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	<title>Carolina de Stefano, Autore presso MondoDem</title>
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	<description>Laboratorio di Politica Internazionale</description>
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	<title>Carolina de Stefano, Autore presso MondoDem</title>
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		<title>La risposta russa al Coronavirus: burocrazia, mancanza di trasparenza e l&#8217;incognita del voto referendario</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carolina de Stefano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Mar 2020 15:19:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Covid-19]]></category>
		<category><![CDATA[Coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[COVID-19]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Al 20 marzo i numeri ufficiali in Russia parlano di un totale di 253 contagiati nel paese (149&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.mondodem.it/1884/">La risposta russa al Coronavirus: burocrazia, mancanza di trasparenza e l&#8217;incognita del voto referendario</a> proviene da <a href="https://www.mondodem.it">MondoDem</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-drop-cap">Al 20 marzo i numeri ufficiali in Russia parlano di un totale di <strong>253 contagiati</strong> nel paese (149 a Mosca) e una vittima del Coronavirus, una donna di 73 anni. Sebbene sia stata registrata una crescita esponenziale negli ultimi giorni (domenica scorsa i casi erano 63), restano dubbi sulla veridicità dei dati, che sembrano davvero <strong>troppo bassi</strong>, soprattutto per una città di 12 milioni di abitanti come Mosca, a quasi due mesi dal primo caso nel Paese, e senza che la città sia stata messa in quarantena.</p>



<p>La Russia era stata tra i primi paesi a chiudere le frontiere con la Cina e a imporre un periodo di due settimane di quarantena a tutti coloro che rientravano dall&#8217;Italia (e dall&#8217;Iran, la Corea del Sud, la Francia, etc., in base all&#8217;evoluzione dei contagi nel mondo). Anche immaginando che queste misure siano riuscite inizialmente a limitare il contagio &#8211; e nonostante l&#8217;impossibilità di conoscere il numero esatto di casi nazionali di coronavirus &#8211;&nbsp; <strong>non ci sono dubbi che ci siano state alcune carenze</strong>, ad oggi, nella gestione della crisi. </p>



<h5 id="wp-block-themeisle-blocks-advanced-heading-e3c20942" class="wp-block-themeisle-blocks-advanced-heading wp-block-themeisle-blocks-advanced-heading-e3c20942"><span id="le-carenze-nella-gestione-della-crisi">Le carenze nella gestione della crisi</span></h5>



<p>La prima, fondamentale, riguarda <strong>l&#8217;utilizzo dei tamponi</strong> per riscontrare la positività al virus. In un <a href="https://www.themoscowtimes.com/2020/03/18/russia-says-it-has-very-few-coronavirus-cases-the-numbers-dont-tell-the-full-story-a69661">articolo</a> di mercoledì scorso, due giornalisti del Moscow Times hanno ricostruito l&#8217;arzigogolato sistema burocratico che fa sì che ad oggi<strong> un solo laboratorio</strong> fuori Novosibirsk in Siberia, la Vektor, possa determinare il risultato dei tamponi fatti in tutto il paese. Oltre a ciò, l&#8217;articolo sottolinea che la sola tipologia di tamponi utilizzata al momento è relativamente poco <em>sensibile</em>, il che porta a non riscontrare la positività al virus di molti casi lievi e, quindi, a sottovalutare con ogni probabilità il numero dei contagiati.</p>



<p>Nell&#8217;ultimo mese il governo ha anche fatto passare l&#8217;idea (in linea con la visione del mondo putiniana) che il virus fosse un nemico venuto dall&#8217;esterno, portato dallo straniero, e mai un problema interno, nazionale. A inizio marzo il presidente Vladimir Putin <a href="https://www.interfax.ru/russia/697730">ha sostenuto</a> che la Russia era <strong>vittima di fake news</strong> provenienti dall&#8217;estero che miravano a creare il panico tra la popolazione, e chiesto di conseguenza che i cittadini russi venissero &#8216;bene informati&#8217; sulla situazione. Senza troppi complimenti, tra febbraio e marzo almeno duecento stranieri che avevano violato le rigide regole della quarantena (il cui rispetto è garantito, tra l&#8217;altro, da un sistema di riconoscimento facciale dei passanti) sono state deportate nei loro paesi di appartenenza. </p>



<h5 id="wp-block-themeisle-blocks-advanced-heading-a02f754d" class="wp-block-themeisle-blocks-advanced-heading wp-block-themeisle-blocks-advanced-heading-a02f754d"><span id="lincognita-referendum-costituzionale">L&#8217;incognita referendum costituzionale</span></h5>



