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	<title>Sure Archivi &#8211; MondoDem</title>
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	<description>Laboratorio di Politica Internazionale</description>
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	<title>Sure Archivi &#8211; MondoDem</title>
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		<title>SURE apre la strada all’Europa sociale e al Next Generation Eu</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Riccarda Lopetuso]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Jun 2021 09:50:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[ngeu]]></category>
		<category><![CDATA[Sure]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La settima tranche di aiuti del programma Sure a 12 Stati membri, 14,137 miliardi di cui 751 milioni&#8230;</p>
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<p class="has-drop-cap">La settima tranche di aiuti del programma Sure a 12 Stati membri, 14,137 miliardi di cui 751 milioni all’Italia, è arrivata nei giorni scorsi, proprio mentre nel nostro paese divampava la polemica legata alla fine del blocco dei licenziamenti e la proroga della Cassa Integrazione Covid.</p>



<p>Sure, questo sostegno economico europeo agli Stati membri per proteggere posti di lavoro attraverso i vari strumenti nazionali, si è rivelato un successo oltre ogni previsione, sia per l’aiuto alle finanze dei paesi membri che si sono trovati ad affrontare repentini aumenti di spesa pubblica, sia per l’interesse che i social bond Sure hanno suscitato sui mercati finanziari.</p>



<p>Questa ottima performance dei social bond Sure – la cui settima asta ha replicato i numeri delle 6 aste precedenti – fa ben sperare e funge da prova generale per l’appuntamento importantissimo che attende nelle prossime settimane la Commissione europea quando il Next Generation Eu diverrà realtà con l’emissione di bond sul mercato per finanziare il piano di ripresa da 750 miliardi del vecchio continente.</p>



<p>Sure, misura messa in campo dalla Commissione europea già ad aprile 2020 per contrastare gli effetti della pandemia sull’occupazione mobiliterà fino alla fine del programma 100 miliardi di euro attraverso prestiti agli Stati membri vincolati alle politiche occupazionali, nelle forme dei vari strumenti di sostegno al reddito nazionali e ai regimi di riduzione dell’orario lavorativo, per salvaguardare posti di lavoro.</p>



<p>Ad oggi il 90% dei fondi totali è già stato distribuito ai membri che ne hanno fatto richiesta. La Commissione stima che 30 milioni di lavoratori e 2,5 milioni di imprese abbiano beneficiato della misura, all’interno dei 19 paesi membri aderenti al programma.</p>



<p>Questi prestiti &nbsp;alleggerisono l’impatto sulle finanze pubbliche delle decisioni prese dai governi nazionali per adottare e prolungare misure inedite di sostegno e protezione del reddito dei lavoratori e posti di lavoro, come la Cassa integrazione Covid italiana o ERTE in Spagna.</p>



<p>Alla fine del programma, l’Italia avrà ottenuto 27,4 miliardi, quasi un terzo dell’intero ammontare del programma.</p>



<p>I soldi del programma Sure hanno reso meno pesante per le nostre finanze il prolungamento del blocco dei licenziamenti che dura da marzo 2020, che scadrà a fine giugno, con la possibilità concessa alle aziende che utilizzeranno la Cassa Integrazione ordinaria di non pagare le addizionali a condizione di non licenziare.</p>



<p>Imporre il divieto di licenziare e la Cassa integrazione in deroga si sono rivelate scelte obbligate e necessarie, imposte dalla situazione emergenziale e inedita in cui ci si trovava a marzo 2020. Già nell’immediatezza dell’adozione di queste misure, la fine del blocco dei licenziamenti appariva come uno tsunami in grado di travolgere il paese.</p>



<p>La fine del blocco dei licenziamenti continua a far discutere, assieme a una riforma attesa da anni che sembra l’unica soluzione in grado di contrastare il dramma dell’aumento dei disoccupati. Parliamo chiaramente della riforma degli Ammortizzatori sociali, annunciata più volte nel corso dell’ultimo anno e non più rinviabile. Per ridurre il più possibile gli effetti negativi sui lavoratori dall’aumento della disoccupazione gli strumenti di assistenza non possono bastare. E’ essenziale riformare la materia degli ammortizzatori sociali investendo sulla formazione dei lavoratori che hanno perso il posto del lavoro per aiutarli a ricollocarsi sul mercato, superando la storica tendenza italiana che mira a proteggere esclusivamente il reddito dei lavoratori e se possibile a conservare il loro posto di lavoro, senza accompagnare gli stessi nella loro riqualificazione e la ricerca di una nuova occupazione.</p>



