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	<title>Appuntamenti Archivi &#8211; MondoDem</title>
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	<description>Laboratorio di Politica Internazionale</description>
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	<title>Appuntamenti Archivi &#8211; MondoDem</title>
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		<title>Scuola di Formazione di Politica Estera Europea 2025</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 May 2025 13:53:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[FES Italy]]></category>
		<category><![CDATA[Politica Estera]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo due edizioni di successo, la&#160;Scuola di Formazione di Politica Estera Europea,&#160;promossa da MondoDem e dalla&#160;Friedrich-Ebert-Stiftung Italia,&#160;torna e&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Dopo due edizioni di successo, la&nbsp;<strong>Scuola di Formazione di Politica Estera Europea,</strong>&nbsp;promossa da <strong>MondoDem</strong> e dalla&nbsp;<strong>Friedrich-Ebert-Stiftung Italia,</strong>&nbsp;torna e si rinnova: da appuntamento unico diventa un&nbsp;<strong>percorso formativo annuale</strong>, rivolto a giovani under 35 dall’Italia, dalla Germania e dal resto d’Europa.</p>



<p>L’obiettivo resta lo stesso: contribuire alla costruzione di una&nbsp;<strong>nuova generazione progressista europea</strong>, consapevole e competente, capace di comprendere le trasformazioni globali e di incidere nel dibattito pubblico.</p>



<p>Il nuovo formato – con momenti online e in presenza distribuiti lungo l’anno – offre più tempo per approfondire i temi chiave della politica internazionale, confrontarsi con esperti e coetanei, e costruire una rete transnazionale solida e attiva.&nbsp;Il coinvolgimento dei partecipanti non si limiterà agli appuntamenti della School: chi verrà selezionato e lo desidererà, potrà entrare a far parte di&nbsp;<strong>una community di alumni</strong>, con eventi dedicati, opportunità di networking e momenti di formazione.</p>



<p><strong>l programma della Scuola di Formazione 2025 si articola in quattro tappe:</strong></p>



<ol class="wp-block-list">
<li><strong>Primo evento online (giugno/luglio)</strong><br>Un incontro introduttivo dedicato ai <strong>rapporti transatlantici</strong>, per analizzare insieme le dinamiche tra Europa e Stati Uniti in un contesto geopolitico in rapida trasformazione.<br></li>



<li><strong>Secondo evento online (settembre/ottobre)</strong><br>Un approfondimento sull’<strong>agenda europea</strong>, con uno sguardo ai principali dossier politici, economici e istituzionali dell’Unione.</li>



<li><strong>Drink &amp; Think – evento informale in presenza (ottobre, Roma)</strong><br>Un’occasione conviviale per incontrarsi di persona prima della Scuola di Formazione: un momento di dialogo libero, conoscenza reciproca e confronto informale tra partecipanti, organizzatori e ospiti.<br></li>



<li><strong>Scuola di Formazione in presenza (novembre, Roma)</strong><br>Due giornate intense di&nbsp;<strong>formazione, dibattito e networking</strong>, nella sede della FES Italia, con esperti, decisori politici e giovani da tutta Europa, per discutere di politica estera e integrazione europea in ottica progressista.</li>
</ol>



<p>Vi aspettiamo!</p>



<p><em>N.B.&nbsp;Le candidature da persone di ogni identità di genere e provenienza geografica sono fortemente incoraggiate, con particolare attenzione alla partecipazione femminile e a una rappresentanza equa delle diverse realtà sociali e territoriali del Paese.</em></p>



<p><br>Le candidature sono aperte fino al<strong> 16 giugno 2025.</strong><br><br>Per inviare la candidatura&nbsp;<a href="https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSfxXybuezT046UMcn8tn6aFRFXnP-HCeIR5zW92GBmmzu3r3A/viewform" target="_blank" rel="noreferrer noopener">clicca qu</a><a href="https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSfxXybuezT046UMcn8tn6aFRFXnP-HCeIR5zW92GBmmzu3r3A/viewform?usp=dialog" target="_blank" rel="noreferrer noopener">i</a>.</p>



<p></p>



<p></p>
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		<title>Spring School di Politica Estera e Europea 2024</title>
		<link>https://www.mondodem.it/673377/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Dec 2023 20:51:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[esteri]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[spring school]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Deutsche Fassung unten Il 2023 è stato un anno complesso per l’Europa e il mondo, e il 2024&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.mondodem.it/673377/">Spring School di Politica Estera e Europea 2024</a> proviene da <a href="https://www.mondodem.it">MondoDem</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><em>Deutsche Fassung unten</em></p>



<p>Il 2023 è stato un anno complesso per l’Europa e il mondo, e il 2024 presenta delle sfide senza precedenti che saranno molto difficili da affrontare per la loro scala, interconnessione ed effetti inaspettati.&nbsp;</p>



<p>La continuazione del conflitto in Ucraina, lo scoppio di una gravissima crisi in Medio Oriente, la prospettiva di un ritorno di Trump alla Casa Bianca e la sfida epocale della transizione ecologica rendono ancora più imperativa la necessità di cooperare al di là dei confini nazionali.&nbsp;&nbsp;</p>



<p>Per questo Mondodem coltiva da anni un rapporto di collaborazione con FES Italia, l’ufficio locale della fondazione tedesca Friedrich Ebert Stiftung. Insieme portiamo avanti progetti che portano una prospettiva socialdemocratica e progressista alle grandi sfide internazionali che Italia e Germania devono affrontare.</p>



<p>Nel corso del 2023, durante la prima edizione della nostra scuola, abbiamo promosso attivamente la partecipazione di giovani analisti e studenti al fine di incentivare nuove voci nel contesto della politica estera e internazionale. Sin dalla sua fondazione, l&#8217;associazione si è costantemente impegnata a coinvolgere la nuova generazione di esperti, con l&#8217;obiettivo di stimolare un dibattito sui temi internazionali e promuovere lo scambio intergenerazionale. Il nostro impegno naturale è ora orientato a internazionalizzare ulteriormente l&#8217;evento, aprendo le porte a un maggiore dialogo tra giovani provenienti dall&#8217;Italia e dalla Germania, nel costante intento di promuovere una visione progressista della politica estera.</p>



<p>L’evento gratuito, dedicato ai giovani e alla politica estera,<strong> si svolgerà a Roma l&#8217;8 e il 9 marzo 2024,</strong> nell’arco di due mezze giornate. Il suo scopo primario è quello di creare un network di giovani esperti che coniughino la loro professionalità con l’impegno politico nel settore della politica estera e internazionale. Fondamentale sarà la partecipazione di giovani provenienti dal mondo dell’associazionismo e dell’impegno civico. </p>