<p>Quello che è ancora più difficile da stabilire, ma importante da considerare, è il collegamento tra i numeri ufficiali, le misure governative progressivamente prese contro il Coronavirus, e il <strong>referendum costituzionale</strong> previsto per il 22 aprile prossimo. Nel mezzo della crisi globale delle ultime settimane, in Russia c&#8217;è stato un colpo di scena. Il 9 marzo, alla Duma, il contenuto della riforma costituzionale presentato da Putin stesso a gennaio &#8211; che prevedeva un rafforzamento del parlamento e escludeva la possibilità che venisse rieletto presidente per una quinta volta nel 2024 &#8211; è stato stravolto. Contrariamente all&#8217;annuncio iniziale, Putin potrà governare il paese fino al 2036 grazie a un <em><strong>&#8216;annullamento dei mandati precedenti&#8217;</strong></em>. I russi sono chiamati ad esprimersi sulle modifiche costituzionali in un referendum ad aprile, che Putin vuole diventi un plebiscito personale, anche per rafforzare la sua presidenza attuale. In linea con altri paesi, in Russia è stato stabilito che almeno fino ad aprile, per ragioni di sanità pubblica, ogni manifestazione con più di 50 persone non sarà permessa. Il Coronavirus in questo caso è venuto in aiuto del Cremlino, che non deve sforzarsi di trovare scuse per impedire una mobilitazione contro la riforma, programmata fin dal giorno successivo all&#8217;annuncio. </p>



