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	<title>Politica Estera Archivi &#8211; MondoDem</title>
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	<description>Laboratorio di Politica Internazionale</description>
	<lastBuildDate>Mon, 26 May 2025 14:15:21 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Politica Estera Archivi &#8211; MondoDem</title>
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		<title>Scuola di Formazione di Politica Estera Europea 2025</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 May 2025 13:53:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[FES Italy]]></category>
		<category><![CDATA[Politica Estera]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo due edizioni di successo, la&#160;Scuola di Formazione di Politica Estera Europea,&#160;promossa da MondoDem e dalla&#160;Friedrich-Ebert-Stiftung Italia,&#160;torna e&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Dopo due edizioni di successo, la&nbsp;<strong>Scuola di Formazione di Politica Estera Europea,</strong>&nbsp;promossa da <strong>MondoDem</strong> e dalla&nbsp;<strong>Friedrich-Ebert-Stiftung Italia,</strong>&nbsp;torna e si rinnova: da appuntamento unico diventa un&nbsp;<strong>percorso formativo annuale</strong>, rivolto a giovani under 35 dall’Italia, dalla Germania e dal resto d’Europa.</p>



<p>L’obiettivo resta lo stesso: contribuire alla costruzione di una&nbsp;<strong>nuova generazione progressista europea</strong>, consapevole e competente, capace di comprendere le trasformazioni globali e di incidere nel dibattito pubblico.</p>



<p>Il nuovo formato – con momenti online e in presenza distribuiti lungo l’anno – offre più tempo per approfondire i temi chiave della politica internazionale, confrontarsi con esperti e coetanei, e costruire una rete transnazionale solida e attiva.&nbsp;Il coinvolgimento dei partecipanti non si limiterà agli appuntamenti della School: chi verrà selezionato e lo desidererà, potrà entrare a far parte di&nbsp;<strong>una community di alumni</strong>, con eventi dedicati, opportunità di networking e momenti di formazione.</p>



<p><strong>l programma della Scuola di Formazione 2025 si articola in quattro tappe:</strong></p>



<ol class="wp-block-list">
<li><strong>Primo evento online (giugno/luglio)</strong><br>Un incontro introduttivo dedicato ai <strong>rapporti transatlantici</strong>, per analizzare insieme le dinamiche tra Europa e Stati Uniti in un contesto geopolitico in rapida trasformazione.<br></li>



<li><strong>Secondo evento online (settembre/ottobre)</strong><br>Un approfondimento sull’<strong>agenda europea</strong>, con uno sguardo ai principali dossier politici, economici e istituzionali dell’Unione.</li>



<li><strong>Drink &amp; Think – evento informale in presenza (ottobre, Roma)</strong><br>Un’occasione conviviale per incontrarsi di persona prima della Scuola di Formazione: un momento di dialogo libero, conoscenza reciproca e confronto informale tra partecipanti, organizzatori e ospiti.<br></li>



<li><strong>Scuola di Formazione in presenza (novembre, Roma)</strong><br>Due giornate intense di&nbsp;<strong>formazione, dibattito e networking</strong>, nella sede della FES Italia, con esperti, decisori politici e giovani da tutta Europa, per discutere di politica estera e integrazione europea in ottica progressista.</li>
</ol>



<p>Vi aspettiamo!</p>



<p><em>N.B.&nbsp;Le candidature da persone di ogni identità di genere e provenienza geografica sono fortemente incoraggiate, con particolare attenzione alla partecipazione femminile e a una rappresentanza equa delle diverse realtà sociali e territoriali del Paese.</em></p>



<p><br>Le candidature sono aperte fino al<strong> 16 giugno 2025.</strong><br><br>Per inviare la candidatura&nbsp;<a href="https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSfxXybuezT046UMcn8tn6aFRFXnP-HCeIR5zW92GBmmzu3r3A/viewform" target="_blank" rel="noreferrer noopener">clicca qu</a><a href="https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSfxXybuezT046UMcn8tn6aFRFXnP-HCeIR5zW92GBmmzu3r3A/viewform?usp=dialog" target="_blank" rel="noreferrer noopener">i</a>.</p>



<p></p>



<p></p>
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		<title>Winter School di Politica Estera e Europea 2023</title>
		<link>https://www.mondodem.it/3081/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Dec 2022 18:23:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Politica Estera]]></category>
		<category><![CDATA[Winter school]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 2022 è stato un anno di profonde trasformazioni per la politica estera europea e mondiale. Le conseguenze&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.mondodem.it/3081/">Winter School di Politica Estera e Europea 2023</a> proviene da <a href="https://www.mondodem.it">MondoDem</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il 2022 è stato un anno di profonde trasformazioni per la politica estera europea e mondiale. Le conseguenze della pandemia sono ancora visibili, sia dal punto di vista economico che sociale, e l’invasione russa dell’Ucraina ha radicalmente modificato i rapporti internazionali degli ultimi anni; il tutto in una cornice di instabilità economica e politica. Mondodem negli ultimi mesi ha prodotto analisi e iniziative su molti di questi temi, appoggiandosi alla sua solida rete di analisti e a partnership coltivate con associazioni e fondazioni, tra cui quella con la FES Italia.</p>



<p>Una delle missioni di Mondodem è quella di coinvolgere giovani analisti e studenti e incentivare la presenza di nuove voci nel panorama della politica estera ed internazionale. Dalla sua nascita infatti l’associazione ha sempre cercato di coinvolgere la nuova generazione di esperti, nell’ottica di favorire un dibattito sui temi internazionali e uno scambio inter-generazionale. Oggi questo aspetto è più importante che mai, ed è per questo che vogliamo organizzare un evento che rifletta questa necessità.</p>



<p>L’evento, dedicato ai giovani e alla politica estera, si svolgerà il <strong>24 e il 25 marzo 2023,</strong> nell’arco di <strong>due mezze giornate</strong> a Roma. Il suo scopo primario è quello di creare un network di giovani esperti e studenti che coniughino la loro professionalità con l’impegno politico nel settore della politica estera e internazionale. Fondamentale sarà la partecipazione di giovani provenienti dal mondo dell’associazionismo e dell’impegno civico. </p>



<p>La partecipazione alla Winter School<strong> é gratuita.</strong> Saranno disponibili anche <strong>borse di studio </strong> per chi voglia partecipare da fuori Roma. A chi vuole entrare in lizza per la borsa di studio sarà richiesto un policy brief di 800 parole su uno fra i temi proposti, che verrà valutato da una commissione congiunta Mondodem-FES Italia. I 5 policy brief ritenuti migliori dalla commissione verranno <strong>premiati con una borsa di studio</strong> per partecipare all’evento e con la pubblicazione sul sito di Mondodem in un’apposita sezione. </p>



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<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link wp-element-button" href="https://forms.gle/eS3B5ZvajfNf5xvF7">Iscrizioni chiuse</a></div>
</div>



<div class="wp-block-buttons is-content-justification-center is-layout-flex wp-container-core-buttons-is-layout-16018d1d wp-block-buttons-is-layout-flex">
<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link wp-element-button" href="https://www.mondodem.it/wp-content/uploads/2023/03/Programma-Winter-School-23-03-2023.docx.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Scarica qui il programma</a></div>
</div>



<h3 id="application-dal-1-dicembre-al-30-gennaio" class="wp-block-heading">Application (dal 1 dicembre al 30 gennaio)</h3>