<p>La partecipazione è <strong>gratuita</strong>, e sono disponibili borse di studio per coprire i costi di partecipazione. A chi voglia candidarsi per la borsa di studio verrà chiesto un policy brief di 800 parole su uno fra i temi proposti, che verrà valutato da una commissione congiunta Mondodem-FES Italia. I 5 policy brief ritenuti migliori dalla commissione verranno <strong>premiati con una borsa di studio</strong> per partecipare all’evento e con la pubblicazione sul sito di Mondodem in un’apposita sezione.</p>



<p><strong><u>APPLICATION (dal 1 dicembre al 30 gennaio</u></strong> &#8211; prorogato al 6 febbraio) </p>



<div class="wp-block-buttons is-content-justification-center is-layout-flex wp-container-core-buttons-is-layout-16018d1d wp-block-buttons-is-layout-flex">
<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link has-text-align-center wp-element-button" href="https://forms.gle/4p3Xz1G6WRZGn7Np7">Candidati ora</a></div>
</div>



<p>Per inoltrare la domanda di partecipazione è sufficiente compilare il Google form apposito. Nel caso si voglia richiedere la borsa di studio sarà necessario includere un policy brief di 800 parole che analizzi la posizione e gli interessi dell’Italia e della Germania in riferimento a uno dei seguenti temi:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>L&#8217;UE come attore globale di politica estera: sfide e opportunità</li>



<li>Ucraina, anno II: quali prospettive per il 2024?</li>



<li>Il Medio Oriente fra crisi vecchie e nuove</li>



<li>Elezioni USA 2024: le prospettive interne e sull&#8217;alleanza transatlantica</li>



<li>Il ruolo della Cina nel nuovo scenario globale, tra sfida tecnologica e questioni interne</li>



<li>Mediterraneo allargato e Africa: transizione energetica, nuove crisi e sfide all&#8217;orizzonte</li>



<li>Prospettive tedesche e italiane sulle elezioni europee</li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li></li>
</ul>



<p><strong><u>Processo di selezione</u></strong></p>



<p>La partecipazione all’evento è subordinata alle valutazioni della commissione. Oltre alla partecipazione all’evento, la commissione selezionerà le proposte ritenute più interessanti e pubblicherà le migliori sul sito Mondodem.it in una sezione apposita.</p>



<p>Hai ancora domande? Scrivici all’indirizzo mail: associazione@mondodem.it</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p>2023 war ein komplexes Jahr für Europa und die Welt, und 2024 stellt uns vor noch nie dagewesene Herausforderungen, die aufgrund ihres Ausmaßes, ihrer Verflechtung und ihrer unerwarteten Auswirkungen nur schwer zu bewältigen sein werden.</p>



<p>Die Fortsetzung des Konflikts in der Ukraine, der Ausbruch einer sehr ernsten Krise im Nahen Osten, die mögliche Rückkehr Trumps ins Weiße Haus und die gewaltige Herausforderung der Energiewende machen eine Zusammenarbeit über nationale Grenzen hinweg umso dringender erforderlich.</p>



<p>Aus diesem Grund pflegt Mondodem eine langjährige Partnerschaft mit FES Italia, dem lokalen Büro der deutschen Friedrich Ebert Stiftung. Gemeinsam führen wir Projekte durch, die eine sozialdemokratische und progressive Perspektive auf die großen internationalen Herausforderungen in Italien und Deutschland einbringen.</p>



<p>Wir haben uns bei der ersten Edition der School 2023 aktiv für die Teilnahme junger Analysten und Studenten eingesetzt, um neue Stimmen im Bereich der Außen- und internationalen Politik zu fördern. Seit seiner Gründung hat sich der Verein stets darum bemüht, die nächste Generation von Experten einzubinden, um die Debatte über internationale Themen anzuregen und den Austausch zwischen den Generationen zu fördern. Unsere natürliche Verpflichtung ist es nun, die Veranstaltung weiter zu internationalisieren und die Tür zu einem verstärkten Dialog zwischen jungen Menschen aus Italien und Deutschland zu öffnen, in dem ständigen Bestreben, eine progressive Vision der Außenpolitik zu fördern.</p>



<p>Die kostenlose Veranstaltung, die dem Thema Jugend und Außenpolitik gewidmet ist, wird <strong>am 8. und 9. März 2024</strong> an zwei halben Tagen in Rom stattfinden. Ihr Hauptziel ist es, ein Netzwerk junger Experten zu schaffen, die ihre Professionalität mit politischem Engagement im Bereich der Außen- und internationalen Politik verbinden. Die Teilnahme junger Menschen aus der Zivilgesellschaft wird auch bevorzugt. </p>



<p><strong><span style="text-decoration: underline;">ANMELDUNG (1. Dezember bis 30. Januar)</span></strong></p>



<div class="wp-block-buttons is-content-justification-center is-layout-flex wp-container-core-buttons-is-layout-16018d1d wp-block-buttons-is-layout-flex">
<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link wp-element-button" href="https://forms.gle/ReYuVWXcd6WbhQdi6">Bewerbe dich</a></div>
</div>



<p>Um sich zu bewerben, füllen Sie einfach das entsprechende Google-Formular aus. Wenn Sie sich für das Stipendium bewerben möchten, müssen Sie ein Policy Paper von 800 Wörtern einreichen, das die Position und die Interessen Italiens und Deutschlands in Bezug auf eines der folgenden Themen analysiert</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Die EU als globaler außenpolitischer Akteur: Herausforderungen und Chancen</li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li>Ukraine, Jahr II: Welche Perspektiven für 2024?</li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li>Der Nahe Osten zwischen alten und neuen Krisen</li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li>US-Wahlen 2024: Innenpolitische Perspektiven und das transatlantische Bündnis</li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li>Chinas Rolle im neuen globalen Szenario, zwischen technologischer Herausforderung und innenpolitischen Fragen</li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li>Der größere Mittelmeerraum und Afrika: Energiewende, neue Krisen und Herausforderungen am Horizont</li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li>Deutsche und italienische Perspektiven zu den Europawahlen</li>
</ul>



<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Auswahlverfahren</span></strong></p>



<p>Die Teilnahme an der Veranstaltung unterliegt der Bewertung durch den Ausschuss. Zusätzlich zur Teilnahme an der Veranstaltung wählt das Komitee die interessantesten Vorschläge aus und veröffentlicht die besten Vorschläge auf der Mondodem.it-Website in einem speziellen Bereich.</p>