<p>Allo stesso tempo, però, pone il governo di fronte a dei <strong>seri dilemmi e incertezze</strong> sulle conseguenze che il virus e una sua mala gestione potrebbero avere sul sostegno popolare e la partecipazione al voto referendario. Da un lato si sta tentando di ridurre al minimo il panico, dando l&#8217;impressione che tutto sia sotto controllo, a partire dai numeri. Dall&#8217;altro, però, se mai la situazione (oltre al crollo del prezzo del petrolio attuale e la crisi economica da attendersi) dovesse da un giorno all&#8217;altro sfuggire di mano e la mancanza di trasparenza governativa si scontrasse con l&#8217;evidenza di ospedali al collasso, l&#8217;effetto in termini di fiducia e di supporto alla riforma potrebbe essere esattamente l&#8217;opposto di quello sperato.</p>
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		<title>La Russia nel dibattito italiano: alla ricerca di una lucidità perduta</title>
		<link>https://www.mondodem.it/1196/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Carolina de Stefano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Sep 2018 19:15:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[L'Italia nel mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Russia e Asia centrale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Di Carolina De Stefano* Il primo dossier monografico di Mondodem è dedicato a uno dei temi di politica&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.mondodem.it/1196/">La Russia nel dibattito italiano: alla ricerca di una lucidità perduta</a> proviene da <a href="https://www.mondodem.it">MondoDem</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Di Carolina De Stefano*</em></p>
<p>Il primo dossier monografico di Mondodem è dedicato a uno dei temi di politica estera più discussi negli ultimi mesi in Italia: la Russia.</p>
<p>Un approfondimento del paese e delle sue iniziative è urgente non solo per capire e rispondere in maniera adeguata a quello che la Russia <em>fa</em>, ma anche per difendersi da quello che la Russia &#8211; Putin in particolare &#8211; <em>rappresenta</em> per le democrazie occidentali.</p>
<p>Ci sono in effetti <strong>due questioni da affrontare</strong>, in parte legate tra loro.</p>
<p><strong>La prima è che, a quattro anni dall&#8217;annessione della Crimea, le speranze che le relazioni tra Europa e Russia migliorino si sono ridotte e la risposta occidentale appare insufficiente.</strong></p>
<p>Le sanzioni devono essere sostenute perché incarnano la denuncia unanime dell&#8217;UE della violazione dei confini del continente, ma per quanto riguarda l&#8217;obiettivo di far tornare Putin sui suoi passi i risultati, purtroppo, non sono arrivati.</p>
<p><strong>Lo stesso vale per il conflitto nella regione del Donbass tra forze governative ucraine e gruppi separatisti filorussi sostenuti da Mosca. I negoziati conosciuti come processo di Minsk sono in una fase di stallo, e anzi stanno cristallizzando &#8211; </strong>attraverso condizioni che le parti il più delle volte non sono interessate a rispettare <strong>&#8211; uno status quo che va innanzitutto nella direzione voluta dal Cremlino.</strong></p>
<p>In questo contesto servono nuove idee e soluzioni su come provare a ricostruire, o quantomeno rendere sostenibili, le relazioni con Mosca nei prossimi anni.</p>
<p>Non è facile, e questo a causa di <strong>due ostacoli principali.</strong></p>
<p><strong>Il primo ostacolo è rappresentato dall&#8217;evoluzione interna politica russa</strong> e, ancora di più, dalle azioni recenti in politica estera del Cremlino, tra tutte l&#8217;annessione della Crimea e il tentativo di interferenze nei processi elettorali di altri paesi mirati a indebolire il progetto europeo e le democrazie occidentali.</p>
<p>Per quanto sia difficile stabilire la reale portata e l&#8217;impatto effettivo delle interferenze russe sulle preferenze degli elettori italiani ed europei, le prove che simili tentativi esistono rendono la Russia un partner difficile &#8211; se non ostile &#8211; e riducono i margini per una relazione costruttiva.</p>
<p><strong>Il secondo ostacolo è più indirettamente legato alla Russia, ed è la maniera in cui le politiche e iniziative di Mosca sono recepite, discusse, permesse e a volte addirittura celebrate dai partiti italiani attualmente al governo, Lega e Cinque Stelle.</strong></p>
<p>Il problema non è che la popolazione italiana mostri nel complesso un atteggiamento più positivo nei confronti della Russia che non altri paesi, tra tutti Polonia e le repubbliche baltiche. Ci sono, di fondo, ragioni storiche, politiche ed economiche che differenziano molto le posizioni dei membri dell&#8217;UE nei confronti di Mosca e che non devono essere denigrate né ignorate.</p>
<p><strong>Il punto, però, è che nel dibattito pubblico italiano (ed europeo) la Russia ha perso ogni fisicità, spazialità, concretezza, per divenire un simbolo di qualcos&#8217;altro, un nome da sbandierare per sentirsi ulteriormente legittimati a proclamarsi contro l&#8217;Europa, contro le norme internazionali, contro gli impegni esteri presi dall&#8217;Italia.</strong> La Russia, e soprattutto Putin, sono così diventati l&#8217;incarnazione e il baluardo della post-verità, l&#8217;argomento controintuitivo o contrario all&#8217;evidenza sempre a portata di mano.</p>
<p>Non si tratta di un complotto ordito nelle stanze inaccessibili del Cremlino, ma di un problema culturale nazionale. Allo stesso tempo, Mosca sa di poter sfruttare, e sfrutta, la <strong>permeabilità della società alle fake news e un&#8217;insperata popolarità in Italia</strong> contribuendo consapevolmente a indebolirne il tessuto democratico.</p>
<p>Come cercare di superare questi due ostacoli &#8211; evoluzione politica interna ed estera russa e ammirazione strumentalizzata per la Russia nel dibattito nazionale &#8211; per l&#8217;elaborazione di una politica coerente nei confronti di Mosca?</p>
<p>Per rispondere serve partire da <strong>alcune considerazioni fondamentali</strong>.</p>
<p><strong>La prima è che l&#8217;Italia e l&#8217;Europa hanno un interesse a provare a tenere ancorata la Russia all&#8217;Europa</strong>, a non alienarne la popolazione, a cercare di evitare un&#8217;escalation con la seconda potenza nucleare mondiale, a cooperare in certi ambiti.</p>