<p>Per inoltrare la domanda di partecipazione è sufficiente compilare il <a href="https://forms.gle/eS3B5ZvajfNf5xvF7">Google form</a> apposito. Nel caso si voglia richiedere la borsa di studio sarà necessario includere un policy brief di 800 parole che analizzi la posizione e gli interessi dell’Italia in riferimento a uno dei seguenti temi:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>L’Unione Europea come attore globale di politica estera</li>



<li>Il cambiamento climatico nel difficile contesto della crisi energetica internazionale</li>



<li>L’Asia e il ruolo europeo nel confronto sino-americano</li>



<li>Prospettive sull’alleanza transatlantica</li>



<li>Un partenariato equo e solidale con il continente africano</li>



<li>La nuova architettura di sicurezza europea dopo l’invasione russa dell’Ucraina</li>
</ul>



<p><strong><u>Processo di selezione</u></strong></p>



<p>La partecipazione all’evento è subordinata alle valutazioni della commissione. Oltre alla partecipazione all’evento, la commissione selezionerà i policy brief ritenuti più interessanti e pubblicherà le migliori sul sito mondodem.it in una sezione apposita.</p>



<p><strong><u>Borse di studio</u></strong></p>



<p>Le 5 proposte più interessanti verranno premiate con una borsa di studio che coprirà i costi di vitto e alloggio durante l’evento.</p>



<p>Hai ancora domande? Scrivici all’indirizzo mail: associazione@mondodem.it</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p>*soggetto a variazioni</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Quattro idee per la politica estera italiana</title>
		<link>https://www.mondodem.it/1823/</link>
					<comments>https://www.mondodem.it/1823/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Pugliese]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Feb 2020 15:07:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[L'Italia nel mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica Estera]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.mondodem.it/?p=1823</guid>

					<description><![CDATA[<p>L’Italia è spesso considerata “ultima tra le grandi o prima delle escluse” sullo scacchiere internazionale, per definizione potenza&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.mondodem.it/1823/">Quattro idee per la politica estera italiana</a> proviene da <a href="https://www.mondodem.it">MondoDem</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-drop-cap"><em>L’Italia è spesso considerata “ultima tra le grandi o prima delle escluse” sullo scacchiere internazionale, per definizione potenza regionale con aspirazioni globali, ma sono in molti a denunciare l’assenza di una visione strategica<a href="#_ftn1">[1]</a>. La natura della Penisola e la sua vocazione marittima sono un vantaggio che si può convertire in vulnerabilità. Il ritardo infrastrutturale di Genova e Trieste rispetto ai porti del Nord Europa lo dimostra e le acque del Mare nostrum sono sempre più agitate.</em></p>



<h4 id="interesse-nazionale-non-e-una-parolaccia" class="wp-block-heading"><strong>Interesse nazionale non è una parolaccia</strong></h4>



<p>Da secoli, la strategia italiana è fondata
sull’esserci, pur non sapendo con quale fine, sperando in tal modo di contare. Dai
bersaglieri di Cavour in Crimea sino all’Afghanistan, siamo impegnati in
scenari senz’altro rilevanti, ma non sempre prioritari per l’interesse
nazionale, per anni considerato un termine controverso in politica. L’errore
più grave sarebbe regalare l’esclusiva su questo concetto a movimenti sovranisti
e rosso-bruni. </p>



<p>Identificare gli interessi prioritari di una comunità
è fondamentale per comprendere la strategia nazionale. Spesso decisioni
tattiche o di policy vengono fraintese per geopolitica, mentre pensare in modo
strategico significa ragionare pragmaticamente sugli obiettivi di lungo
periodo, non sul come raggiungerli. Occorre dunque chiarirsi le idee sulla
postura dell’Italia nei confronti delle iniziative euro-atlantiche e globali. </p>



<p>Nel dibattito sull’autonomia strategica europea,
Angela Merkel ha sostenuto che “i tempi in cui potevamo contare completamente
su altri sono finiti”<a href="#_ftn2">[2]</a>. Emmanuel Macron ha
invitato la Polonia, insieme alla Germania, al prossimo incontro sul progetto
di riforma europeo, ma l’Italia resta spettatrice<a href="#_ftn3">[3]</a>. L’Eliseo ha anche
proposto un “dialogo strategico, con i partner europei interessati, sul ruolo
della deterrenza nucleare francese”<a href="#_ftn4">[4]</a>, mossa che va di pari
passo con l’European Intervention Initiative (E2I) a guida francese. Non è
chiara la posizione italiana rispetto a queste proposte. </p>



<p>L’esperienza del governo Lega – M5S ha segnato una
pericolosa deriva verso il gruppo di Visegrád, venendo scalzati da Spagna e
Polonia nei rapporti con il “motore franco-tedesco”. È certamente
nell’interesse nazionale di una media potenza insistere sul multilateralismo,
ma anche prendere decisioni indipendenti come l’adesione alla <em>Belt and Road
Initiative</em><a href="#_ftn5">[5]</a>.
Roma deve tutelare le proprie risorse strategiche, fra cui Eni ed Enel,
diversificare i fornitori energetici e insistere per divenire l’hub gasiero
meridionale dell’Unione Europea. </p>



<p>È nell’interesse nazionale colmare le lacune della
ridotta capacità militare con praticamente due sole brigate pesanti operative, la
dipendenza logistica, la capacità di intervento rapido e operazioni anfibie, il
divario digitale e di innovazione tecnologica, ma anche una politica
demografica che affronti spopolamento e invecchiamento, che porteranno il Paese
a contare ancora meno in termini politici ed economici nel contesto europeo.</p>



<h4 id="valorizzare-fondazioni-di-partito-e-think-tank" class="wp-block-heading"><strong>Valorizzare fondazioni di partito e think tank </strong></h4>



<p>Quando c’è assenza di visione o di esperienza in chi guida
dicasteri chiave come Esteri e Difesa, si tende a delegare la pianificazione a
(eccellenti) burocrati diplomatici o militari. Decisioni e dossier spesso
fondamentali sono lasciati alla discrezionalità di singoli parlamentari o
consiglieri. Ma le strategie non sono indifferenti a sensibilità culturali e
politiche, che fanno la differenza nei risultati. </p>



<p>I partiti si devono dotare di strutture interne e
fondazioni di ricerca, come avviene in Germania e altrove, che garantiscano uno
studio approfondito dei temi di politica estera. Il PD ha annunciato l’idea di una
fondazione sul modello tedesco, ma per ora non sono operativi neppure
dipartimenti e forum tematici del partito<a href="#_ftn6">[6]</a>. Gli altri soggetti
politici non brillano per democrazia o dialettica interna. I risultati modesti
e disordinati sono evidenti. </p>



<p>L’Italia naviga a vista, complice anche l’instabilità
di esecutivi fragili, incapaci di assumersi responsabilità di lungo termine.
Sarebbe utile anche incrementare la collaborazione con i principali <em>think
tank</em> nazionali, considerati all’avanguardia nel panorama europeo ma forse
sottovalutati in patria. Non è un caso se le principali potenze, dominanti o in
ascesa, sono quelle capaci di elaborare una lungimirante visione geopolitica<a href="#_ftn7">[7]</a>. </p>



<h4 id="diplomazia-al-servizio-della-strategia" class="wp-block-heading"><strong>Diplomazia al servizio della strategia</strong></h4>