<p>Haben Sie noch Fragen? Schreiben Sie uns an: associazione@mondodem.it</p>
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		<item>
		<title>Ricostruire l&#8217;Ucraina: Le lezioni apprese dall’esperienza dei Balcani</title>
		<link>https://www.mondodem.it/673327/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Jul 2023 11:33:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Balcani]]></category>
		<category><![CDATA[Cooperazione]]></category>
		<category><![CDATA[ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>MondoDem ha organizzato nella giornata del 13 luglio 2023, presso la sede nazionale del Partito Democratico in via&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>MondoDem ha organizzato nella giornata del 13 luglio 2023, presso la sede nazionale del Partito Democratico in via Sant’Andrea delle Fratte, un seminario sulle possibilità di ricostruzione dell&#8217;Ucraina, prendendo ispirazione dalle lezioni apprese dai Balcani. Ha avuto luogo un confronto con esperti, attori della società civile e delle ONG. Durante l&#8217;incontro, i partecipanti hanno condiviso le proprie esperienze, conoscenze e prospettive sul tema, aprendo un dibattito costruttivo sulla sfida di ricostruire un Paese dopo un conflitto con delle conseguenze sul tessuto sociale molto visibili. I paralleli fra Ucraina e Balcani sono molti, ma conta soprattutto il fatto che molti dei meccanismi con la quale la cooperazione italiana è predisposta ad affrontare il conflitto attuale (l’approccio “di rete”, i gemellaggi con comuni e regioni italiane, alcune Ong e attori economici sociali, gli strumenti tecnici legali) affondano radici in quella fase della storia recente.</p>



<div class="wp-block-buttons is-content-justification-center is-layout-flex wp-container-core-buttons-is-layout-16018d1d wp-block-buttons-is-layout-flex">
<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link has-text-align-center wp-element-button" href="https://www.radioradicale.it/scheda/703472/ricostruire-lucraina-le-lezioni-apprese-dallesperienza-dei-balcani">Rivedi la live su Radio Radicale</a></div>
</div>



<p>L&#8217;incontro ha visto la partecipazione di esperti, giornalisti e rappresentanti di organizzazioni non governative che hanno giocato un ruolo significativo nella ricostruzione dei Balcani, all’indomani delle guerre che portarono alla dissoluzione della ex Jugoslavia. Dario D&#8217;Urso, esperto di Balcani e Political Advisor per il Consiglio d&#8217;Europa, ha offerto una panoramica introduttiva, esaminando le esperienze passate e tracciando possibili linee di azione per l&#8217;Ucraina.</p>



<p><strong>Un punto chiave emerso dal seminario è stata l&#8217;importanza di coinvolgere la società civile nella ricostruzione.</strong> Le ONG italiane hanno svolto un ruolo determinante nei Balcani, cercando di ricucire le ferite e promuovendo la riconciliazione: l&#8217;accoglienza dei profughi e il supporto logistico sono stati i primi passi intrapresi, seguiti da un impegno a lungo termine nella ricostruzione delle comunità locali. È stata sottolineata, per l’appunto, l&#8217;importanza di un approccio che comprenda vari aspetti fisici, economici e sociali oltre alla necessità di promuovere una cultura di riconciliazione duratura e che, quindi, possa rappresentare un impatto sostenibile nel lungo periodo nelle popolazioni coinvolte.</p>



<p>L’esperienza dei Balcani insegna molto su questi punti. L’erogazione dei fondi pubblici in risposta alla guerra degli anni 90 è stata a volte farraginosa e non sempre soggetta a un buon coordinamento. Detto questo, sono stati comunque creati casi sostenibili anche al di fuori dello sviluppo di un tessuto economico vivace.</p>



<p>Durante il seminario, sono stati evidenziati anche i punti di forza e le sfide specifiche che l&#8217;Ucraina affronterà nel suo percorso di ricostruzione: <strong>la presenza di una vasta diaspora ucraina all&#8217;estero (in assenza di una politica di ritorni la </strong>forza lavoro ucraina potrebbe dimunuire di un terzo, da 17 a 11 milioni di persone) <strong>&nbsp;e la questione delle minoranze etniche russe sono state indicate come aspetti cruciali da considerare</strong>. È emerso il bisogno di sviluppare strumenti tecnici, economici e politici adeguati ad affrontare tali sfide e coinvolgere attivamente territori, enti locali e la diaspora ucraina residente in Italia. Il monito dei Balcani è qui importante. La sida della riconciliazione a livello etnico e sociale non è stata del tutto vinta. Gli sforzi profusi per la politica di ritorni dei rifugitati non sono sempre stati sufficienti e hanno avuto risultati modesti.</p>



<p>Il seminario ha anche messo in luce l&#8217;importanza di un <strong>approccio multilaterale</strong> e del coinvolgimento di attori diversi, tra cui organizzazioni non governative, istituzioni politiche e media, nel processo di ricostruzione: quello che è emerso è che l&#8217;esperienza delle ONG italiane, insieme ad altre esperienze internazionali, può svolgere un ruolo fondamentale nel fornire supporto e modelli di sviluppo per l&#8217;Ucraina.</p>



<p>È anche evidente che l’allargamento dell’Unione Europea non possa non giocare un ruolo cruciale nella ricostruzione ucraina. Oggi come allora, il tema è soggetto alla sovrapposizione di diverse agende: lo <em>state</em> e <em>nation building</em>, la ricostruzione fisica del paese e la competizione globale fra potenze esterna. Se si guarda a Balcani, la politica <strong>di allargamento Ue è ciò che ha coordinato questi piani</strong>, mancando però in ultima analisi l’obiettivo. Se ne possono derivare alcune lezioni: l’importanza della tempestività, l’importanza di passare da un’agenda umanitaria a un’agenda di sviluppo che vada però al di là di semplice politiche di mercato, dati gli squilibri economici che una liberalizzazione troppo rapida può creare, e <strong>infine porre al centro un modello basato sullo sviluppo sostenibile e la crescita del capitale umano.</strong></p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">Grazie a chi è intervenuto al seminario di <a href="https://twitter.com/MondoDemLab?ref_src=twsrc%5Etfw">@MondoDemLab</a> “Ricostruire l’Ucraina. Le lezioni apprese dai Balcani”, discutendo di allargamento e riforme, giustizia, società civile, democrazia e riconciliazione.<br>Qui la registrazione <a href="https://twitter.com/RadioRadicale?ref_src=twsrc%5Etfw">@RadioRadicale</a> <a href="https://t.co/ZDjGpA0c14">https://t.co/ZDjGpA0c14</a> <a href="https://t.co/iPpT2u6NFH">pic.twitter.com/iPpT2u6NFH</a></p>&mdash; Lia Quartapelle (@LiaQuartapelle) <a href="https://twitter.com/LiaQuartapelle/status/1679820124440649729?ref_src=twsrc%5Etfw">July 14, 2023</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Diversamente dai Balcani<strong>, il tema delle garanzie di sicurezza è un nodo cruciale</strong>. Il settore privato non investe in un paese senza stabilità, ma un modello di sicurezza basato su una “<em>oversecurity</em>” è eccessiva militarizzazione potrebbe mettere in pericolo la salute della democrazia ucraina. Data la natura del conflitto, più che un modello balcanico di riconciliazione (al netto delle questioni legate alle popolazioni russofone in Crimea e a casi locali lungo la linea del fronte) <strong>sarebbe utile guardare al riavvicinamento pragmatico come quello fra Turchia e Armenia più che una vera pacificazione. </strong><strong></strong></p>