<p><strong>La seconda è che difficilmente le posizioni del Cremlino cambieranno nei prossimi sei anni di presidenza Putin</strong>. Invece di basare una politica sull&#8217;attesa vana, e la speranza, di un regime change, serve quindi guardare alla Russia per quello che è oggi e cercare di agire &#8211; e difendersi &#8211; di conseguenza.</p>
<p><strong>La terza è che è necessario distinguere il più possibile il problema di rispondere a quello che la Russia fa dalla maniera in cui Putin e la Russia sono visti &#8211; </strong>il più delle volte senza argomenti basati sui fatti <strong>&#8211; in Italia.</strong></p>
<p>Considerato ciò, <strong>l&#8217;unica soluzione possibile è avere un approccio lucido che parta dalla conoscenza approfondita del paese, della sua lingua e cultura politica, e dalla valutazione di quando, e fino a dove, gli interessi russi coincidono con quelli italiani nei diversi scenari internazionali.</strong></p>
<p>Con tale obiettivo, il dossier si concentra in una prima parte sulla politica interna russa e in una seconda sulla politica estera.</p>
<p>Il dossier si apre con un articolo di panoramica di <strong>Anna Zafesova </strong>che, in contrasto con l&#8217;immagine dell&#8217;invincibilità del regime putiniano, ne mostra le fragilità economiche e politiche, e le possibili implicazioni. Segue <strong>Luca Lovisolo </strong>con un&#8217;analisi di casi recenti ed emblematici di una crescente repressione, e statalizzazione, della cultura in Russia. Con riguardo alla questione delle interferenze, <strong>Mauro Voerzio </strong>fa necessaria chiarezza su alcuni termini chiave del dibattito su fake news e propaganda russa. Gli articoli di <strong>Nona Mikhelidze</strong> e <strong>Cono Giardullo</strong> riflettono, con prospettive diverse, sulle relazioni, e i margini di cooperazione, nelle relazioni UE-Russia e in particolare nella gestione della crisi ucraina.</p>
<p><strong>Chiara Lovotti</strong>, infine, si concentra sulla politica russa in Medio Oriente e mostra perché alcuni degli interessi del Cremlino nella regione non coincidono con quelli del nostro paese.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>*<em>Scuola di Studi Superiori Sant&#8217;Anna</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><a href="https://www.mondodem.it/wp-content/uploads/2018/09/Zafesova.jpg"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-1216 size-thumb-232" src="https://www.mondodem.it/wp-content/uploads/2018/09/Zafesova-232x150.jpg" alt="" width="232" height="150" /></a><span style="color: #333333;"><a style="color: #333333;" href="https://www.mondodem.it/osservatori/italia-nel-mondo/russia-le-fragilita-politiche-ed-economiche/">Russia 2018-2024: il mito dell’invincibilità e un futuro incerto</a></span></strong></p>
<p><strong>Anna Zafesova, </strong>giornalista La Stampa</p>
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<p><a href="https://www.mondodem.it/wp-content/uploads/2018/09/Lovisolo.jpg"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-1214 size-thumb-232" src="https://www.mondodem.it/wp-content/uploads/2018/09/Lovisolo-232x150.jpg" alt="" width="232" height="150" /></a></p>
<p><span style="color: #333333;"><strong><a style="color: #333333;" href="https://www.mondodem.it/osservatori/italia-nel-mondo/russia-tra-repressione-e-statalizzazione-della-cultura/">La cultura nella Russia di Putin: tribunali e resistenza</a></strong></span></p>
<p><strong>Luca Lovisolo, </strong>ricercatore indipendente</p>
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<p><a href="https://www.mondodem.it/wp-content/uploads/2018/09/Voerzio.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-1219 size-thumb-232 alignleft" src="https://www.mondodem.it/wp-content/uploads/2018/09/Voerzio-232x150.jpg" alt="" width="232" height="150" /></a></p>
<p><span style="color: #000000;"><a style="color: #000000;" href="https://www.mondodem.it/osservatori/italia-nel-mondo/la-russia-di-putin-tra-fakenews-bufale-e-disinformazione/"><strong>Il <span style="color: #333333;">Cremlino tra bufale, propaganda e fake news</span></strong></a></span></p>
<p><strong>Mauro Voerzio, </strong>Italian Editor of Stopfake.org</p>
<p>&nbsp;</p>
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<p><a href="https://www.mondodem.it/wp-content/uploads/2018/09/Nona.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-1218 size-thumb-232" src="https://www.mondodem.it/wp-content/uploads/2018/09/Nona-232x150.jpg" alt="" width="232" height="150" /></a></p>
<p><span style="color: #333333;"><strong><a style="color: #333333;" href="https://www.mondodem.it/osservatori/italia-nel-mondo/lo-stallo-delle-relazioni-ue-russia-e-il-realismo-necessario/">Lo stallo delle relazioni UE-Russia e il realismo necessario</a> </strong></span></p>
<p><strong>Nona Mikhelidze, </strong>Istituto Affari Internazionali</p>
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<p><a href="https://www.mondodem.it/wp-content/uploads/2018/09/Cono.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-1213 size-thumb-232" src="https://www.mondodem.it/wp-content/uploads/2018/09/Cono-232x150.jpg" alt="" width="232" height="150" /></a></p>
<p><span style="color: #333333;"><strong><a style="color: #333333;" href="https://www.mondodem.it/osservatori/italia-nel-mondo/le-sanzioni-alla-russia-tra-mito-e-realta/">Ucraina: miti e limiti delle sanzioni alla Russia</a></strong></span></p>
<p><strong>Cono Giardullo, </strong>Istituto Affari Internazionali</p>
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<p><a href="https://www.mondodem.it/wp-content/uploads/2018/09/Lovotti.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-1215 size-thumb-232" src="https://www.mondodem.it/wp-content/uploads/2018/09/Lovotti-232x150.jpg" alt="" width="232" height="150" /></a></p>
<p><span style="color: #333333;"><strong><a style="color: #333333;" href="https://www.mondodem.it/osservatori/italia-nel-mondo/oltre-la-siria-la-proiezione-lunga-della-russia-in-medio-oriente/">La Russia in Medio oriente. Obiettivi raggiunti?</a></strong></span></p>
<p><strong>Chiara Lovotti. </strong>MondoDem</p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.mondodem.it/1196/">La Russia nel dibattito italiano: alla ricerca di una lucidità perduta</a> proviene da <a href="https://www.mondodem.it">MondoDem</a>.</p>
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