<p>Nell’elezione al Consiglio di Sicurezza ONU del 2016, la
spartizione del seggio con i Paesi Bassi ha dimostrato la difficoltà di imporsi
anche sul piano diplomatico<a href="#_ftn8">[8]</a>. Il norvegese Jens
Stoltenberg fu preferito a Franco Frattini alla guida dell’Alleanza Atlantica,
nonostante il notevole contributo operativo dell’Italia, e il britannico Stuart
Peach prevalse su Claudio Graziano nel Comitato militare. Anche sul nucleare
iraniano e le sanzioni, benché l’Italia fosse il principale partner commerciale
di Teheran, non siamo stati coinvolti nel P5+1 o dal Tesoro Usa. </p>



<p>La diplomazia è fra i tradizionali elementi del potere
nazionale: l’acronimo “DIME” elenca gli strumenti diplomatico, informativo,
militare ed economico. L’Italia fatica ad usarli a fondo e coordinarli. La
dottrina interforze parla del <em>Mediterraneo allargato</em> come area
strategica e il Libro Bianco della Difesa avvertiva del rischio di instabilità
dal Sahel. Eppure, per decenni l’Italia non ha avuto ambasciate in nessuno dei
paesi del Sahel salvo il Sudan. Nel 2018 è stata aperta solo quella in Niger, una
lacuna strategica grave. </p>



<p>Libia e Tunisia sono fondamentali, non solo per la
sicurezza energetica. La Tunisia deve diventare sempre più interlocutore
privilegiato, unico laboratorio di successo delle primavere arabe, per farne un
alleato stabile, consapevoli dell’importanza geopolitica di quel <em>choke point</em>
e memori dello “schiaffo di Tunisi” del 1881 che restituimmo alla Francia con
il “golpe medico” del 1987<a href="#_ftn9">[9]</a>. </p>



<p>La Strategia Energetica Nazionale del 2017 è un passo
avanti, ma l’Algeria ha dimezzato le forniture coi nuovi contratti del 2019<a href="#_ftn10">[10]</a>. In attesa del TAP e per
emanciparci parzialmente dalle forniture russe, occorre rilanciare il dialogo
con Algeri alla luce del nuovo corso politico, ma anche lì la nostra diplomazia
gioca ad armi ìmpari: un rapporto di dieci ad uno con il personale transalpino,
Parigi schiera l’equivalente di un ministero. </p>



<p>L’Italia deve anche farsi campionessa
dell’integrazione europea dell’Albania e degli altri paesi balcanici, bloccati
dal veto di Macron, e rilanciare il partenariato adriatico. Altri sintomi
dell’assenza strategica italiana: il <em>Berlin Process</em> sui Balcani e la
conferenza sulla Libia sono opera tedesca. Infine, nel Corno d’Africa, Roma
dovrebbe scommettere su una relazione speciale con l’Etiopia, gigante africano già
nelle mire cinesi e francesi, con una strategia di <em>soft power</em> più
intensa, per offrire educazione e programmi di scambio alla futura classe
dirigente etiope, e un trattato bilaterale ampio.</p>



<h4 id="dare-dignita-alla-difesa" class="wp-block-heading"><strong>Dare dignità alla Difesa</strong></h4>



<p>Nelle crisi che minacciano la sicurezza nazionale, le
proteste italiane perdono spesso credibilità perché non sono accompagnate da deterrenza
e dissuasione militare, nel timore dell’opinione pubblica. Regna una certa ipocrisia
anche sulle missioni multinazionali, con un impegno solo per attività <em>non
combat</em>: forniamo basi, svolgiamo ricognizioni e supporto logistico, ma non
ci assumiamo la responsabilità di premere il grilletto. </p>



<p>Domina il <em>leitmotiv</em> dell’assistenza umanitaria,
come con l’ospedale da campo a Misurata, in uno scenario che invece avrebbe
bisogno della Marina militare a protezione di Tripoli bombardata<a href="#_ftn11">[11]</a>. Le uniche fregate
davanti alla capitale libica sono però quelle turche, fisiologicamente
subentrate all’inerzia italiana<a href="#_ftn12">[12]</a>. Nella narrazione si aggiunge
il mantra del <em>dual use</em>, mal digerito dalle Forze Armate, che esistono
per difendere e combattere, non per la raccolta dei rifiuti o le funzioni di
protezione civile.</p>



<p>Consolidiamo i passi avanti, come la base Amedeo
Guillet in Gibuti, ancora poco sfruttata, e il decreto del 2016 che conferisce
all’intelligence l’uso delle forze speciali con garanzie funzionali.
Fondamentali sono stati il potenziamento del sistema satellitare Cosmo &#8211; SkyMed
con il lancio di OPTSAT-3000<a href="#_ftn13">[13]</a> e della capacità anfibia
con il varo di nave Trieste. Bisogna però accelerare il rinnovamento della
componente sottomarini<a href="#_ftn14">[14]</a>. Altrettanto cruciali
sotto il profilo industriale sono la <em>joint venture</em> Naviris<a href="#_ftn15">[15]</a>, tra Fincantieri e Naval
Group, dopo il progetto fregate FREMM, ma anche l’adesione di Leonardo al
progetto caccia di sesta generazione Tempest<a href="#_ftn16">[16]</a> e il partenariato
Fincantieri con il Qatar<a href="#_ftn17">[17]</a>. Tutte queste iniziative
devono essere concepite come parti di una strategia. </p>



<p>Infine, occorre impiegare lo strumento militare in
funzione dissuasiva, laddove l’interesse nazionale venga minacciato. Nel 2018
la nave Eni Saipem 12000 fu costretta a fare dietrofront dalla marina turca a
largo di Cipro<a href="#_ftn18">[18]</a>. Finalmente,
a dicembre 2019 la fregata Martinengo ha svolto un’esercitazione in acque
cipriote<a href="#_ftn19">[19]</a>, a
gennaio 2020 una nave turca ha comunque iniziato ad esplorare il “blocco 8” di
competenza Eni e Total<a href="#_ftn20">[20]</a>. Dall’8 al 10 febbraio la
fregata Fasan ha sostato a Cipro nell’ambito del pattugliamento in funzione di <em>naval
diplomacy</em>, che deve perciò essere costante e convincente<a href="#_ftn21">[21]</a>. </p>



<p>In conclusione, occorre tornare a elaborare seriamente
una strategia geopolitica consapevole dei propri limiti e delle potenzialità, al
servizio dell’interesse nazionale, coinvolgendo il mondo del sapere, dando
spazio ai dipartimenti tematici dei partiti e alle fondazioni politiche. Puntare
sulla vocazione marittima dell’Italia e su alcune relazioni privilegiate,
colmando le lacune diplomatiche e superando i limiti culturali sull’impiego
dello strumento militare. <br></p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p><a href="#_ftnref1">[1]</a> <a href="https://www.affarinternazionali.it/2020/01/subito-assenza-strategy/">https://www.affarinternazionali.it/2020/01/subito-assenza-strategy/</a></p>



<p><a href="#_ftnref2">[2]</a> <a href="https://it.euronews.com/2017/05/28/angela-merkel-leuropa-dovra-fare-da-sola">https://it.euronews.com/2017/05/28/angela-merkel-leuropa-dovra-fare-da-sola</a></p>



<p><a href="#_ftnref3">[3]</a> <a href="https://it.euronews.com/2020/02/04/macron-francia-germania-e-polonia-alla-testa-dell-ue-dopo-la-brexit">https://it.euronews.com/2020/02/04/macron-francia-germania-e-polonia-alla-testa-dell-ue-dopo-la-brexit</a></p>