<p>Non poteva infine mancare un momento di discussione su quelle che sono e possono essere le sfide future che attendono l&#8217;Ucraina, sottolineando la necessità di un approccio lungimirante e del coinvolgimento attivo della società civile: è stato evidenziato da diversi interlocutori che l&#8217;Ucraina <strong>non può essere ricostruita senza un impegno congiunto e una cooperazione internazionale mirata</strong>, anche tenendo conto dalla lezione che si è imparata dalla ricostruzione balcanica dei decenni scorsi.</p>
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		<title>Winter School di Politica Estera e Europea 2023</title>
		<link>https://www.mondodem.it/3081/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Dec 2022 18:23:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Politica Estera]]></category>
		<category><![CDATA[Winter school]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 2022 è stato un anno di profonde trasformazioni per la politica estera europea e mondiale. Le conseguenze&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.mondodem.it/3081/">Winter School di Politica Estera e Europea 2023</a> proviene da <a href="https://www.mondodem.it">MondoDem</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il 2022 è stato un anno di profonde trasformazioni per la politica estera europea e mondiale. Le conseguenze della pandemia sono ancora visibili, sia dal punto di vista economico che sociale, e l’invasione russa dell’Ucraina ha radicalmente modificato i rapporti internazionali degli ultimi anni; il tutto in una cornice di instabilità economica e politica. Mondodem negli ultimi mesi ha prodotto analisi e iniziative su molti di questi temi, appoggiandosi alla sua solida rete di analisti e a partnership coltivate con associazioni e fondazioni, tra cui quella con la FES Italia.</p>



<p>Una delle missioni di Mondodem è quella di coinvolgere giovani analisti e studenti e incentivare la presenza di nuove voci nel panorama della politica estera ed internazionale. Dalla sua nascita infatti l’associazione ha sempre cercato di coinvolgere la nuova generazione di esperti, nell’ottica di favorire un dibattito sui temi internazionali e uno scambio inter-generazionale. Oggi questo aspetto è più importante che mai, ed è per questo che vogliamo organizzare un evento che rifletta questa necessità.</p>



<p>L’evento, dedicato ai giovani e alla politica estera, si svolgerà il <strong>24 e il 25 marzo 2023,</strong> nell’arco di <strong>due mezze giornate</strong> a Roma. Il suo scopo primario è quello di creare un network di giovani esperti e studenti che coniughino la loro professionalità con l’impegno politico nel settore della politica estera e internazionale. Fondamentale sarà la partecipazione di giovani provenienti dal mondo dell’associazionismo e dell’impegno civico. </p>



<p>La partecipazione alla Winter School<strong> é gratuita.</strong> Saranno disponibili anche <strong>borse di studio </strong> per chi voglia partecipare da fuori Roma. A chi vuole entrare in lizza per la borsa di studio sarà richiesto un policy brief di 800 parole su uno fra i temi proposti, che verrà valutato da una commissione congiunta Mondodem-FES Italia. I 5 policy brief ritenuti migliori dalla commissione verranno <strong>premiati con una borsa di studio</strong> per partecipare all’evento e con la pubblicazione sul sito di Mondodem in un’apposita sezione. </p>



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<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link wp-element-button" href="https://www.mondodem.it/wp-content/uploads/2023/03/Programma-Winter-School-23-03-2023.docx.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Scarica qui il programma</a></div>
</div>



<h3 id="application-dal-1-dicembre-al-30-gennaio" class="wp-block-heading">Application (dal 1 dicembre al 30 gennaio)</h3>



<p>Per inoltrare la domanda di partecipazione è sufficiente compilare il <a href="https://forms.gle/eS3B5ZvajfNf5xvF7">Google form</a> apposito. Nel caso si voglia richiedere la borsa di studio sarà necessario includere un policy brief di 800 parole che analizzi la posizione e gli interessi dell’Italia in riferimento a uno dei seguenti temi:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>L’Unione Europea come attore globale di politica estera</li>



<li>Il cambiamento climatico nel difficile contesto della crisi energetica internazionale</li>



<li>L’Asia e il ruolo europeo nel confronto sino-americano</li>



<li>Prospettive sull’alleanza transatlantica</li>



<li>Un partenariato equo e solidale con il continente africano</li>



<li>La nuova architettura di sicurezza europea dopo l’invasione russa dell’Ucraina</li>
</ul>



<p><strong><u>Processo di selezione</u></strong></p>



<p>La partecipazione all’evento è subordinata alle valutazioni della commissione. Oltre alla partecipazione all’evento, la commissione selezionerà i policy brief ritenuti più interessanti e pubblicherà le migliori sul sito mondodem.it in una sezione apposita.</p>



<p><strong><u>Borse di studio</u></strong></p>



<p>Le 5 proposte più interessanti verranno premiate con una borsa di studio che coprirà i costi di vitto e alloggio durante l’evento.</p>



<p>Hai ancora domande? Scrivici all’indirizzo mail: associazione@mondodem.it</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p>*soggetto a variazioni</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.mondodem.it/3081/">Winter School di Politica Estera e Europea 2023</a> proviene da <a href="https://www.mondodem.it">MondoDem</a>.</p>
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			</item>
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		<title>La democrazia in America &#8211; dalle midterms alle prossime elezioni presidenziali</title>
		<link>https://www.mondodem.it/3077/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Nov 2022 10:07:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni USA]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Qual é lo stato della democrazia americana? Cosa emerge dalle midterms del 2022 e cosa significa per la&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Qual é lo stato della democrazia americana? Cosa emerge dalle midterms del 2022 e cosa significa per la presidenza Biden? Seguite l’evento di Mondodem di venerdì 2 dicembre, online alle 18.30 per saperne di più.</p>