<p>Come dichiarato dal Ministro del Lavoro Orlando negli scorsi giorni, entro luglio sarà presentata la riforma degli ammortizzatori sociali, provvedimento atteso da anni e che sarà vitale non solo per mettere ordine nella galassia degli strumenti di sostegno, ma anche per cambiare mentalità e paradigma all’Italia e accompagnare il paese alla fine del blocco dei licenziamenti e a ricollocare lavoratori e lavoratrici verso altre opportunità lavorative.</p>



<p>Quello della riqualificazione e ricollocamento attraverso la formazione è stato anche l’obiettivo espresso da Ursula Von der Leyen nella presentazione di Sure. misura temporanea e non strutturale, ma che ha aperto la strada a un Europa non solo solidale durante la pandemia, ma anche più vicina ai lavoratori e alle lavoratrici.</p>



<p>All’Europa sociale è stato dedicato il summit di Porto presieduto e fortemente voluto dal Premier portoghese Antonio Costa, alla guida del semestre di presidenza.</p>



<p>Un summit che ha provato a rilanciare il pilastro sociale di Goteborg del 2017, per &nbsp;spingere l’Ue e i suoi stati membri feriti verso una ripresa economica e occupazionale che metta al centro i bisogni delle persone e dei lavoratori, e che basi il suo futuro su parole quali Salario minimo, formazione, lavoro, tutela dei diritti sociali e lotta all’esclusione sociale.</p>



<p>E perché no, che riprenda in mano la proposta italiana, fatta propria anche dai progressisti europei&nbsp; del sussidio europeo di disoccupazione.</p>
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		<title>Da SURE una leva per il rilancio delle politiche occupazionali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Riccarda Lopetuso]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Dec 2020 15:06:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[COVID-19]]></category>
		<category><![CDATA[EU]]></category>
		<category><![CDATA[Sure]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I fondi di “Sure” (Support to Mitigate Unemployment Risk in a Emergency), lo strumento della Commissione Europea per&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>I fondi di “Sure” (<em>Support to Mitigate Unemployment Risk in a Emergency</em>), lo strumento della Commissione Europea per salvaguardare l&#8217;occupazione, serviranno a sostenere il welfare italiano in un momento in cui le nostre finanze hanno già subito pesanti aggravi di spesa pubblica.</p>



<p>Durante la prima ondata di Covid-19 della scorsa primavera l&#8217;Italia ha speso complessivamente 15 miliardi di euro per Cassa Integrazione in Deroga e altre forme di assistenza a circa 11 milioni di italiani. Il successivo prolungamento della Cassa Integrazione in deroga e il blocco dei licenziamenti fino al 31 marzo 2021 sono stati dettati&nbsp; dalle conseguenze che il nuovo&nbsp; lockdown avrà sulla nostra economia e sul nostro mercato del lavoro. Senza dubbio, l&#8217;aver potuto contare sui prestiti di Sure ha reso le scelte del Governo meno insostenibili per il nostro bilancio: &nbsp;i primi 16,5 miliardi (dei 27,4 totali previsti) di Sure hanno coperto i costi della Cassa Integrazione fino alla fine dell&#8217;anno, dopo l&#8217;ulteriore prolungamento fino a metà novembre della copertura per un totale di 18 settimane.</p>



<p>Sure, peraltro, si è dimostrato uno strumento molto apprezzato anche dai mercati e dagli investitori. La Commissione Europea per finanziare Sure ha scelto uno strumento obbligazionario denominato “Social bond”, lanciando sul mercato il 20 ottobre scorso obbligazioni per 17 miliardi di euro con&nbsp; scadenze a 10 e 20 anni e tornando con altre due emissioni, l&#8217;ultima di pochi giorni fa.</p>