<p><a href="#_ftnref4">[4]</a> <a href="https://www.politico.eu/article/emmanuel-macron-european-dialogue-french-nuclear-arms/">https://www.politico.eu/article/emmanuel-macron-european-dialogue-french-nuclear-arms/</a></p>



<p><a href="#_ftnref5">[5]</a> <a href="https://www.ilsole24ore.com/art/china-italy-cooperation-the-belt-and-road-initiative-ABajqCgB">https://www.ilsole24ore.com/art/china-italy-cooperation-the-belt-and-road-initiative-ABajqCgB</a></p>



<p><a href="#_ftnref6">[6]</a> <a href="https://www.ilsole24ore.com/art/pd-ecco-fondazione-modello-spd-formare-classe-dirigente-partito-ABKJKvkB">https://www.ilsole24ore.com/art/pd-ecco-fondazione-modello-spd-formare-classe-dirigente-partito-ABKJKvkB</a></p>



<p><a href="#_ftnref7">[7]</a> <a href="https://it.businessinsider.com/i-think-tank-piu-influenti-del-mondo-centri-studi-che-orientano-le-politiche-dei-governi-e-le-opinioni-della-gente/">https://it.businessinsider.com/i-think-tank-piu-influenti-del-mondo-centri-studi-che-orientano-le-politiche-dei-governi-e-le-opinioni-della-gente/</a></p>



<p><a href="#_ftnref8">[8]</a> <a href="http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Onu-in-corso-il-terzo-ballottaggio-tra-Italia-e-Olanda-per-un-posto-nel-Consiglio-di-Sicurezza-537e656c-296b-4993-befa-9afae858359e.html">http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Onu-in-corso-il-terzo-ballottaggio-tra-Italia-e-Olanda-per-un-posto-nel-Consiglio-di-Sicurezza-537e656c-296b-4993-befa-9afae858359e.html</a></p>



<p><a href="#_ftnref9">[9]</a> <a href="https://www.repubblica.it/online/fatti/afri/nigro/nigro.html">https://www.repubblica.it/online/fatti/afri/nigro/nigro.html</a></p>



<p><a href="#_ftnref10">[10]</a> <a href="https://www.ilsole24ore.com/art/gas-l-algeria-i-nuovi-contratti-dimezza-forniture-all-italia-AC4WpWy">https://www.ilsole24ore.com/art/gas-l-algeria-i-nuovi-contratti-dimezza-forniture-all-italia-AC4WpWy</a></p>



<p><a href="#_ftnref11">[11]</a> <a href="https://agenziastampaitalia.it/politica/politica-estera/48858-iran-ammiraglio-de-giorgi-l-italia-aumenti-la-presenza-di-navi-per-sorveglianza">https://agenziastampaitalia.it/politica/politica-estera/48858-iran-ammiraglio-de-giorgi-l-italia-aumenti-la-presenza-di-navi-per-sorveglianza</a></p>



<p><a href="#_ftnref12">[12]</a> <a href="https://www.repubblica.it/esteri/2020/01/29/news/libia_guerra_haftar_serraj-247105753/">https://www.repubblica.it/esteri/2020/01/29/news/libia_guerra_haftar_serraj-247105753/</a></p>



<p><a href="#_ftnref13">[13]</a> <a href="http://www.aeronautica.difesa.it/comunicazione/editoria/rivaeronautica/archivio/RA_2017_04/Pagine/Articolo_1.aspx">http://www.aeronautica.difesa.it/comunicazione/editoria/rivaeronautica/archivio/RA_2017_04/Pagine/Articolo_1.aspx</a></p>



<p><a href="#_ftnref14">[14]</a> <a href="https://www.soldionline.it/notizie/azioni-italia/fincantieri-al-lavoro-per-la-marina-quattro-nuovi-sottomarini-in-arrivo">https://www.soldionline.it/notizie/azioni-italia/fincantieri-al-lavoro-per-la-marina-quattro-nuovi-sottomarini-in-arrivo</a></p>



<p><a href="#_ftnref15">[15]</a> <a href="https://www.analisidifesa.it/2020/01/al-via-naviris-la-joint-venture-tra-fincantieri-e-naval-group/">https://www.analisidifesa.it/2020/01/al-via-naviris-la-joint-venture-tra-fincantieri-e-naval-group/</a></p>



<p><a href="#_ftnref16">[16]</a> <a href="https://www.affarinternazionali.it/2019/03/caccia-fcas-italia-asse/">https://www.affarinternazionali.it/2019/03/caccia-fcas-italia-asse/</a></p>



<p><a href="#_ftnref17">[17]</a> <a href="https://www.repubblica.it/economia/2020/01/24/news/fincantieri_qatar-246564933/">https://www.repubblica.it/economia/2020/01/24/news/fincantieri_qatar-246564933/</a></p>



<p><a href="#_ftnref18">[18]</a> <a href="https://www.repubblica.it/esteri/2018/02/23/news/eni_cipro_saipem_nave_piattaforma_tuschia_speronamento-189577201/">https://www.repubblica.it/esteri/2018/02/23/news/eni_cipro_saipem_nave_piattaforma_tuschia_speronamento-189577201/</a></p>



<p><a href="#_ftnref19">[19]</a> <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-marina-si-esercita-a-largo-di-cipro.html">https://it.insideover.com/guerra/la-marina-si-esercita-a-largo-di-cipro.html</a></p>



<p><a href="#_ftnref20">[20]</a> <a href="https://www.corriere.it/economia/aziende/20_gennaio_29/libia-provocazione-turca-cosi-l-italia-mediterraneo-come-cambia-risiko-petrolio-07b660b0-4271-11ea-8fab-5eae1fe9ccd1.shtml?&amp;appunica=true">https://www.corriere.it/economia/aziende/20_gennaio_29/libia-provocazione-turca-cosi-l-italia-mediterraneo-come-cambia-risiko-petrolio-07b660b0-4271-11ea-8fab-5eae1fe9ccd1.shtml?&amp;appunica=true</a></p>