<p><strong>Programma:</strong></p>



<p>Saluti introduttivi di Nicoletta Pirozzi, Presidente di Mondodem</p>



<p><a></a>Coordina Sofia Eliodori, Ricercatrice, esperta di politica americana</p>



<p><strong>Interventi di:</strong></p>



<p>Emidio Diodato: professore ordinario di scienza politica dell’Università per stranieri di Perugia</p>



<p>Valeria Manieri: giornalista, cofounder de Le Contemporanee</p>



<p>Enrico Zanon: circolo Pd New York</p>



<p>Matteo Muzio: giornalista, Direttore di Jefferson &#8211; Lettere sull’America</p>



<p>Conclusioni di Andrea Sgrulletti, responsabile cultura del Pd Lazio e tesoriere di Mondodem</p>



<p><em>Se vuoi partecipare sulla piattaforma <a href="https://www.facebook.com/events/875881100490599/?ref=newsfeed">Zoom</a> scrivi una mail ad associazione@mondodem.it oppure segui l’evento sulla <a href="https://www.facebook.com/mondodemlab">pagina</a> Facebook di Mondodem</em></p>
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		<title>Sostenere la Democrazia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Sep 2022 08:24:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ecco il video dell’evento “Sostenere la democrazia. Per una politica estera progressista” che si è tenuto il 13&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Ecco il video dell’evento “Sostenere la democrazia. Per una politica estera progressista” che si è tenuto il <strong>13 settembre dalle 11 alle 13 presso la Sala David Sassoli, Sede Nazionale del PD.</strong> Ringraziamo Radio Radicale per la registraziome. </p>



<iframe width="560" height="355" src="//www.radioradicale.it/scheda/677725/iframe" frameborder="0" allowfullscreen></iframe>
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		<title>MondoDem alla Festa dell&#8217;Unità di Roma</title>
		<link>https://www.mondodem.it/3020/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Jul 2022 15:46:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Agorà]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>28 luglio 2022, ore 20:30, Viale delle Terme di Caracalla, 00153 Roma L&#8217;Unione Europea sta attraversando una tempesta&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.mondodem.it/3020/">MondoDem alla Festa dell&#8217;Unità di Roma</a> proviene da <a href="https://www.mondodem.it">MondoDem</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>28 luglio 2022, ore 20:30, Viale delle Terme di Caracalla, 00153 Roma</strong></p>



<p>L&#8217;Unione Europea sta attraversando una tempesta internazionale senza precedenti. L&#8217;inflazione e le conseguenze dell&#8217;invasione russa dell&#8217;Ucraina hanno seminato il caos nell&#8217;ordine internazionale e rendono complesso individuare un percorso politico per l&#8217;Unione, colta nel mezzo di una serie di riforme politiche e istituzionali. D&#8217;altra parte i grandi balzi in avanti nell&#8217;integrazione europea sono sempre avvenuti in risposta a pesanti crisi, indicando così vie d&#8217;uscita di fronte a ostacoli apparentemente insormontabili. Cosa servirà oggi per far si chi l&#8217;Unione sopravviva e diventi una forza di cambiamento in Europa?</p>



<p><em>Sono previsti interventi di Nicoletta Pirozzi, Paolo Acunzo, Enrico Borghi, Filippo Sensi, Nona Mikhelidze, Piero Fassino, Simone Cuozz</em>o</p>



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		<title>Workshop Transizione Energetica nel Mediterraneo &#8211; con FES Italia (resoconto)</title>
		<link>https://www.mondodem.it/2957/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Apr 2022 08:20:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Mediterraneo]]></category>
		<category><![CDATA[transizione energetica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La guerra in Ucraina e la necessità di renderci indipendenti&#160; dalle importazioni di gas russo hanno reso la&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.mondodem.it/2957/">Workshop Transizione Energetica nel Mediterraneo &#8211; con FES Italia (resoconto)</a> proviene da <a href="https://www.mondodem.it">MondoDem</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La guerra in Ucraina e la necessità di renderci indipendenti&nbsp; dalle importazioni di gas russo hanno reso la politica europea di decarbonizzazione ancora più urgente. Ciò ha evidenti implicazioni per le economie dei paesi del Medio Oriente e del Nord Africa, importanti esportatori di gas e petrolio.&nbsp;Per la regione la transizione energetica rappresenta al contempo un’esigenza e un’opportunità. La trasformazione delle economie rentier legate allo sfruttamento dei combustibili fossili in economie diversificate, legate allo sviluppo delle rinnovabili, apre infatti nuove possibilità di creazione di posti di lavoro, crescita economica e di un nuovo patto sociale, basato su maggiori uguaglianza e democrazia.<br>È fondamentale che Italia e Germania, due stati membri estremamente coinvolti nella politica mediterranea, assumano un nuovo ruolo di leadership nella cooperazione energetica nella regione, senza ripetere il modello che è stato in vigore finora e garantendo una trasformazione sostenibile e socialmente giusta. <strong>MondoDem e la Friedrich Ebert Stiftung vi invitano a un workshop ibrido, il&nbsp;5 maggio alle ore 14.30-16.30, </strong>per discutere assieme a parlamentari ed esperti tedeschi e italiani come i due paesi possano muoversi nel quadro del consenso europeo per garantire una transizione equa nelle aree MENA. Partecipano:</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong><em>Annalisa Perteghella</em></strong>, ECCO/MondoDem</li><li><strong><em>Jacopo Pepe</em></strong><em>, SWP Berlin</em></li><li><strong><em>Piero Fassino</em></strong>, Camera</li><li><strong><em>Antonio Misiani, </em></strong>Senato</li><li><strong><em>Lia Quartapelle</em></strong>, Camera </li><li><strong><em>Nils Schmid, </em></strong><em>Bundestag</em></li><li><strong><em>Nina Scheer, </em></strong><em>Bundestag</em></li><li><em><strong>Marina Sereni, </strong></em>Viceministra Affari Esteri</li></ul>



<hr class="wp-block-separator"/>



<h2 id="resoconto-del-workshop" class="wp-block-heading">Resoconto del workshop </h2>



<p>La conferenza è stata introdotta da Nicoletta Pirozzi, Presidente di MondoDem e da Tobias Mörschel di FES Italia. A seguire la conferenza si è aperta con gli interventi riguardanti la transizione energetica nel mediterraneo di <a href="https://www.mondodem.it/2961/">Annalisa Perteghella</a> (ECCO/MondoDem) e Jacopo Pepe (SWP Berlin).</p>