<p>Il primo social bond dell&#8217;Unione Europea – per sostenere gli strumenti di sostegno al reddito nazionali – è stato richiesto in misura 13 volte superiore all&#8217;offerta. Un successo, da leggere in un ottica doppia. Da un lato, la buona performance del social bond porta una ventata di fiducia per i prossimi collocamenti di obbligazioni, dall&#8217;altro – come dichiarato dal Commissario Gentiloni “&#8221;L&#8217;emissione di bond per Sure è stata più di un&#8217;operazione di mercato di successo: è stato un enorme voto di fiducia nel piano di ripresa dell&#8217;Unione europea e nel nostro futuro economico comune&#8221;.</p>



<p>Sure – strumento temporaneo &#8211; ammonta complessivamente a 87,9 miliardi e prevede prestiti agli Stati membri per tutelare i posti di lavoro e proteggere l&#8217;occupazione nelle varie forme di strumenti di sostegno al reddito nazionali.</p>



<p>Anche se si tratta di una misura emergenziale, le prospettive per rendere Sure strutturale e tracciare un cammino verso un&#8217;Europa del lavoro sono concrete.</p>



<p>Già nel 2016 fu l&#8217;allora Ministro dell&#8217;Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan ad avanzare l&#8217;idea di un sostegno comune europeo contro la disoccupazione e lo stesso obiettivo era parte del programma del Partito Democratico alle elezioni europee del 2019.</p>



<p>Si tratta di un punto programmatico entrato successivamente anche nel programma di presidenza di Ursula von Der leyen, trovando una sponda nel gruppo dei Socialisti e Democratici.</p>



<p>Sure quindi può essere considerato <strong>un primo passo – su spinta politica dai progressisti – per giungere a un Europa più solidale</strong> anche in questioni che toccano nervi scoperti e delicati per la coesione sociale degli Stati membri: la tutela dell&#8217;occupazione e i regimi di sostegno al reddito.</p>



<p>In Italia il governo sta lavorando ad una riforma del sistema degli Ammortizzatori Sociali che – si auspica –metta ordine nei molteplici strumenti di sostegno al reddito, cambiando radicalmente i pilastri su cui si basano gli strumenti di protezione dei lavoratori e le politiche attive: non solo sostegno economico, ma aiuto concreto per riqualificare i lavoratori e aiutarli, attraverso la formazione e l&#8217;acquisizione di nuove competenze, a trovare nuove opportunità lavorative.</p>



<p>La riforma – che dovrebbe portare alla nascita di uno strumento di sostegno universale &#8211;&nbsp; include anche una novità interessante e attesa da decenni: uno strumento di protezione anche per i lavoratori autonomi, professionisti e occasionali iscritti alla Gestione separata e alle Casse di previdenza private. Un passo necessario, per tutelare lavoratori – le Partite IVA- a cui non sono riconosciuti interventi di welfare pubblico.</p>



<p>Il futuro del mercato del lavoro nel nostro paese, pur nella drammaticità dei numeri e delle prospettive che ci attendono, deve essere pronto a scelte coraggiose e a politiche occupazionali che vadano nella direzione segnata dal Next Generation Eu e dal nostro Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.</p>



<p>Molti lavori non torneranno più, o almeno non torneranno in tempi brevi e non nelle forme a cui siamo stati abituati prima che la pandemia cambiasse la nostra quotidianità e la nostra vita.</p>



<p>Bisogna continuare a garantire il sostegno al reddito del lavoratori ma anche preparasi all&#8217;emergenza sociale che inevitabilmente ci troveremo ad affrontare in primavera.</p>



<p>Se nel breve termine si perderanno, almeno temporaneamente, migliaia di posti di lavoro nei settori del turismo, della ristorazione e dello spettacolo, buone prospettive occupazionali si potranno cercare nei settori individuati come strategici per la ripresa del nostro paese come la trasformazione verde, la transizione digitale e le opere infrastrutturali.</p>