<p><a href="#_ftnref21">[21]</a> <a href="http://www.marina.difesa.it/media-cultura/press-room/comunicati/Pagine/2020_06.aspx">http://www.marina.difesa.it/media-cultura/press-room/comunicati/Pagine/2020_06.aspx</a></p>
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		<title>L’Italia in cerca di se stessa rischia l’irrilevanza sul piano internazionale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Annalisa Perteghella]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 May 2018 12:40:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[L'Italia nel mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[Libia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica Estera]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Di Annalisa Perteghella Sembra ingenuo provare a introdurre nel dibattito politico di questi giorni l’elemento della politica estera&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Di Annalisa Perteghella</em></p>
<p>Sembra ingenuo provare a introdurre nel dibattito politico di questi giorni l’elemento della politica estera del nostro paese. Troppo profonda la crisi, troppo incerto l’orizzonte per dedicare tempo e pensieri a qualche cosa che viene percepito come residuale, accessorio: <em>prima</em> risolviamo i problemi interni, <em>poi</em> potremo pensare alla collocazione internazionale dell’Italia e agli appuntamenti internazionali che la attendono quest’anno. Eppure, questo percepire la dimensione internazionale come qualche cosa di altro e di subordinato a quella nazionale è profondamente sbagliato: non solo il nostro paese se non inserito in un chiaro sistema di alleanze rischia di autocondannarsi all’irrilevanza (geo)politica, ma il trascurare la dimensione internazionale rischia di avere pericolose conseguenze anche sulla dimensione nazionale. Il motivo per cui la politica estera viene troppo spesso relegata al ruolo di Cenerentola del dibattito politico è da imputare alla <strong>mancanza di un pensiero più ampio, che metta in relazione interesse nazionale e strategia internazionale.</strong> Essi sono invece strettamente collegati, e stupisce che siano proprio quei partiti che più a livello retorico enfatizzano la necessità di fare gli interessi dell’Italia a tralasciare completamente la dimensione internazionale, o a rivederla in maniera antitetica rispetto al vero interesse nazionale. Il drammatico prolungarsi dei tempi per la formazione di un governo, poi, si traduce nella perdita di tempo e occasioni per affermare il ruolo e gli interessi del nostro paese.</p>
<p>I due esempi più lampanti in questo momento sono <strong>il dossier libico e quello iraniano</strong>: nel primo caso, abbiamo assistito nei giorni scorsi all’ennesima iniziativa francese per la pacificazione del paese forse più cruciale per gli interessi italiani, con un Macron impegnato in una roboante quanto incerta iniziativa unilaterale mentre l’Italia, che avrebbe numerose carte da giocare e che potrebbe ritagliarsi un ruolo da leader dell’iniziativa multilaterale in sede Onu, ha un ministro degli Esteri dimissionario; nel caso dell’Iran, invece, mentre le cancellerie europee fervono nella ricerca di soluzioni che possano tutelare le proprie aziende di fronte all’uscita USA dall’accordo sul nucleare, non si registra alcuna presa di posizione (tranne quella del Presidente del Consiglio in uscita Paolo Gentiloni) in difesa dell’<em>Iran deal</em>, né si ravvisa alcuna progettualità per salvare quell’interscambio da 5 miliardi di euro che fa del nostro paese il primo partner commerciale UE di Teheran.</p>
<p>Ma altri e numerosi sono gli appuntamenti all’orizzonte. L’8-9 giugno il <strong>G7 in Canada</strong>, occasione in cui tentare di ricucire lo strappo inferto da Trump al multilateralismo e al liberismo commerciale: sotto l’ombra della minaccia dei dazi americani su acciaio e alluminio, l’Italia ha tutto l’interesse a fare fronte comune con gli altri paesi del G7 affinché il presidente Usa rinnovi le esenzioni verso l’Europa. Il mese di giugno sarà poi dedicato alla discussione sulla riforma del processo di Dublino, fondamentale per la gestione dei flussi migratori verso il continente europeo. In questo caso, è interesse del nostro paese continuare a chiedere il rispetto del principio di solidarietà intra-europea, come ribadito nel <a href="https://g8fip1kplyr33r3krz5b97d1-wpengine.netdna-ssl.com/wp-content/uploads/2018/04/Position-paper-Dublin.pdf"><em>position paper</em></a> presentato a fine aprile dai governi dei paesi più esposti ai flussi in arrivo: Italia, Spagna, Grecia, Cipro e Malta. Vi è poi il cruciale appuntamento del <strong>Consiglio europeo del 28-29 giugno</strong>, in cui su impulso franco-tedesco verrà con ogni probabilità avviata la discussione sul processo per il rafforzamento dell’eurozona, che prevede per ora la creazione di un bilancio dell’Eurozona, l’introduzione della figura del ministro delle Finanze Ue e il completamento dell’Unione bancaria, in cambio della quale la Germania e i paesi del nord Europa chiederanno con ogni probabilità una riduzione dei rischi nei paesi dell’Eurozona. Al centro dell’agenda del Consiglio sarà anche la decisione circa il rinnovo o meno delle sanzioni verso la Russia (attualmente in vigore fino al 31 luglio 2018) in seguito alla valutazione dello stato di attuazione del processo di Minsk sul cessate il fuoco in Ucraina. Vi è poi il <strong>Summit NATO a Bruxelles dell’11-12 luglio</strong>, nel corso del quale verrà discusso l’orientamento strategico dell’Alleanza per i prossimi anni, con le questioni chiave dello sviluppo delle capacità militari dei paesi membri fino al raggiungimento del target del 2% delle spese militari/pil, della risposta alla strategia di <em>hybrid warfare</em> della Russia, e della risposta alla minaccia sempre presente del terrorismo. Dopo la pausa estiva, l’Italia dovrà affrontare entro il prossimo <strong>30 settembre la questione del rifinanziamento delle missioni militari all’estero</strong>: la decisione dovrà obbligatoriamente essere accompagnata a una riflessione strategica su quali siano i teatri principali per il nostro paese. Il governo Gentiloni ha ad oggi diminuito la presenza nei teatri afghano e iracheno, per un maggiore orientamento verso il continente africano, con il nodo cruciale della missione in Niger. Le difficoltà di avvio di questa missione, che ha la funzione di contrastare i traffici illeciti che alimentano organizzazioni terroristiche e criminalità organizzata nel Sahel, esigono la presenza di un governo stabile e nel pieno delle proprie funzioni. Lega e M5S, nel Contratto di Governo siglato nelle scorse settimane, hanno dichiarato di voler “rivalutare la presenza dei contingenti italiani nelle missioni internazionali geopoliticamente e geograficamente, e non solo, distanti dall’interesse nazionale italiano”: sarebbe opportuno che entrambi questi partiti chiariscano la propria idea di interesse nazionale, e le scelte che verranno intraprese di conseguenza. <strong>Il 30 novembre e l’1 dicembre sarà la volta del G20 in Argentina</strong>, che ha luogo in un momento in cui le spaccature della comunità internazionale si fanno sempre più evidenti; anche in questo caso, interesse dell’Italia è ricucire le divisioni su Russia e Iran, scongiurare le conseguenze nefaste di una guerra commerciale tra Usa e Cina, e nel complesso agire affinché il summit torni a essere occasione per la discussione di soluzioni per la tutela dei beni pubblici internazionali, anziché dei particolarismi. Infine, l’anno si chiuderà <strong>il 6-7 dicembre con il</strong> <strong>Consiglio ministeriale OSCE</strong> a Milano. Nell’anno di presidenza italiana dell’Organizzazione, il nostro paese dispone di un’occasione per stabilire le priorità di azione sul fronte sicurezza e difesa: come rapportarsi al processo di Minsk per la risoluzione del conflitto in Ucraina? Come rispondere alle sfide provenienti dalla regione del Mediterraneo?</p>
