difende i confini, difende le banche, difende la moneta e blocca l&#8217;immigrazione”. Secondo lui.</p>
<p>La situazione è un po’ diversa: tre anni fa, il governo del Fidesz (il partito di Orbán) giocò la carta della crisi dei migranti per far fronte ad un calo di popolarità. Infatti, nel marzo 2013, il Parlamento ungherese aveva approvato delle modifiche alla Costituzione che limitavano le libertà del potere giudiziario e l’autonomia delle università. La Commissione Europea e il Consiglio d’Europa condannarono gli emendamenti in una nota congiunta e, nel maggio dello stesso anno, il Parlamento Europeo chiese l’applicazione dell’Articolo 7 del Trattato di Lisbona – che dispone la soppressione del diritto di voto imposta al paese che violi norme e valori fondamentali dell’Unione Europea. Una cosa pesante, insomma.</p>
<p>Inoltre, lo slogan leghista del “modello ungherese che difende le banche e la moneta” lascia il tempo che trova, visto che è stato anche grazie alle politica monetaria espansiva della Banca Centrale Europea che l’Italia ha potuto beneficiare di una crescita del GDP pari a 1.5%. Uno <a href="https://bbj.hu/economy/hungarys-economy-heavily-depends-on-eu-funds-study-finds_130880)">studio</a> condotto sull’economia ungherese tra il 2006 e il 2015 ha poi evidenziato che, nonostante i fondi europei, la competitività in Ungheria si è ridotta.</p>
<p>Infine, Orbán ha ricevuto accuse su tutti i fronti in ambito di politica migratoria. <a href="https://www.amnesty.org/en/latest/news/2017/10/human-rights-and-the-new-patriotism-in-hungary/">Amnesty International</a> ha denunciato un numero crescente di violazioni dei diritti umani perpetrate contro i migranti dalla polizia magiara. L’Unione Europea disapprova l’orientamento politico dell’Ungheria e degli altri tre paesi del gruppo di Visegrád.</p>
<p>Dunque il modello ungherese, che ha incassato il sostegno del cancelliere austriaco Kurz, leader del Partito Popolare Austriaco (ÖVP), rappresenta un insieme di politiche nazionaliste, che dovrebbero essere estranee a questo periodo storico e che son senza dubbio pericolose per la credibilità internazionale di chi le adotta.</p>
<p>Nel 1842, il circolo scacchistico di Budapest vinse la partita contro il circolo di Parigi. Ma l’Impero Austro-Ungarico non esiste più. E Matteo Salvini, fingendosi uno scacchista esperto, rischia di trascinare l’Italia nel fuoco incrociato degli altri Stati membri dell’Unione Europea. La difesa ungherese, in una penisola dell’Europa del Sud, non reggerà.</p>
<p><em>*Matteo Moretti è laureando in Scienze Politiche &#8211; Studi Internazionali presso l&#8217;Università degli Studi di Siena. Attualmente è Trainee presso lo IAI &#8211; Istituto Affari Internazionali di Roma, con focus sull&#8217;area Europa</em></p>
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		<title>Caro Salvini, con Putin Presidente non saremmo un Paese migliore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Dec 2017 10:33:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri a confronto]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Russia e Asia centrale]]></category>
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		<category><![CDATA[Democrazia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Di Carolina De Stefano &#8220;Ritengo che Putin sia uno dei migliori uomini di governo al mondo ma lo&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Di Carolina De Stefano</em></p>
<p><em>&#8220;Ritengo che Putin sia uno dei migliori uomini di governo al mondo ma lo dico perché lo credo e lo dicono i fatti, non perché me lo suggerisce qualcuno, il fantasma o Facebook. Se avessimo un Putin in Italia staremmo ancora meglio, e questo lo dico perché ne sono convinto e non perché qualcuno mi paga per dirlo. Adesso, che ci siano gli hacker russi che fanno il lavaggio del cervello dalla notte al mattino a inglesi, italiani, tedeschi e americani è una barzelletta che non fa neanche ridere –</em></p>