<p>In questi campi, se le amministrazioni e gli enti locali riusciranno&nbsp; a mettere in campo rapidamente progetti in linea con gli obbiettivi europei, avvalendosi di strutture con governance snelle, una ripresa occupazionale è possibile, ma è essenziale partire il prima possibile nel formare le professionalità che saranno necessarie,&nbsp; anche sfruttando questi mesi di inattività forzata di molti lavoratori.</p>
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		<title>L&#8217;opportunità irripetibile di SURE</title>
		<link>https://www.mondodem.it/2078/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Riccarda Lopetuso]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2020 12:10:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Covid-19]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Sure]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gli acronimi, croce e delizia dell&#8217;Unione Europa. L’ultimo arrivato è SURE, per “Support to mitigate Unemployment Risks in&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.mondodem.it/2078/">L&#8217;opportunità irripetibile di SURE</a> proviene da <a href="https://www.mondodem.it">MondoDem</a>.</p>
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<p class="has-drop-cap">Gli acronimi, croce e delizia dell&#8217;Unione Europa. L’ultimo arrivato è <a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/it/QANDA_20_572" target="_blank" rel="noreferrer noopener">SURE</a>, per “<em>Support to mitigate Unemployment Risks in an Emergency</em>”. Si tratta di uno strumento proposto dalla Commissione per attenuare gli effetti della pandemia da<a href="https://www.mondodem.it/osservatori/covid-19/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> Covid-19</a> sul mercato del lavoro e sui redditi dei lavoratori dipendenti, autonomi, pescatori e agricoltori. Finanzierà, a livello europeo, gli strumenti di sostegno al reddito e&nbsp; di riduzione dell&#8217;orario di lavoro che gli Stati membri più esposti alla pandemia hanno già predisposto nelle scorse settimane, con pesanti aggravi di spesa pubblica. Ursula Von Der Leyen ha parlato di una dotazione finanziaria di “100 miliardi per mantenere le persone nei loro posti di lavoro e sostenere le imprese”.</p>



<p>Nel dettaglio, lo strumento – temporaneo &#8211; dovrebbe funzionare come una cassa integrazione europea, la prima della storia, supportando le imprese e tutelando i posti di lavoro a rischio.I lavoratori si vedrebbero ridotto l&#8217;orario di lavoro, senza perdere la parte di retribuzione delle ore non lavorate. In queste ore libere, i lavoratori potrebbero frequentare corsi di formazione.</p>



<p>Il meccanismo SURE si baserà su garanzie nazionali per un valore fino a 25 miliardi, che consentiranno alla Commissione di emettere Bond tripla A, girati successivamente tramite prestiti agli Stati membri. In sostanza, la concretizzazione dei tanti demonizzati Eurobond.</p>



<p>I fondi SURE dovrebbero essere disponibili in tempi relativamente brevi, luglio o più tardi settembre. Nei piani della Commissione, lo strumento dovrebbe essere un antidoto alla disoccupazione e alla tempesta d&#8217;autunno che potrebbe dilaniare il mercato del lavoro nei paesi più colpiti dal virus, su tutti l&#8217;Italia. Un&#8217;ipotesi al vaglio del Governo italiano è quella di utilizzare i fondi SURE per rifinanziare la Cassa Integrazione in Deroga e bloccare fino alla fine dell&#8217;anno i licenziamenti. Una possibilità concreta e ragionevole, che potrebbe aiutare il nostro paese ad affrontare la crisi sociale e occupazionale che, inevitabilmente, attende il sistema Italia alla fine dell&#8217;Estate.</p>



<p>Di un Sussidio Europeo di Disoccupazione si parlava da tempo. Nel 2016 fu il Governo italiano, con il Ministro dell&#8217;Economia Padoan, a proporre l&#8217;istituzione di un fondo comune europeo per creare un sussidio di disoccupazione da elargire ai lavoratori che restano senza occupazione dopo shock economici che colpiscono i loro paesi. Ora che la Cassa integrazione europea sembra diventare realtà (anche se si tratta di uno strumento temporaneo e non strutturale), è auspicabile non sprecare l&#8217;occasione e intervenire sul sistema di protezione sociale dei lavoratori e il loro reinserimento nel mercato del lavoro, primariamente in Italia dove questi meccanismi sovente non sono sufficientemente efficaci né efficienti.</p>



<p>Se non ora quando, verrebbe da dire. Storicamente, l&#8217;Italia ha sempre perseguito la protezione del reddito dei lavoratori e la salvaguardia dell&#8217;occupazione, piuttosto che il suo ricollocamento nel mondo del lavoro. I principali ammortizzatori sociali quali l&#8217;indennità di disoccupazione NASpL e la Cassa Integrazione Guadagni (che sia Ordinaria &#8211; CIGO &#8211; o straordinaria &#8211; CIGS) rispondono a questa logica.</p>