<p>Questi sono alcuni degli appuntamenti principali che si presenteranno nei prossimi sei mesi: l’agenda è fitta, e lo è ancora di più se si considera anche quella rete di incontri bilaterali e di attività di cooperazione che vengono messi in atto per avanzare l’interesse del nostro paese. Ecco che dunque non basta ribadire una generica “collocazione europea ed atlantica” &#8211; sebbene questa rappresenti un obiettivo minimo. Occorre che le forze che si apprestano a governare chiariscano <strong>quali priorità guideranno l’azione internazionale del nostro paese nei prossimi mesi</strong>, e soprattutto in quale modo intendono realizzare l’interesse nazionale italiano, al di là dei proclami. Occorre che esse sciolgano, senza ambiguità, il nodo delle relazioni con la Russia, che pregiudica l’azione europea e internazionale del nostro paese. In un momento in cui gli indicatori della solidità delle democrazie liberali sembrano rilevare un generale arretramento, occorre, in definitiva, che esse chiariscano una volta per tutte <strong>quale idea di mondo e quale idea di Italia</strong> guidano la loro azione, e spieghino al popolo italiano in che modo queste idee possono contribuire al benessere e alla realizzazione degli interessi del paese.</p>
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		<title>Analisi dei programmi di politica estera delle principali forze politiche alternative al Partito Democratico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Mar 2018 10:21:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri a confronto]]></category>
		<category><![CDATA[#confronto]]></category>
		<category><![CDATA[#elezioni2018]]></category>
		<category><![CDATA[#forzaitalia]]></category>
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		<category><![CDATA[Politica Estera]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Di Cono Giardullo e G. C. Per 10 settimane, dal 17 dicembre al 25 febbraio, ci siamo occupati&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Di Cono Giardullo e G. C.</em></p>
<p>Per 10 settimane, dal 17 dicembre al 25 febbraio, ci siamo occupati di monitorare i profili social (Twitter e Facebook principalmente) dei cinque maggiori partiti che correranno, parallelamente al Partito Democratico, alle prossime elezioni parlamentari e di 17 tra gli esponenti di spicco degli stessi. Mentre scorrevamo post, e afferravamo cinguettii in rete, non ci siamo potuti esimere dal chiedere alla nostra rete e a esperti di settore, di commentare in maniera critica qualche punto programmatico azzardato, o qualche dichiarazione che è sembrata troppo populista, anche a due tolleranti osservatori come noi.</p>
<p>La prima risposta l’abbiamo rivolta a Luigi Di Maio, che ha spesso voluto tirare in ballo la necessità di invitare gli <a href="https://www.mondodem.it/op-ed/la-politica-italiana-e-la-nuova-mania-degli-osservatori-osce-ma-chi-sono-costoro/">osservatori Osce</a> a monitorare le elezioni per scongiurare qualsiasi broglio alle prossime elezioni, seppur Giorgia Meloni abbia tenuto a ricordargli che tali osservatori si recano solo in scenari di guerra (sic!). In seguito, abbiamo commentato le dichiarazioni di Matteo Salvini, il quale crede che <a href="https://www.mondodem.it/op-ed/caro-salvini-con-putin-presidente-non-saremmo-un-paese-migliore/">con Putin in Italia “staremmo meglio”</a> e che se dovesse scegliere un paese ben governato, quello sarebbe <a href="https://www.mondodem.it/osservatori/due-parole-sullungheria-il-nuovo-sogno-elettorale-di-salvini/">l’Ungheria di Orban</a>. A Liberi e Uguali abbiamo risposto coi numeri quando nella sezione “<a href="https://www.mondodem.it/osservatori/sulla-difesa-leu-da-i-numeri/">Pace e disarmo</a>” del loro programma urlano che negli ultimi 10 anni di recessione, la spesa pubblica militare italiana è aumentata del +21%. Infine, abbiamo utilizzato dati scientifici per ribattere ai Cinque Stelle, quando nel <a href="https://www.mondodem.it/osservatori/le-impossibilita-energetiche-del-paese-secondo-i-5s/">Programma sull’Energia</a> promettono un’Italia dipendente al 100% dalle rinnovabili entro il 2050.</p>
<p>In definitiva, e come potrete apprezzare dai grafici, i cinque partiti si sono spartiti quasi in parti uguali la totalità (75 in totale)<a href="#_ftn1" name="_ftnref1">[1]</a> delle dichiarazioni e indicazioni programmatiche di politica estera monitorate, con un leggero vantaggio segnato dal Movimento 5 Stelle e da Forza Italia (17/75 ciascuno). Come anticipato, Matteo Salvini (Lega) è risultato il politico più prolisso in dichiarazioni (13/61),<a href="#_ftn2" name="_ftnref2">[2]</a> attribuibili in qualche modo a un tema di politica estera, seguito da Giorgia Meloni (Fratelli d’Italia – 12/61) e Manlio di Stefano (Movimento 5 Stelle – 8/61). Scadenti i risultati riscontrati per gli altri tre leader politici: rispettivamente Berlusconi (4/61), Di Maio (3/61) e Grasso (1/61). Infine, immigrazione e sbarchi dei “clandestini” sono stati i temi più gettonati, con 20 menzioni su 81 totali.<a href="#_ftn3" name="_ftnref3">[3]</a> Alle spalle si piazza il tema dei conflitti in Medio Oriente, anche in ragione dei recenti sviluppi in Siria (8/81), mentre al terzo posto abbiamo individuato l’autorizzazione delle Missioni militari all’estero e in particolare della missione in Niger (7/81), criticata perché autorizzata in concomitanza allo scioglimento delle Camere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.mondodem.it/wp-content/uploads/2018/03/Schermata-2018-02-28-alle-21.12.37.png"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1002" src="https://www.mondodem.it/wp-content/uploads/2018/03/Schermata-2018-02-28-alle-21.12.37.png" alt="" width="713" height="416" srcset="https://www.mondodem.it/wp-content/uploads/2018/03/Schermata-2018-02-28-alle-21.12.37.png 713w, https://www.mondodem.it/wp-content/uploads/2018/03/Schermata-2018-02-28-alle-21.12.37-300x175.png 300w" sizes="(max-width: 713px) 100vw, 713px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.mondodem.it/wp-content/uploads/2018/03/Schermata-2018-02-28-alle-21.12.48.png"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1003" src="https://www.mondodem.it/wp-content/uploads/2018/03/Schermata-2018-02-28-alle-21.12.48.png" alt="" width="711" height="416" srcset="https://www.mondodem.it/wp-content/uploads/2018/03/Schermata-2018-02-28-alle-21.12.48.png 711w, https://www.mondodem.it/wp-content/uploads/2018/03/Schermata-2018-02-28-alle-21.12.48-300x176.png 300w" sizes="(max-width: 711px) 100vw, 711px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.mondodem.it/wp-content/uploads/2018/03/Schermata-2018-02-28-alle-21.12.55.png"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1004" src="https://www.mondodem.it/wp-content/uploads/2018/03/Schermata-2018-02-28-alle-21.12.55.png" alt="" width="707" height="531" srcset="https://www.mondodem.it/wp-content/uploads/2018/03/Schermata-2018-02-28-alle-21.12.55.png 707w, https://www.mondodem.it/wp-content/uploads/2018/03/Schermata-2018-02-28-alle-21.12.55-300x225.png 300w" sizes="(max-width: 707px) 100vw, 707px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Esteri, questo sconosciuto</strong></p>