<p><em>Matteo Salvini, Segretario federale della Lega Nord, 28 novembre 2017</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Quando Salvini dichiara, come ha fatto il mese scorso, che ‘<em>se avessimo un Putin in Italia staremmo ancora meglio</em>’, non è chiaro se si rende conto che se il presidente russo governasse in Italia la Lega Nord non esisterebbe, e che lui non potrebbe fare politica.</p>
<p>Non esisterebbe un sistema partitico in generale, nessuna vera campagna elettorale.</p>
<p>Le critiche alle istituzioni, alle autorità, al governo nazionale – figuriamoci i suoi insulti – in Russia sono a malapena presenti nelle discussioni private, perché è consapevolezza comune che nessuna opposizione, nel momento in cui rischia di diventare una forza politica credibile, è permessa.</p>
<p>Salvini mostra di non sapere quello che succede in Russia oggi e, quel che è peggio, quanto non gli interessi il nostro paese.</p>
<p>Uno, come si fa dire che l’Italia starebbe meglio in assenza di un sistema democratico e pluralistico?</p>
<p>Due, comparare la storia della Russia con quella dell’Italia e, di conseguenza, equipararne le esigenze, non ha alcun senso. Sono due paesi diversi, con storie completamente diverse. Se con il parallelo a casaccio Salvini intendeva semplicemente dire che per governare l’Italia serve un leader autoritario, allora è necessario che la Lega indichi esplicitamente nel programma di partito qual è la visione che ha del futuro del paese, e cosa un ‘Putin’ significherebbe nel concreto.</p>
<p>Tre, soprattutto, Salvini non è capace di vedere che la maggior parte delle azioni sulla quale è basata l’immagine putiniana ‘<em>dell’uomo forte’</em> che lui tanto ammira sono innanzitutto manifestazioni di un senso di accerchiamento e di insicurezza permanenti. Dalle proteste popolari del 2012 in poi (molto più che durante le due presidenze di Putin precedenti), c’è stata un decisa stretta del regime e l’establishment russo guarda ai sistemi democratici e l’Europa come una minaccia, presentandola come tale alla sua popolazione. Questo avviene non perché il Cremlino – come sembra credere Salvini – propone un modello politico vincente, alternativo, alle democrazie occidentali europee, ma, al contrario, perché è incapace di offrire ai propri cittadini sviluppo e prospettive comparabili, e ne teme l’attrattività.</p>
<p>Detto questo, le dichiarazioni di Salvini ci ricordano che dare eccessivo peso, con toni apocalittici, al ruolo potenziale delle interferenze russe e delle fake news nella campagna elettorale italiana fa il gioco di Lega Nord e Cinque Stelle e non farà vincere le elezioni. Anzi. L’attrattività della figura di Putin in Italia risale quantomeno a Berlusconi e non è intrinsecamente legata all’’ondata’ populista. È generalizzata e ha radici sociali più profonde.</p>
<p>È insensato e irrazionale pensare che un finanziamento, o un invito a cena a Mosca – e in questo, dispiace dirlo, Salvini ha ragione &#8211; siano l’origine del sostegno di centinaia di politici italiani alle iniziative russe, soprattutto in politica estera. Come <a href="http://www.ilfoglio.it/politica/2017/11/29/news/il-rischio-che-le-fake-news-diventino-il-nuovo-uomo-nero-della-sinistra-166050/">scrive</a> il Foglio di ieri, le fake news – e, aggiungo, la tesi aprioristica e ossessiva della collusione russa e dei suoi effetti &#8211; rischiano di diventare l’equivalente, fallimentare, della tesi della sinistra negli anni ’90 di un ‘paese sottilmente avvelenato da’, e ‘elettoralmente schiavo’, delle tv berlusconiane.</p>
<p>Come ormai <a href="https://www.bloomberg.com/view/articles/2017-11-02/facebook-ads-reveal-the-real-russian-game">è provato,</a> lo scopo delle interferenze russe, che ci sono state negli altri paesi e che è possibile ci saranno anche nel nostro, non è far vincere quello o quell’altro candidato (anhe perché non ci riuscerebbero), ma creare divisioni interne nelle società democratiche. Queste sono alimentate dalle tesi del complotto, che sono specialità dei populisti. Per vincere, il PD non deve rinunciare alla razionalità né nei confronti della Russia, né della Lega e dei Cinque Stelle.</p>
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