<p><strong>Annalisa Perteghella ha iniziato il suo intervento parlando degli Hotspot del cambiamento climatico (CC)</strong>, questi corrispondono alla sponda nord, sud ed est del Mediterraneo dove i cambiamenti climatici avvengono più in fretta.</p>



<p>Perteghella conferma l’inevitabilità dell’aumento di 2 gradi della temperatura terrestre, a prescindere dalle politiche che possano essere attuate. Ciò, come già visto durante la Primavera Araba nel 2011, iniziata dall’aumento del costo del pane, poterà ad un aumento dei costi delle materie prime con conseguenze dirette sulla sicurezza alimentare e di conseguenza anche sulle famiglie.</p>



<p>Perteghella ha affermato dunque l’essenzialità della transizione energetica (TE) visto che il 95% delle emissioni sono causate dai combustibili fossili. Per quanto riguarda la TE i paesi del Medio Oriente si trovano a diversi livelli di sviluppo. Algeria ed Egitto, i primi paesi esportatori di gas nel quadro del taglio del gas russo, vivono di rendita sui profitti dati da gas e petrolio, ed una diminuzione improvvisa di questi ricavi porterebbe alla mancanza di una redistribuzione verticale delle risorse da parte del governo. La TE necessita un nuovo patto sociale che porti allo sviluppo di un sistema economico più inclusivo, dato che gli effetti della decarbonizzazione europea avranno certamente un forte impatto. Perteghella conclude sostenendo che Germania e Italia, vista anche la presidenza della Germania al G7, si trovano nella condizione di poter accompagnare questi nuovi modelli di sviluppo. In primis, partendo dalla necessità di sviluppare una just energy transition partnership con Algeri ed il Cairo. Secondo, implementando misure di resilienza ambientale, per esempio le barriere contro l’innalzamento del livello del mare sviluppate ad Alessandria d’Egitto. Fino alla creazione di collegamenti di Egitto e Nord Africa alla rete elettrica europea seguendo degli standard elettrici europei piuttosto che quelli della Belt and Road Initiative.</p>



<p><strong>La conferenza ha continuato con l’intervento di Jacopo Pepe, il quale afferma che la guerra in Ucraina ha portato alla necessità di una TE immediata ed al bisogno di creare una nuova mappatura delle partnership energetiche</strong>. Il sistema di approvvigionamento deve rinnovarsi basandosi sui pilastri due pilastri, efficienza energetica e TE. Vi è l’esigenza di trovare alternative al gas sia nel breve che nel lungo termie. Anche se in un sistema post fossile saremo comunque dipendenti dalle importazioni dalla MENA region (e.g. Idrogeno). Pepe continua sottolineando l’importanza di reindirizzare gli approvvigionamenti da est a sud, anche per Qatar, Algeria ecc. questi obbiettivi sono ambiziosi ma possono essere resi possibili da un coinvolgimento del vicinato. Quando originariamente per la Germania questo coinvolgimento del vicinato storicamente ricadeva verso est attualmente anche Berlino dovrà spostare il suo sguardo al Nordafrica, sia per l’idrogeno blu che verde. Pepe ha proceduto sottolineando l’importanza nell’accompagnare tali paesi attraverso una trasformazione politica e sociale, vista anche la loro potenzialità in materia di risorse rinnovabili che tuttavia al livello locale vengono a malapena sfruttate (solo 1% dell’energia). Inoltre, il modello dei gasdotti della MENA region è particolarmente obsoleto. A prescindere dai modelli economici particolarmente diversificati, nella regione, tutti gli stati si trovano interessati all’export per finanziare la crescita, rendendo la stabilità del sistema energetico una priorità. Infine, la guerra in Ucraina ha portato ad un incremento dell’instabilità, con la crescita d’interesse verso nuove tecnologie volte all’export energetico per una ristrutturazione dei sistemi economici.&nbsp;</p>



<p>Pepe ha concluso &nbsp;affermando che in tutti i paesi cresce la domanda per l’energia; c’é una forte competizione fra esportatori ed importatori (eg. anche Giappone e Corea sono interessati all’acquisto di idrogeno verde e blu); i paesi vogliono attrarre investimenti per la TE senza condizionalità politiche; e la presenza di importatori meno schizzinosi sull’idrogeno blu rispetto al verde portano al rischio di lock-in sull’idrogeno blu nei paesi produttori. Questa condizione porta inevitabilmente ad un first mover advantage nell’imposizione degli standard, e dunque l’Italia, nonostante, facendo parte dell’UE, debba seguire un approccio federale e più cooperativo, dovrebbe evitare il focus sull’idrogeno verde e piuttosto concentrarsi sull’impronta CO2 evitando di rifiutare a priori l’idrogeno blu con carbon capture. Infine, i mercati elettrici regionali dovrebbero essere visti come una precondizione per la stabilità energetica e la diminuzione dei conflitti d’interesse.</p>



<p>Successivamente la conferenza si è spostata sul tema politico con gli interventi di Piero Fassino (Presidente della Commissione Affari Esteri e Deputato PD), Antonio Misiani (responsabile Economia e Finanze del PD e Senatore), Lia Quartapelle (responsabile Affari Esteri e Deputata PD), Nils Schmid (Membro del parlamento tedesco, responsabile dell’area tematica “Affari esteri” della SPD) e Nina Scheer (Membro del parlamento tedesco, responsabile dell’area tematica “Clima ed energia” della SPD)</p>



<p><strong>Il primo intervento politico è stato di Piero Fassino il quale ha parlato della difficoltà della TE in zona di crisi,</strong> sottolineando tuttavia la sua necessità per dare stabilità alla regione. Fassino ha affermato che la TE è resa complessa dalla scarsissima interconnessione regionale (ad esempio ci sono più collegamenti aerei fra Parigi e Roma con Algeri e Casablanca che fra i paesi della MENA region), e ciò si conferma anche nell’ambito dell’energia. Fassino ha posto &nbsp;come priorità il favorire l’interconnessione fra i paesi MENA, anche perché il quadro giuridico di questi paesi non è chiaro. Una delle possibili soluzioni potrebbe essere la multilateralità, dopo tutto l’Unione Europea ai suoi esordi era la comunità del carbone e dell’acciaio. Perché dunque non potrebbe avvenire una simile trasformazione utilizzando l’UE come promotore di questi processi, iniziando da un lavoro comune tra Italia, Francia e Germania utilizzando, tra gli altri, anche i trattati di Aquisgrana e Quirinale.</p>