<p><strong> </strong>Ecco in tre parole l’analisi dei programmi e della campagna elettorale messa in piedi dalle destre. Di estero si parla quasi esclusivamente in chiave di sicurezza e immigrazione.</p>
<p>Tra i più attivi sicuramente Salvini, che tra un assassinio e una rapina, parla di esteri quando ci informa di aver letto la dichiarazione islamica dei diritti dell’uomo e di <a href="https://twitter.com/matteosalvinimi/status/964844797080072192">esserne preoccupato</a>. Non solo: nei suoi numerosi tweet riesce anche a indicare i modelli stranieri conservatori a cui si ispira, tra cui <a href="http://www.ilpopulista.it/news/28-Gennaio-2018/22848/salvini-il-vincolo-del-3-ha-portato-in-italia-fame-e-poverta.html">Trump</a> e <a href="http://www.ilpopulista.it/news/28-Gennaio-2018/22848/salvini-il-vincolo-del-3-ha-portato-in-italia-fame-e-poverta.html">Orban</a>.</p>
<p>Non è da meno Giorgia Meloni, la quale tiene a farci sapere che alla distruzione degli stati nazionali, messa in atto da <a href="https://twitter.com/GiorgiaMeloni/status/964447112292392961">Soros, preferisce il popolo e chi è eletto, come Orban</a>. Aggiunge poi tweet in cui snocciola numeri sui <a href="https://www.facebook.com/giorgiameloni.paginaufficiale/posts/10155941766727645">foreign fighters</a>. Risulta, tuttavia, più incisiva nella pervicace rivendicazione di godere di una entrata gratuita al museo egizio di Torino in quanto cittadina italiana e cristiana.</p>
<p>Degno di nota è il forzista Lucio Malan, che coraggiosamente si spinge oltre lo spauracchio del clandestino, e dal suo blog ha più volte pubblicato post sull’<a href="https://www.luciomalan.it/iran-malan-fi-desolante-sostegno-di-mogherini-e-governo-al-regime-iraniano/">Iran e le condizioni delle donne</a>. Berlusconi invece declina il tema esteri anche in chiave economica, <a href="https://twitter.com/berlusconi/status/964593271744983040">confermando</a> come soluzione la flat tax che, negli oltre 60 paesi in cui è stata introdotta ha prodotto, grazie all’abbattimento della pressione fiscale, una forte crescita dell’economia.</p>
<p>Tuttavia, Berlusconi resta sul pezzo e dimostra di voler condividere la linea dei suoi alleati sul tema immigrazione. Sebbene mantenga l&#8217;impeccabile stile da uomo in doppiopetto di una certa età, anche lui fa leva sulla percezione della paura, citando i dati sui reati commessi dagli immigrati e indica come soluzione il rimpatrio graduale e la via diplomatica degli accordi con la Libia, fino al compimento di un grande <a href="https://www.raiplay.it/video/2018/02/Silvio-Berlusconi---18022018-26fe6065-b9c1-4901-a4a1-53ce38504ecb.html">Piano Marshall</a>.</p>
<p>Un accenno alla deriva estremista è quasi d&#8217;obbligo, nel quadro dell&#8217;atteggiamento delle destre nei confronti della questione immigrazione, e questa è rappresentata da <a href="https://www.bing.com/videos/search?q=tribuna+politica+casapound&amp;&amp;view=detail&amp;mid=C7C5567135E63EF07AE8C7C5567135E63EF07AE8&amp;&amp;FORM=VRDGAR">Casapound</a> che sbandiera velleità colonialiste, proponimenti di occupazioni territoriali di &#8220;pezzi della Libia&#8221; e navi che partono con carichi di manodopera con tanta voglia di lavorare e di ricostruire.</p>
<p>Insomma, intravedere scampoli di politica estera nei discorsi degli esponenti politici delle destre che abbiamo seguito è stata impresa ardua. Abbiamo anzi constatato che ogni volta che si è tentato di dare una lettura “altra” dei fenomeni complessi che il paese vive oggi non si è riusciti ad andare oltre il martellamento ossessivo degli slogan a cui non hanno fatto eco proposte valide sorrette da ragionevoli valutazioni, ma solo <em>un rosario di ambizioni meschine, di millenarie paure, di inesauribili astuzie</em>, per dirla con le parole del cantautore preferito di Salvini, Fabrizio De Andrè.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Leader insignificanti lanciano esperti senza soluzioni</strong></p>
<p><strong> </strong>Al contrario delle destre, il Movimento 5 Stelle (M5S) e Liberi e Uguali (LeU) preferiscono far parlare gli esperti di partito in materia di politica estera.</p>
<p>Anche perché il presidente Grasso non proferisce parola su temi di politica internazionale, salvo incontrare negli ultimi giorni il leader laburista Corbyn col quale <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/02/20/elezioni-2018-grasso-incontra-corbyn-a-londra-al-centro-stato-sociale-e-disuguaglianze/4175531/">parla</a> di tasse universitarie, ma dimentica il dettaglio Brexit. Ancora peggio fa il capo politico del M5S, che si degna di delineare la futura politica estera del Movimento solo in un’occasione alla Link Campus di Roma, dove come riportato sul Foglio “<a href="https://www.ilfoglio.it/politica/2018/02/06/news/di-maio-europeista-177417/">presenta in zona protetta la sua politica estera, pure questa è senza coperture</a>”. E infatti Di Maio <a href="https://www.facebook.com/LuigiDiMaio/videos/1604917902878083/?q=luigi%20di%20maio">promette</a> conferenze di pace risolutive a destra e manca, chiarendo che al centro sarà posta l’Italia, non quindi la protezione dei civili o le questioni di governabilità in Libia e in Siria.</p>
<p><strong> </strong>Di sicuro più concreto Manlio di Stefano, fino a qualche giorno fa il candidato <em>in pectore</em> per la Farnesina, nel caso di un governo a 5 stelle. Di Stefano snocciola veementi <a href="https://www.facebook.com/ManlioDiStefano/posts/1825455097512608">attacchi</a> contro il governo, a suo dire colpevole con il dispiegamento della missione in Niger di far gli interessi della Francia e di attrezzare una missione “inutile”, che non bloccherà i flussi di immigrati. Invitiamo il pentastellato a leggere anche altre <a href="http://formiche.net/2018/01/impegno-italiano-niger/">analisi</a>, prima di giungere a conclusioni che non rendono onore <a href="http://www.ispionline.it/it/pubblicazione/missione-niger-ma-litalia-lobiettivo-e-la-libia-19469">all’intesa cordiale</a> stipulata tra Roma e Parigi dopo mesi di disguidi diplomatici.</p>
<p>Liberi e Uguali si allontana dai temi sociali solo con Giuseppe Civati e Andrea Maestri. Il primo si scaglia in solidarietà al M5S <a href="https://www.possibile.com/difesa-civati-marcon-missione-niger-miope-disumana/">contro la missione in Niger</a>, e propone come soluzione “politiche e solidarietà e non carri armati”. Altro non è dato sapere. Sensati, invece, gli interventi di Maestri. L’unico, al di fuori del PD, a parlare del <a href="https://www.possibile.com/regeni-maestri-leu-governo-sceglie-logica-spietata-realpolitik/">caso Regeni</a>, prima di abbandonarsi a frustare il governo per gli <a href="https://www.possibile.com/libia-maestri-leu-immagini-tortura-raccapriccianti-cosa-dire-minniti/">accordi sulla Libia</a>. Anche lui, però, non va oltre la denuncia. Di soluzioni non ne ha nessuno!</p>
<p>Quando i singoli interventi si trasformano in discussioni programmatiche, il livello si abbassa. Il Movimento 5 Stelle in 13 righe delinea il futuro rapporto con la <a href="https://www.movimento5stelle.it/programma/wp-content/uploads/2018/02/Esteri.pdf">Russia</a>, declinandolo in un “ritiro immediato delle sanzioni […] e il rilancio della cooperazione” e <em>arrivederci e grazie</em> alla compattezza della politica estera europea, dimenticando però un paragrafo in fondo che ricorda come il M5S lavorerà strenuamente al “rispetto della sovranità territoriale”. Consigliamo a Di Maio <em>&amp; Co.</em> un breve corso di storia delle relazioni russo-ucraine 2014-2018. E a nulla servirà transitare su temi di cooperazione internazionale, che parrebbe rafforzare i <a href="https://www.movimento5stelle.it/programma/immigrazione.html">regimi dispotici</a>.</p>