<p>L&#8217;approccio comunitario alle politiche attive del lavoro è differente. L&#8217;Unione, in materia, si è innanzitutto dotata di uno strumento di coordinamento delle sue diverse politiche occupazionali, la Strategia Europa 2020.</p>



<p>Gli scopi principali di questa strategia sono la creazione di opportunità occupazionali per giovani e donne e il reinserimento lavorativo nel mercato del lavoro dei disoccupati. Questi obiettivi sono perseguiti principalmente attraverso i vari strumenti che costituiscono il Fondo Sociale Europeo. La misura più nota è la <em>Youth Guarantee</em>, programma rivolto ai giovani fino a 30 anni per consentire ragazzi che non studiano né lavorano (i cosiddetti <em>Neet</em>) di frequentare un corso di formazione o vivere esperienze lavorative con tirocini retribuiti. Fino ad ora, quindi, l&#8217;obiettivo dell&#8217;Unione Europea è stato sostenere l&#8217;occupazione e creare nuovi posti di lavoro e opportunità per i propri cittadini. SURE, pur se in misura temporanea, va invece nella direzione della salvaguardia di posti di lavoro e nel mantenimento degli attuali livelli occupazionali. Dal punto di vista delle politiche occupazionali, l’approccio europeo alla pandemia è quindi più vicino alla tradizionale risposta italiana.</p>



<p>Nell&#8217;era post Covid-19, un ruolo fondamentale per rilanciare l&#8217;occupazione e salvare i posti di lavoro a rischio sarà svolto dalla formazione professionale.</p>



<p>Il Governo italiano ha istituito – con il Decreto rilancio ( art. 88 Decreto-Legge 19 maggio 2020 n. 34)&nbsp; un Fondo Nuove Competenze, per permettere alle aziende di rimodulare l&#8217;orario di lavoro e consentire ai lavoratori di frequentare corsi di formazione. E’ un provvedimento opportuno, ma non basta.</p>



<p>Occorrono provvedimenti capaci di guardare anche a chi, fino ad ora, è rimasto ai margini del mercato del lavoro e per cui la pandemia ha peggiorato le prospettive di un inserimento lavorativo.</p>



<p>Larghe fette della popolazione italiana (giovani sopra i 30 anni, donne, principalmente al Sud) non trovano sbocchi lavorativi. Le regioni (che hanno competenza esclusiva in materia di Formazione professionale) prevedono corsi gratuiti&nbsp; di formazione, anzi in alcuni casi con una diaria per i corsisti. L’offerta di corsi di formazione risulta elevata. Tuttavia, la qualità risente di fondi insufficienti e materie di corsi inadatti alle richieste del mercato e alle peculiarità dei territori.</p>



<p>Nell&#8217;immaginare il mondo dopo la pandemia, si parla principalmente di ambiente e turismo, un nuovo turismo.</p>



<p>Allora perché non partire da questi settori e formare – anche con i fondi SURE &#8211; nuove professionalità, guardando magari all&#8217;economia circolare, al turismo sostenibile e al recupero dei borghi appenninici italiani? </p>



<p>Al di là dei ragionamenti sulle politiche attive e su un&#8217;auspicabile riforma dei sistemi di sostegno al reddito, non si può non riconoscere &#8211; dal punto di vista politico &#8211; il grosso passo in avanti che l&#8217;Integrazione europea compie, su spinta dei progressisti.<br>L&#8217;indennità di disoccupazione europea era nel programma del PD alle elezioni europee dello scorso anno ed è diventato &#8211; successivamente- un punto programmatico del gruppo dei Socialisti e Democratici tanto che Ursula Von Der Leyen ha esplicitamente fatto riferimento all&#8217;indennità europea di disoccupazione nel suo programma.<br>Oggi, in risposta alla crisi, grazie all&#8217;impegno del Commissario agli Affari economici Paolo Gentiloni, l&#8217;idea dell&#8217;indennità di disoccupazione europea diventa realtà e, seppur strumento temporaneo, si spera possa diventare strutturale.<br>Oltre a SURE la Commissione ha proposto il pacchetto NextGenerationEU da 750 miliardi, di cui l&#8217;Italia sarà il primo beneficiario e che includerà anche un programma di investimenti senza precedenti denominato InvestEU.</p>



<p></p>



<p></p>
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