<p><strong>A seguire vi è stato l’intervento di Nils Schmid, il quale ha affermato che il Mediterraneo è molto politicamente importante per la Germania, in particolare a partire dal 2011 con le primavere arabe.</strong> Il processo in Libia ha visto grande partecipazione tedesca e negli ultimi 10 anni la Germania ha provato spesso di spingere tema della TE, anche perché la politica energetica è geopolitica. Essa crea una rete di dipendenza, fatto reso evidente dalla guerra in Ucraina con la Russia, ma che si può constatare anche con l’Algeria. Schmid ha affermato che negli ultimi decenni siamo finiti in un cul de sac geopolitico e che la TE aiuterà a diminuire questa rete di dipendenze. E’ necessario fare in modo che le nuove dipendenze, che deriveranno dalla TE, siano meno unilaterali, evitando di diventare troppo dipendenti dai singoli fornitori di idrogeno. Schmid sostiene che vi sia la possibilità che l’idrogeno possa favorire una trasformazione politica in Algeria anche se tale processo potrebbe risultare molto complesso. Infatti, in Algeria, anche i più piccoli progetti di PMI tedesche sono affondati nel pantano della corruzione. Conclude che l’UE possa risultare più adatta per questa transizione, e che, per quanto Italia e Germania possano contribuire, è la strategia Idrogeno Europea a dover essere messa in atto.</p>



<p><strong>Nina Scheer ha iniziato il suo intervento affermando che oggi in Germania si progettano già molte infrastrutture che possano essere compatibili con l’idrogeno (ad esempio terminal LNG).</strong> Questi investimenti in infrastrutture sono stati necessari per creare un incentivo per l’importazione di idrogeno. Scheer afferma creare una nuova dipendenza unilaterale sia altamente rischioso e non consigliabile. Già nel 2008 si era aperta la discussione sul ruolo del mediterraneo nella TE in Europea; tuttavia, a tutto ciò non vi è stato follow up. Scheer sostiene che la questione atomica sia molto pericolosa, e che anche in questa situazione vi sia il rischio di sviluppare delle dipendenze. Inoltre non sono da sottovalutare i possibili eventi climatici di proporzioni estreme che potrebbero portare a malfunzionamenti delle centrali nucleari, rendendole dunque un fattore ad alto rischio. Scheer conclude dunque che la TE ha meno possibilità di conflitto per le risorse, ma che la produzione di materiale per la TE (eg. pannelli solari, eolico ecc) portino ad un rischiano di delocalizzazione.</p>



<p><strong>L’intervento di Nina Scheer (MdB)</strong>, portavoce del gruppo parlamentare SPD per le politiche energetiche,&nbsp; ha permesso di approfondire l’attuale approccio tedesco alla progettazione di infrastrutture energetiche, molte delle quali già oggi sono pensate in modo che siano compatibili con un sistema di approvvigionamento basato sul idrogeno. Questo investimento infrastrutturale é stato necessario per creare un incentivo all’importazione di idrogeno. Anche Schiere ha sottolineato che in questa trasformazione non possiamo entrare in una nuova dipendenza unilaterale, e che già nel 2008 c’era stata discussione su ruolo del Mediterraneo nella TE europea, purtroppo senza seguito. Anche la questione dell’energia atomica é molto pericolosa in tal senso, in quanto incoraggia la creazione di dipendenze per una fonte di energia costosissima. Le centrali nucleari sono estremamente vulnerabili ad eventi climatici estremi, di cui vedremo una proliferazione nei prossimi anni. Infine, la TE nell’area mediterranea dovrebbe diminuire la necessità conflitti per le risorse tipiche delle risorse fossili. La cooperazione fra Italia e Germania sarà molto importante per garantire una produzione europea di materiali e tecnologie per la TE (pannelli, eolico ecc) a rischio di delocalizzione. <strong></strong></p>



<p><strong>Il sen. Antonio Misiani, </strong>responsabile Economia e Finanze del Partito Democratico, ha rilevato che attualmente l’Ue é de facto il maggior finanziatore dello sforzo bellico russo tramite le importazioni di energie fossili. La spinta alla diversificazioni anche con combustibili fossili é un esercizio molto utile nell’attuale momento di crisi, ma nel lungo periodo sarà imperativo attuare una transizione energetica sostenibile. In tal senso, l’Italia deve porsi obiettivi ambiziosi, puntando a un aumento delle rinnovabili e diventando così meno dipendenti dalle importazioni. Gli attuali prezzi delle energie fossili favoriscono un maggior uso delle rinnovabili e necessitano un patto multilaterale pe rie rinnovabili anche nella sponda sud del mediterraneo, dove i consumi di gas si sono triplicati.</p>



<p>Nel corso dell’evento é emersa una chiara convergenza italotedesca <strong>sul ruolo di potenze terze nella regione MENA, in particolar modo per quel che riguarda Cina e Russia</strong>. Il sen. Misiani ha spiegato che l’Italia vuole ruolo coeso e assertivo dell’UE per consolidare rapporti con i paesi della sponda sud, impedendo che finiscano preda di Russia e Cina e nonostante tutte le criticità che questi paesi presentano. I progetti di TE servono infatti anche in ottica di contenimento di Cina e Russia</p>



<p>Nina Scheerfa notare che l’economia cinese si trova attualmente alla ricerca di risorse in tutto il mondo. Da socialdemocratica Scheer crede nell’idea del cambiamento tramite il commercio (Wandel durch Handel) nonostante i fallimenti dei rapporti russo-europei. In quel contesto il rischio é stato generato dalla creazione di una dipendenza unilaterale; in generale rimane comunque importante che anche il commercio venga utilizzato per alterare il comportamento e le priorità di partner politici problematici, fermo restando che é di fondamentale importanza che non vengano cedute intere catene di produzione e know-how. Nils Schmid ha anche aggiunto che la Russia non ha alcun interesse nel successo della TE a causa del proprio sistema di politica economica basato sull’estrazione di carburanti fossili.</p>