<p>Liberi e uguali chiude questa rassegna con l’intervento programmatico “<a href="http://www.sinistraitaliana.si/notizia/liberi-uguali-contributo-programmatico-pace-disarmo/">Pace e disarmo</a>”, perché solo di questo si tratta in politica estera, o meglio in una politica estera “di pace”. Accanto a idee condivisibili di rafforzamento del servizio civile e dell’istituzione dei Corpi Civili di Pace, che però <a href="https://ec.europa.eu/echo/what/humanitarian-aid/eu-aid-volunteers_en">l’Unione Europea</a> ha già lanciato da qualche anno, è tutto un taglio alla spesa pubblica militare e alla riconversione dell’industria bellica.</p>
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<p><strong>Che vinca il migliore! Ci sarà da rimboccarsi le maniche</strong></p>
<p><strong> </strong>Sia ben chiaro, non tutto ciò che è stato dichiarato o programmato è fuor di luogo. Gli altri partiti hanno lanciato importanti proposte, e hanno toccato nervi scoperti delle politiche europee ed internazionali intraprese dal governo. Un cambiamento talvolta è auspicabile, se non addirittura improcrastinabile.</p>
<p>Ciò che al contrario ci ha lasciati perplessi sono principalmente due fattori:</p>
<p>a) <em>Il livello di analisi</em>. C’è davvero chi ha voluto liquidare questioni come la nostra appartenenza alla NATO, l’austerità nell’Unione Europea, la lotta al terrorismo, o il rimpatrio di “tutti i clandestini” con poche righe programmatiche o semplicemente una dichiarazione spot e populista.</p>
<p><strong> </strong>b) <em>L’assenza di alternative o soluzioni</em>. Anche quando la critica a una politica in atto è condivisibile, la soluzione offerta dai partiti concorrenti è quasi sempre non pervenuta, o basata su informazioni scarne, che nella realtà poco contribuirebbero alla risoluzione il problema.</p>
<p>Non ci resta che augurare buone elezioni a tutti. Chiunque vinca avrà un bel da fare, ma a quel punto i proclami e le soluzioni pre-cotte serviranno a ben poco. Non si parlerà più alla pancia degli italiani, ma bisognerà negoziare e accordarsi con la testa di altri europei e del resto del mondo.</p>
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<p><a href="#_ftnref1" name="_ftn1">[1]</a> Si includono sia dichiarazioni spot, che sezioni di programma di politica estera in senso più o meno largo (ndr).</p>
<p><a href="#_ftnref2" name="_ftn2">[2]</a> Non tutte le dichiarazioni o punti programmatici sono stati espressi da singoli politici, talvolta essendo imputati al partito (ndr).</p>
<p><a href="#_ftnref3" name="_ftn3">[3]</a> Una dichiarazione o un punto programmatico può includere più di un tema alla volta (ndr).</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.mondodem.it/1001/">Analisi dei programmi di politica estera delle principali forze politiche alternative al Partito Democratico</a> proviene da <a href="https://www.mondodem.it">MondoDem</a>.</p>
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		<title>Benvenuta MondoDem!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Oct 2016 15:27:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il primo principio di politica estera è un buon governo in patria, diceva Gladstone ai tempi della Regina&#8230;</p>
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<p>Il primo principio di politica estera è un buon governo in patria, diceva Gladstone ai tempi della Regina Vittoria. Due secoli più tardi, nell´era della globalizzazione e del mondo sempre connesso e interdipendente, l’affermazione di Gladstone resta valida anche ribaltandola: oggi, il primo principio di un buon governo in patria è una saggia politica estera.</p>
<p>Perché non è possibile vincere le sfide che l’Italia ha di fronte senza conoscere le grandi questioni internazionali. Ridare fiato all’economia e uscire dalla crisi è una questione solo di politica interna o anche di politica europea e internazionale? La difesa delle nostre città dal terrorismo è solo un problema di pubblica sicurezza, o anche di politica europea e mediterranea?</p>
<p>Oggi nessun partito e nessuna forza di governo può pensare di essere efficace, responsabile e vincente a casa propria se non sa muoversi con sicurezza e competenza nelle grandi questioni che stanno cambiando il mondo in cui viviamo fuori dai nostri confini.</p>
<p>Per troppo tempo il nostro paese ci ha abituato a una politica estera a tratti improvvisata, non sempre coerente, sostenuta in modo intermittente dalla politica. A volte ci è sembrato di andare a rimorchio di altri, altri che sembravano sempre “sapere cosa fare”.</p>
<p>Ma in un mondo così complesso e interconnesso questa è una strategia pericolosa e nel lungo termine irrimediabilmente perdente. Per l´Italia e per il Partito Democratico è venuto il tempo di essere in grado di elaborare una politica estera più consapevole e attenta. Una politica estera in grado sostenere efficacemente i suoi valori, i suoi interessi e il suo futuro. Per saperci muovere con sicurezza in Europa e <em>con</em> l´Europa, nelle grandi questioni come le migrazioni, la sostenibilità del sistema di welfare, o il terrorismo internazionale. Questioni che gli eventi di questi anni ci hanno dimostrato già troppe volte non essere risolvibili semplicemente chiudendo un confine, come vorrebbero alcuni, e isolandosi dal resto del mondo.</p>
<p>Per questo nasce MondoDem. MondoDem vuole essere prima di tutto un serbatoio di conoscenze e competenze, una rete di più di 40 giovani esperti che a questi temi dedicano la propria vita professionale nell’accademia, nelle istituzioni, nelle imprese, nelle organizzazioni della società civile, nei media. MondoDem è anche un laboratorio per scambiare informazioni ed esperienze, e per elaborare idee e soluzioni al servizio della politica e dei cittadini, in forme nuove e produttive.</p>
<p>Una redazione formata da studiosi e professionisti si occupa di raccogliere e aggregare queste riflessioni e renderle accessibili attraverso il nostro blog e la nostra newsletter con commenti e analisi. Documenti specifici sulle maggiori sfide internazionali del momento e proposte concrete su ciò che l’Italia può fare per svolgere un ruolo efficace e propositivo sono messi a disposizione del Partito Democratico e di tutte le forze politiche progressiste e riformatrici.</p>
<p>Per essere di successo, la politica estera non può restare appannaggio di pochi, ma deve essere al centro di un dibattito serio e ampio, che noi miriamo ad alimentare anche attraverso le nostre pagine <a href="https://www.facebook.com/mondodemlab/">Facebook</a> e <a href="https://twitter.com/mondodemlab">Twitter</a>, e coinvolgendo i cittadini che vogliono informarsi attraverso una serie di incontri seminariali e pubblici. Questa è la sfida di MondoDem. Una sfida che siamo convinti che l’Italia abbia bisogno di vincere.</p>
<p>“La politica interna al massimo può sconfiggerci politicamente. La politica estera può ucciderci”, diceva Kennedy: un ragionamento cupo ma realistico. Oggi, conoscenza e visione strategica sono il più importante scudo contro le minacce globali. E anche il primo mattone per costruire una coscienza collettiva più consapevole, più attenta e più pronta per il mondo di domani.</p>
<p><em>La redazione di MondoDem</em></p>
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