<p><strong>La viceministra degli Esteri Marina Sereni</strong> ha concluso l’evento indicando che questo incontro é solo la prima tappa di un percorso é che é opportuno continuare a ragionare sull’intersezione fra politica estera, economica e ambientale. L’Italia e la Germania sono partner strategici su tantissimi dossier e sono unite da un interesse condiviso nel mantenimento dell’ordine internazionale basato sulle regole. I due paesi sono fra i più esposti alla dipendenza dal gas russo e i costi sociali di questa guerra devono essere di particolare interesse per le politiche dei progressisti. L’aumento repentino dei prezzi energetici impongono azioni concrete, senza limitarsi&nbsp; alla diversificazione delle fonti di approvvigionamento ma accelerando su una TE definita ineludibile. La viceministra ha espresso la preoccupazione che questa crisi non spinga l’Europa su un’accelerazione delle rinnovabili e che l’imperativo di risolvere in fretta il problema della diversificazione porti anzi a un rallentamento quando serve una prospettiva lungo termine e tenere la barra dritta. Anche se non si possono considerare i paesi MENA delle democrazie, l’Europa non può permettersi di attendere che essi lo diventino. Una partnership basata sulla transizione energetica può anzi aprire processi che porteranno un giorno a una possibile democratizzazione. Con lo sviluppo del programma EU Global Gateway l’Europa potrà avere un rapporto diverso con i paesi africani. L’idea é di una cooperazione più etica che non crei dipendenze e debito insostenibile per i paesi della sponda sud . La Cina é considerata un partner semplice per gli africani, ma non particolarmente etico e sostenibile per le società che vi si affidano. In questo quadro l’Europa deve aiutare i paesi africani a smarcarsi dale energie fossili. L’italia sta negoziando memorandum con Libia e Algeria sulle rinnovabili ed é sul punto di firmare un accordo sull’idrogeno verde con la Tunisia.</p>



<p>Siamo di fronte a un’opportunità condivisa: l’Europa é costretta a causa della guerra a rivedere la propria matrice energetica, ma anche l’Africa sarà costretta ad accelerare sulla TE perché l’impatto del cambiamento climatico sarà terribile per il continente. La condivisione dell’emergenza fra Germania e Italia aiuterà a portare l’attenzione dell’Europa a sud, al di là dell’immediate necessità che si sono create nel vicinato orientale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.mondodem.it/2957/">Workshop Transizione Energetica nel Mediterraneo &#8211; con FES Italia (resoconto)</a> proviene da <a href="https://www.mondodem.it">MondoDem</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Presentazione del libro &#8220;La cultura americana e il PCI&#8221;</title>
		<link>https://www.mondodem.it/2954/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Apr 2022 08:10:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[PCI]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Venerdì 29/04 alle 17.30 (puntuali!), ci vedremo all&#8217;Edicola EastWest, in Lungotevere dei Mellini, 5/b a Roma, per presentare&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Venerdì 29/04 alle 17.30 (puntuali!), ci vedremo all&#8217;Edicola EastWest, in Lungotevere dei Mellini, 5/b a Roma, per presentare il libro di Alice Ciulla &#8220;La cultura americana e il PCI. Intellettuali ed esperti di fronte alla &#8216;questione comunista&#8221;, con Nicoletta Pirozzi (Presidente di MondoDem, che promuove il dibattito), Sofia Eliodori (Università per stranieri di Perugia), Mattia Diletti (Università La Sapienza di Roma), Gregorio Sorgonà (Fondazione Gramsci) e Roberto Morassut (Deputato PD).</p>



<p>Chi vuole partecipare in presenza all&#8217;appuntamento può scrivere a associazione@mondodem.it, ai fini dell&#8217;organizzazione. L&#8217;evento sarà trasmesso anche in streaming sulla pagina di <a href="https://www.facebook.com/eastwest.eu/">EastWest</a>. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.mondodem.it/2954/">Presentazione del libro &#8220;La cultura americana e il PCI&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.mondodem.it">MondoDem</a>.</p>
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		<title>Intelligenza Artificiale e diritti umani in un&#8217;era di conflitti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Mar 2022 12:45:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza artificiale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La guerra in Ucraina ci ha posto di fronte alle drammaticità del conflitto e a una serie di&#8230;</p>
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<p>La guerra in Ucraina ci ha posto di fronte alle drammaticità del conflitto e a una serie di interrogativi su spazio europeo, difesa e sicurezza di cui Mondodem si è spesso occupata negli ultimi anni: siamo di fronte a un cambiamento dei tempi che avrà forti conseguenze sul nostro futuro. La nostra associazione continua a interrogarsi su come meglio affrontare questa transizione e cerca di individuarne i temi fondamentali: crediamo che, come sempre, ciò che possiamo offrire siano le nostre riflessioni e i nostri studi, aggiungendo tasselli a un dibattito politico più ampio.</p>



<p>Per questo siamo lieti di invitarvi alla nostra nuova Agorà Democratica, <strong>il 16 marzo alle 17.30</strong>, dove proveremo a ragionare su un tema di cui si è molto discusso in chiave di tutela dei diritti umani, che sono sempre più sotto attacco: l&#8217;intelligenza artificiale. Con i nostri esperti speriamo di fornirvi dei nuovi spunti e delle chiavi di lettura per il mondo che ci circonda.</p>



<p>L’adozione dell’intelligenza artificiale si è ormai trasformata in un imperativo per garantire crescita economica e sicurezza all’Italia nel ventunesimo secolo. L’ampio utilizzo dell’IA accelererà processi già in corso in campo tecnologico e digitale, portando i paesi che meglio la sapranno controllare in testa alla competizione commerciale e politica. Allo stesso tempo lo sviluppo incontrollato delle intelligenze artificiali rappresenta un pericolo per i diritti umani: la potenza di questi strumenti, soprattutto se utilizzati in campagne di disinformazioni o senza un aggiornamento e implementazione di criteri etici, può avere conseguenze letali per la stabilità sociale e la pace. In questa Agorà vogliamo discutere i modi con cui l’Italia può sfruttare il vantaggio competitivo dell’IA nel pieno rispetto dei diritti umani. Prendendo spunto dalla strategia nazionale per l’IA consegnata al governo Draghi, procederemo su due binari separati ma complementari: ci dedicheremo sia alle politiche che il nostro deve intraprendere per entrare nel club dei paesi capaci di gestire questo strumento, sia alle iniziative europee e globali a cui l’Italia dovrebbe dedicarsi per regolare l’utilizzo dell’IA. Quali posizioni dovrebbe rappresentare il Partito Democratico come partito progressista votato alla giustizia sociale?</p>



<p>Partecipano:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>Benedetta Albano (MondoDem)</li><li>Anna Ascani (Sottosegretario allo sviluppo economico)</li><li>Brando Benifei (Partito Democratico)</li><li>Michelangelo Freyrie (MondoDem)</li><li>Dino Pedreschi (Università di Pisa)</li><li>Nicoletta Pirozzi (MondoDem)</li><li>Claudia Schettini (MondoDem)</li><li>Filippo Sensi (Partito Democratico)</li></ul>



<p><a href="https://decidim.agorademocratiche.it/processes/italia-che-vogliamo/f/68/meetings/626">Piú informazioni disponibili sul sito delle Agorà Democratiche</a>. R<a href="https://immagina.eu/2022/03/17/intelligenza-artificiale-e-diritti-umani-priorita-irriconciliabili/">iascolta qui. </a></p>
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